(S)ventura improvvisa: guai in difesa e lentezza dell’Italia post-Conte

Pubblicato il autore: Luca Vincenzo Fortunato Segui

fonte: oasport.com

E’ calato il sipario sullo stadio San Nicola di Bari con un risultato netto ai danni dell’Italia: 3-1 per la Francia e ritorno dei vecchi problemi.

Nell’epoca post-contiana, ci sta poco da sorridere per i tifosi dell’Italia che ritrovano una nazionale deludente e remote paure. Lungi da giudizi affrettati e da drammi irreparabili, si può pure pensare giustamente che la nazionale di Ventura abbia collezionato una semplice sconfitta nel primo test amichevole, come tanti esordi capitati a grandi allenatori – si guardi Lippi. Quello che lascia perplesso però è l’aspetto tattico e la fragilità difensiva, spettri chiusi nell’armadio dallo stratega Antonio Conte, che hanno determinato una brutta battuta d’arresto dopo un filotto di risultati positivi nei 90 minuti. La Francia ha fatto il minimo indispensabile emulando il nostro caro catenaccio e giocando di rimessa grazie alla rapidità di gran parte dei suoi giocatori. Proprio quella celerità che è mancata alla nostra squadra, dimostrata dai tiri in porta col contagocce e dallo stazionamento nella metà campo per gran parte della gara. L’assenza di un playmaker difensivo come Bonucci  è pesato parecchio negli schemi di gioco, ma non può essere un’attenuante alla costruzione lenta e farraginosa dell’intero pacchetto centrale. Chiusi in una gabbia soffocante, i  3 centrocampisti centrali, Parolo- De Rossi- Bonaventura (compresi gli innesti Verratti e Montolivo), non hanno trovato né tempo, né spazio per impostare qualcosa di pericoloso nel cuore della trequarti avversaria e così ci si è dovuti affidare alle dispendiose corse di Chiellini o ai lanci lunghi di Astori per scardinare un blocco solido avversario.

Le azioni infatti si sono sviluppate sugli esterni con i costanti affondi di Candreva e nel finale di Florenzi (dov’era De Sciglio?), ma hanno creato poche preoccupazioni. Il motivo? Un pizzico di imprecisione e indubbia prevedibilità, causata proprio dalla giocata forzata su quelle zone di campo e le successive chiusure del muro transalpino Koscielny-Varane, ritornato in grande armonia dopo la separazione forzata durante Euro 2016, causa infortunio del secondo . Non è un caso che un suo componente, Koscielny, sia andato in difficoltà nell’unica azione imprevedibile 1 contro 1  con l’abile Pellè che ha agganciato e si è girato all’improvviso beffando Mandanda. Purtroppo però non ci sono state più occasioni del genere – se non una conclusione da fuori di Montolivo – perché i blues hanno ritrovato l’immediato vantaggio con Giroud e hanno iniziato a giocare d’intelligenza evitando di ripetere l’errore e sgaloppando in avanti alla ricerca della goleada, evitata solo dalla bravura dell’esordiente Donnarumma. L’Italia, invece, ha subìto un forte contraccolpo psicologico successivo al doppio errore difensivo dell’imponente Chiellini perché non era più abituata a queste disattenzioni e ne è la dimostrazione l’entrata fallosa di Belotti e  le successive scintille tra Montolivo e Sissoko, reo in tal caso di aver schernito un po’ troppo gli avversari con giocate d’accademia. Dunque, sapendo quanto conti l’aspetto umorale di questa Italia, il comandante Giampiero Ventura deve assolutamente immettersi in questi schemi mentali per poter abbracciare in pieno la sua nuova squadra e non rimanere ancora di nuovo sotto la pioggia in solitudine. Già da lunedì sera.

  •   
  •  
  •  
  •