Tassotti ed il Milan: “Dal 2009 finita la mentalità vincente del passato”

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui
juventus milanE’ stato uno dei pezzi storici del Milan a salutare per primo la compagnia. Lo scorso 12 luglio, dopo 36 anni di carriera ( come calciatore prima e come dirigente/allenatore dopo) rossonera, Mauro Tassotti ha deciso di lasciare il Milan per tornare  a stretto contatto con il campo ( quello che era mancato nell’ultima stagione in rossonero) diventando l’assistente di Andriy Shevchenko sulla panchina della Nazionale ucraina.  Oggi è l’ex difensore del Milan a parlare, a Sportarena, della crisi che sta attraversando da diverse stagioni il club rossonero che fatica a tornare nell’elite del calcio europeo e mondiale dopo i gloriosi fasti del passato. Secondo Tassotti nel corso delle ultime annate ci sono stati degli errori importanti  in tema di scelta dei giocatori che uniti ad un budget non più “infinito” come in passato hanno segnato il declino della società.

Le parole di Tassotti sull’attuale situazione del Milan

“I problemi del Milan sono iniziati quando la società ha deciso di non spendere più tanti soldi e il paragone con altri top club è stato subito impietoso. Ci sono stati anche altri errori ma sono cose ‘normali’ e che possono capitare. Però non ti puoi permettere errori di questo genere quando hai un budget risicato. E’ stato un problema di gestione. Silvio Berlusconi è stato il più grande presidente della storia del calcio italiano e non solo. Ha dimostrato tanta passione e dedizione per il club. La situazione degli ultimi anni è peggiorata e la cessione del club è sembrata inevitabile. La cessione porterà, almeno sulla carta, maggiore forza sul mercato ma anche un po’ di ordine: in questo mercato ci sono state operazioni importante ma la speranza è che i cinesi possano portare grandi campioni”.

 Tassotti ha parlato anche di Arrigo Sacchi e del suo metodo di allenamento rivoluzionario.

“Era un maniaco del lavoro. Volente o nolente, ha cambiato la storia del calcio italiano con i suoi metodi. Ha creato un top team dal ‘cuore’. Ci ha letteralmente distrutto nei vari allenamenti ma, alla fine, abbiamo vinto e convinto tutto e tutti. Sacchi mi ha dato tantissimo non solo come calciatore. La mentalità vincente del Milan è rimasta fino al 2009, poi però sono iniziati i problemi. Sacchi ha portato una mentalità vincente che è stata assimilata dal gruppo italiano. I vari Maldini, Costacurta, Albertini e così via. Quando arrivò Sheva fu più facile per lui perché aveva intorno grandi uomini e professionisti. Ora sembra più difficile per il Milan”. Ma di quel Milan, dal 2009 al 2016, lo stesso Tassotti ne faceva parte. Perchè non denunciare queste cose quando si era all’interno della società?

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