Nuova riforma dei campionati, Tavecchio: “La Figc non deve essere influenzata dalle società”

Pubblicato il autore: Giancarlo Fusco Segui

La nuova riforma dei campionati continua ad essere un problema, a quanto pare, irrisolvibile e a tal proposito Tavecchio ha voluto chiarire la posizione della Figc

tavecchio

Nuova riforma dei campionati, Tavecchio dà l’ultimatum

C’è bisogno della nuova riforma dei campionati per far sì che la Serie A non sia più a venti squadre, tuttavia quando gli interessi in ballo sono tanti non è poi così semplice trovare un accordo che faccia contenti tutti. A tal proposito anche Carlo Tavecchio, come giusto che sia, ha detto la sua.

Nuova riforma dei campionati, teorema difficile da risolvere

A margine della presentazione dei calendari di Serie A e B dei campionati femminili, Carlo Tavecchio è intervenuto sulla riforma dei campionati che ancora non trova d’accordo gli esponenti dei campionati professionistici maschili.
Il presidente della Federcalcio, a tal proposito, ha detto: “La riforma dei campionati è diventato un teorema che neanche Pitagora risolverebbe. Tra una settimana inizieremo a parlare di ultimatum, dopodiché la Figc dirà la sua”.
Il messaggio di Tavecchio è stato chiaro e, come già noto, mira a “snellire” i campionati per renderli meno longevi e forse anche meno stressanti per le società dirette interessate che hanno anche interessi commerciali non di poco conto.

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Tavecchio da dentro o fuori. La soluzione per la nuova riforma entro una settimana, oppure ci penserà la Figc

Quello di Tavecchio è stato a tutti gli effetti un proclamo da dentro o fuori perché la speranza è di trovare una soluzione al più presto e che soprattutto trovi d’accordo tutte le società delle Leghe professionistiche. Il presidente federale ha voluto anche chiarire il ruolo della Federazione italiana giuoco calcio, chiudendo il discorso affermando: “La Federazione non può subire indirettamente l’influenza delle Leghe, deve riprendersi almeno l’indirizzo strategico di indicare le linee guida. Ad esempio, la riforma del calcio femminile documenta che quando gli interessi commerciali ed economici sono minimi ci si mette sempre d’accordo”.

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