Italia, Ventura: “Ora tocca a me”

Pubblicato il autore: matteo platania Segui

Ventura. Una vita all’insegna del sacrificio!

Buona la prestazione dell' Italia contro Israele ma c'è ancora tanto da migliorare

Giampiero Ventura, 68 anni

Antonio Conte, orma ex CT della Nazionale italiana, ha lasciato l’ incarico a Giampiero Ventura per andare ad allenare il Chelsea. Con uno sguardo attento, possiamo notare differenze grandi tra i due mister; partiamo con l’ età: Conte ha circa 20 anni in meno di Ventura. Differenze evidenti sono anche rintracciabili nella scelta dei giocatori titolari, ma non nel modulo.
Conte agli europei del 2016 di Francia, nella partita contro la Germania, ha schierato questa formazione con il modulo 3-5-2, Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Florenzi, Sturaro, Parolo, Giaccherini, De Sciglio, Eder, Pellè.
Ventura, invece, nella partita di apertura contro Israele per la qualificazione ai mondiali del 2018, ha schierato, con lo stesso modulo, Buffon, Barzagli, Chiellini, Bonucci, Candreva, Parolo, Verratti, Bonaventura, Antonelli, Pellè e aEder.
Il nuovo allenatore ha lasciato invariata la difesa, ma ha stravolto il centro campo, rinunciando a giocatori del calibro di Florenzi, entrato in corso di partita.
Altra differenza presenta tra i due mister consiste nell’esperienza maturata come allenatore. Entrambi hanno iniziato come calciatori professionisti: Conte ha iniziato la carriera giocando con il Lecce nel 1986, Juventus e con la Nazionale.
Ha concluso la sua carriera dopo quasi 20 anni con il club bianco nero nel 2004.
Ventura, invece, ha militato nella Sampdoria, Sestrese, Enna, Sanremese e Novese.
Sicuramente sotto il profilo calcistico, Ventura ha giocato in squadre di seconda categoria rispetto quelle in cui ha giocato Conte. Come allenatore, Giampiero ha sicuramente più esperienza.
Costretto ad abbandonare il mondo del pallone come giocatore, a causa di un grave mal di schiena, vive quello stesso mondo, ora, dalla panchina. Inizia quella che potremmo chiamare l’ Odissea di Ventura: inizia allenando la Sampdoria, dopo la gavetta come preparatore tecnico. Decide di cambiare atmosfera, andando ad allenare Albenga, Rapallo Ruentes, Entella Bacezza, Spezia e Centese, ma da queste esperienze troverà poco giovamento e appagamento.
Allenando la Pistoiese inizia ad amare a pieno questo lavoro, e comincia a porsi grandi obiettivi come quello di portare alla gloria della seria A la squadra.
Successivamente siede alle panchine di Giarre, Venezia, Lecce, traghettandola dalla serie C1 fino alla serie A, riuscendo in una grande impresa. Nel frattempo Cellino, nel frattempo, da lontano, osservando le gesta dell’ allenatore degne di epica, lo chiama a se e gli offre un contratto per condurre la sua squadra, il Cagliare. Lo scopo è quello di portare in serie A la squadra, dopo la retrocessione in serie B e Cellino crede fortemente in lui.
Il tecnico riesce nell’ impresa, ma, come un nomade, cambia panchina: ritorna ad allenare la Sampdoria e, successivamente, l’Udinese. Cellino contatta nuovamente il mister chiedendo di tornare.
In casa Cagliari il caos; in poco tempo sono stati esonerati ben sette allenatori: Oscar Washington Tabarez, Renzo Ulivieri, Gianfranco Bellotto, Giuseppe Materazzi, Antonio Sala, Giulio Nuciari e Nedo Sonetti.
Ora è tempo di Ventura. Il sogno del mister, però si conclude a metà stagione: anche lui, come i suoi predecessori, viene esonerato e al suo posto viene ingaggiato Edy Reja, il quale riuscirà nell’ impresa.
Amareggiato da questa esperienza,allena Napoli, Messina e Verona, portando quest’ ultima alla retrocessione.
Dopo le sue dimissioni, accetta di allenare prima il Pisa e poi il Bari, ma il suo riscatto e la sua rivincita la ottiene stando alla guida del Torino.
Presa in mano la squadra granata nel 2011, non solo la riporta in seria A , ma riesce in obiettivi che alla squadra mancavano da tempo immemore come sconfiggere ,nel derby, la Juventus, nemica di sempre.
Ventura nomade si è trasformato  nel Ventura sedentario: ha allenato la squadra per ben 6 stagioni, dal 2011 al 2016.
Adesso è stato scelto come nuovo CT della nazionale e non ci resta che augurargli un grande in bocca al lupo

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