Silvio Berlusconi compie 80 anni

Pubblicato il autore: Daniela Segui

Berlusconi-sta-per-vendere-il-Milan80 anni per Berlusconi: il “Super Presidente” l’imprenditore televisivo che nella metà degli anni ottanta, per passione o per strumentalizzazione, acquistò il Milan rendendolo per un lungo periodo una delle squadre più forti in Italia. Bel 28 trofei e uno scudetto nel 2011 gli hanno procurato vanto e gloria in Italia. Oggi a 80 anni, Berlusconi purtroppo è costretto a vedere la sua squadra in declino, una discesa lenta e tortuosa che già perdura da qualche anno. Il suo Milan non molla, in ultimo la cessione ai cinesi, l’intera società fa quasi fatica a restare in piedi, poche vittorie e molti pareggi ma la società resta in piedi. Forse anche grazie al sostegno “a distanza” dell’ormai ex presidente? E’ ancora presto per dirlo, fatto sta che la sua presenza è sempre costante nella società sportiva. Ricordiamo Silvio Berlusconi, quasi all’apice della sua carriera, acquistò il Milan durante la metà degli anni ottanta. La sua fu una passione, ma il tutto rientrava anche in un più ampio progetto di monopolio: lui già proprietario della rete Fininvest, comprando la società rossonera riuscì a trasmettere le partite dalle sue reti sul territorio nazionale. Impresa ardita ma che comunque gli riuscì. E non fu la sola rivoluzione che attuò il Cavaliere: suo intento era quello di stravolgere un sistema nazionale radicato, acquistare allenatori e calciatori con poca e scarsa esperienza, portarli a un alto livello investendo su nuove risorse. Il suo intuito infallibile anche in quel caso non sbagliò un colpo. Prima di tutto venne ingaggiato un allenatore che nessuno conosceva, Arrigo Sacchi che seppe portare la squadra al di sopra del podio tra le altre italiane si spesero anche molti miliardi che comunque ne valsero la pena. In tre anni, grazie anche a giocatori formidabili quali Van Basten, Gullit, Baresi e Maldini il calcio Milan nel 1989 divenne campione del mondo. Il primo passo, la prima vittoria di una lunghissima serie. Altri successi arrivarono ben presto, perchè in effetti era lui, Silvio che comandava sotto di lui c’erano Adriano Galliani come amministratore delegato e Ariedo Braida come direttore sportivo. Ma in effetti chi teneva le redini del potere era sempre il presidente: lui interveniva nelle discussioni di squadra, lui risollevava gli animi dei suoi calciatori, lui era sempre presente alle partite, insomma, l’anima dei rossoneri. Fu proprio il Cavaliere infine nel 1991 a comprendere che il percorso di Sacchi era ormai giunto al termine, dopo avere vinto uno scudetto, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Supercoppe europee, una Supercoppa italiana. Silvio rimpiazzò il vecchio allenatore con una nuova promessa, Fabio Capello. Grazie a lui furono collezionate altre vittorie: quattro scudetti, tre Supercoppe italiane, una Coppa dei Campioni, una Supercoppa europea. Da quel momento in poi la società calcistica piano piano è declinata, vuoi per il successo politico di Silvio nella politica che lo ha costretto a abbandonare i “suoi” giocatori, vuoi per minori investimenti, vuoi per uno spirito di lotta che lentamente si è affievolito. A poco o a nulla valsero uno scudetto, due Champions, due Supercoppe europee, una Supercoppa italiana, una Coppa Italia, una Intercontinentale. Nel 2009 l’intera società era in “ribasso”. Ad oggi il Milan colleziona ben poche vittorie, cambia allenatori su allenatori, i calciatori pare abbiano perso il “mordente” e l’intera società è stata ceduta a imprenditori cinesi… Dopo ben 28 trofei riuscirà finalmente a riprendersi?

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