Primavera Lazio, Filippo Cardelli lascia il calcio: “Il calcio degli italiani è morto, trattato da straniero in patria”

Pubblicato il autore: Mirko Madau Segui

Cardelli
Filippo Cardelli lascia la primavera della Lazio

Filippo Cardelli, giovane promessa del calcio giocato, a 18 anni ha avuto la fortuna di giocare con la primavera della Lazio.
Tutti i giovani talenti passano dalle govanili che rappresentano i trampolini di lancio per una carriera d’oro nelle grandi squadre. Più si ha talento e più si verrà seguiti, o forse è meglio dire inseguiti dai club.
Il giovane talento classe ’98 lo scorso Novembre sul profilo social di Facebook scriveva con grande entusiasmo ” Intervento riuscito, ci vediamo presto”.
Ma sullo stesso social network nella giornata di ieri Filippo Cardelli ha scritto un altro post, questa volta più lungo e accusatorio verso la società della Lazio.

Le parole sul post Facebook pubblicato ieri da Filippo Cardelli

Dall’entusiasmo per l’operazione al ginocchio, visto l’infortunio al legamento crociato, che gli ha impedito di giocare la stagione nella primavera alla rabbia per il poco spazio avuto nella squadra il tutto riassunto nell’ultimo posto lasciato dal giocatore sul suo profilo personale.
“Dopo 10 anni di sacrifici lascio il calcio – scrive Cardelli -. Ci tengo a chiarire che non ho avuto nessuna divergenza con l’allenatore (Andrea Bonatti, ndr) come è stato scritto, anzi il mister è sempre stato onesto con me. Lascio perché sinceramente questo non è più lo sport di cui mi sono innamorato da bambino. Non vedo che senso abbia giocare nella Lazio Primavera e essere circondato da stranieri, e non solo, essere trattato pure come una merda, dopo tutti i sacrifici che ho fatto. Finché si tratta di rinunciare agli studi, agli amici, alle ragazze, è tutto accettabile perché ho un sogno, e il mio sogno viene prima di tutto. Ma quando ti senti dire che dopo un crociato rotto non sei sicuro di avere le cure della società perché non hai il contratto, quando non puoi mangiare a Formello nei giorni di doppia seduta perché non hai il contratto, quando non puoi andare in palestra a migliorarti perché non hai il contratto, quando non ti pagano la visita medico agonistica perché non hai il contratto, ti cascano le palle e rimangono per terra. Ed ovviamente gli stranieri hanno il contratto e guadagnano anche tanto… Non ho mai giocato a calcio per i soldi ma solo per la felicità di far parte di un gruppo di amici che lottano per un obiettivo comune, ho giocato a calcio per il desiderio di poter dire “cazzo ce l’ho fatta”, sono arrivato. La Serie A è piena di stranieri, il calcio degli italiani è morto, e sinceramente se devo essere trattato come uno straniero in patria preferisco andarmene”.
In poche parole Cardelli riassume in ben 369 parole le vicende subite da quando si è infortunato a oggi culminando con la decisione di abbandonare il calcio e trasferirsi negli Usa come già fatto dal figlio di Vincenzo Montella, Alessio.

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Destinazione America, Filippo Cardelli come Alessio Montella

Cardelli ora pensa al suo futuro e lo vede chiaro negli Usa ripetendo quello che ha fatto Alessio Montella, figlio dell’allenatore del Milan Vincenzo Montella, che ha lasciato la primavera della Roma per andare in America.

Cardelli afferma che: “È vero, negli Usa il calcio è anni luce indietro, ma almeno ha un briciolo di dignità, quella che noi abbiamo perso. Per tutti quelli che sono arrivati fino a qua e che amano il calcio, un consiglio da chi l’ha vissuto da dentro: non andate allo stadio, non comprate gli abbonamenti tv, perché è tutto finto… Quando Lombardi è entrato e ha segnato con l’Atalanta mi sono emozionato, un ragazzo italiano che corre e suda per la maglia, questo è quello che dovremmo vedere sempre, ma probabilmente adesso non giocherà più, per far spazio ai tanti stranieri. La foto è con Luca Borrelli, uno dei pochi amici italiani del gruppo degli Allievi rimasti in Primavera. Che enorme tristezza…”.

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Cardelli accolto a braccia aperte da College Life Italia

Intanto il College Life Italia esprime tutto il suo entusiasmo verso Filippo Cardelli che da oggi entra a far parte di una grande famiglia composta da studenti/atleti che negli Usa faranno da esempio ad altrettanti giovani italiani con le stesse passioni

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