Milan, la bandiera rimane ammainata. Maldini: “Non tornerò”

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui
maldiniSembrano essere tramontati del tutto i sogni dei tifosi del Milan di rivedere all’interno della società rossonera una delle bandiere più importanti nella storia del club milanista. La tanto attesa “rivoluzione” societaria, annunciata dalla cordata cinese che si appresta ad acquisire il pacchetto azionario del club potrebbe non avere tra i suoi protagonisti lo storico ed indimenticato capitano del Milan Paolo Maldini.
Nei giorni scorsi erano già sorti alcuni dubbi in merito al possibile rientro in società di Maldini a causa delle difficoltà a far combaciare le reciproche aspettative, di Maldini e della proprietà cinese, in merito al possibile ruolo dell’ex capitano rossonero. Adesso, a confermare questi dubbi, è arrivata la presa di posizione netta e decisa di Paolo Maldini che ha di fatto escluso la possibilità di un suo ritorno all’interno della società con la quale da calciatore ha vinto tutto ciò che era possibile vincere. Lo ha fatto durante un’intervista a Sky nel corso della quale Maldini ha voluto però lanciare anche un “appello” ai nuovi, futuri, proprietari del Milan

“Mi sono fatto la mia vita – ha detto a Sky Sport -, col Milan ora non c’è niente, sono anche stanco di ripetere questa storia. Ma il Milan rimarrà sempre un grandissimo amore, non solo mio ma anche da parte di tutta la mia famiglia”.

Poche frasi che però pesano come un macigno sulle speranze dei tifosi rossoneri che sognavano di rivedere Maldini impegnato in prima persona all’interno della società rossonera.

Gli altri passaggi dell’intervista di Maldini

“È un dovere per chi acquista e viene da un paese straniero andare a vedere la storia del club che sta comprando – spiega Maldini – Il presidente di un club non può considerarlo suo perché il club è dei milioni di tifosi che ha nel mondo, ci deve essere rispetto verso questi tifosi e tenere in considerazione il loro pensiero, poi la gestione è personale e personalizzato. Mi fa molto effetto pensare al Milan senza Berlusconi : è vero che quando sono arrivato c’era Farina ma ho vissuto in prima persona il cambio di proprietà e da lì è iniziato tutto. È stato un presidente incredibile, il più vincente e innovativo del calcio moderno”.

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