Lazio, il giovane Cardelli lascia la Primavera: “Troppi stranieri. Io trattato di m…”

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui

CardelliUn giovane d 18 anni, con il calcio nella testa e nel cuore, può decidere di smettere di inseguire il proprio sogno a causa di un mondo ( quello del pallone) che ha smesso di affascinarlo a causa di motivi che vanno al di la del calcio stesso? La risposta, stando a quanto avvenuto con il giovane calciatore della Lazio Filippo Cardelli, è purtroppo positiva. Il promettente 18enne difensore della Primavera biancoceleste ha deciso di lasciare la squadra a causa di una serie di elementi che è stato lo stesso Cardelli a descrivere  in un lungo e duro sfogo su Facebook.

“Dopo 10 anni di sacrifici lascio il calcio – ha scritto Cardelli  – ci tengo a chiarire che non ho avuto nessuna divergenza con l’allenatore come è stato scritto, anzi il mister è sempre stato onesto con me. Lascio perché sinceramente questo non è più lo sport di cui mi sono innamorato da bambino. Non vedo che senso abbia giocare nella Lazio Primavera e essere circondato da stranieri, e non solo, essere trattato pure come una merda, dopo tutti i sacrifici che ho fatto. Finché si tratta di rinunciare agli studi, agli amici, alle ragazze, è tutto accettabile perché ho un sogno, e il mio sogno viene prima di tutto. Ma quando ti senti dire che dopo un crociato rotto non sei sicuro di avere le cure della società perché non hai il contratto, quando non puoi mangiare a Formello nei giorni di doppia seduta perché non hai il contratto, quando non puoi andare in palestra a migliorarti perché non hai il contratto, quando non ti pagano la visita medico agonistica perché non hai il contratto, ti cascano le palle e rimangono per terra. Ed ovviamente gli stranieri hanno il contratto e guadagnano anche tanto… Non ho mai giocato a calcio per i soldi ma solo per la felicità di far parte di un gruppo di amici che lottano per un obiettivo comune, ho giocato a calcio per il desiderio di poter dire “cazzo ce l’ho fatta”, sono arrivato. La Serie A è piena di stranieri, il calcio degli italiani è morto, e sinceramente se devo essere trattato come uno straniero in patria preferisco andarmene. È vero, negli Usa il calcio è anni luce indietro, ma almeno ha un briciolo di dignità, quella che noi abbiamo perso. Per tutti quelli che sono arrivati fino a qua e che amano il calcio, un consiglio da chi l’ha vissuto da dentro: non andate allo stadio, non comprate gli abbonamenti tv, perché è tutto finto… Quando Lombardi è entrato e ha segnato con l’Atalanta mi sono emozionato, un ragazzo italiano che corre e suda per la maglia, questo è quello che dovremmo vedere sempre, ma probabilmente – ha concluso – adesso non giocherà più, per far spazio ai tanti stranieri”.

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