Totti, senti Lentini: “Nel calcio si corre, devi smettere e lasciar spazio ai giovani”

Pubblicato il autore: matteo lanzi Segui

Voglio una vita spericolata,voglio una vita come quella dei film.A Gianluigi Lentini deve piacere molto Vasco Rossi, o perlomeno, nel corso della sua vita, deve aver spesso tratto spunto da una delle più note canzoni del cantautore romagnolo.Una vita davvero spericolata quella di Lentini,che poteva essere stroncata in un tragico giorno di Agosto:correva l’anno 1993 e l’ex giocatore del Torino (appena acquistato a suon di miliardi dal Milan di Berlusconi) si schianta con la sua Porsche Carrera 3600, rischiando di perdere la vita.Per “Re Luis” sono giorni di agonia e di sofferenza, fino a quando viene definito stabile e fuori pericolo.Da lì una lunga convalescenza, che lo terrà lontano dai campi per molto tempo.Al ritorno nel rettangolo verde però, Lentini non è più quello di prima.L’ala piemontese che aveva fatto sognare la Maratona fino a conquistarsi la Nazionale è l’ombra di se stesso, e non riesce a giustificare l’ingente spesa fatta per acquistarlo.Tornerà mestamente al Toro, prima di chiudere la carriera in Serie B, dopo una breve parentesi all’Atalanta.Oggi “Re Luis”con il calcio c’entra poco o nulla, ed è contento così.In un’intervista a “GazzaMercato”, l’ex playboy ( innumerevoli i suoi flirt fuori dal campo, tra i quali quello con l’ex moglie di Totò Schillaci) racconta della sua nuova vita e del rapporto che ha con quel mondo che lo ha idolatrato e poi, come spesso accade, violentemente accantonato:”Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo ho aperto un ristorante-pizzeria, con annessa sala biliardo, a Carmagnola, dove sono nato. Sono sincero, il mondo calcistico non mi manca affatto. Amavo giocare le partite, il lato tecnico, ma odiavo tutto il circo mediatico che c’era intorno. Non ho mai amato andare in televisione e rilasciare interviste.Tutt’ora è così, ma lo faccio perchè ho bisogno di farlo.” Non ha mantenuto i rapporti con nessuno dei suoi ex compagni, apparte Diego Fuser, che abita vicino a Carmagnola:”Ogni tanto li incontro a qualche partita tra vecchie glorie, ma finisce là. Mi piace giocare a calcetto ogni tanto, mantenermi in forma, ma sento ancora molto dolore.A quest’età non è facile mantenere certi ritmi.”Gli viene ricordato come Totti,a 40 anni, faccia ancora la differenza, e a quel punto Lentini spara un siluro sulla montagna di elogi che in questi giorni hanno accompagnato la figura del numero 10 giallorosso:” Secondo me non è così decisivo come dicono.Nel calcio si deve correre per 90 minuti, e lui non è più in grado di farlo.Dovrebbe farsi da parte e lasciar posto ai giovani.E’ facile fare il grande numero giocando 5 minuti, fare il calciatore per me è altro.” Il ritorno del capitanoNon manca poi una digressione sull’ultima giornata di campionato:” Mi ha sorpreso la sconfitta della Juventus, è mancata di cattiveria e di fame agonistico, al contrario dell’Inter, che ha giocato per 90 minuti con il coltello tra i denti.Alla quarta giornata è presto per guardare la classifica, ma faccio i complimenti al Napoli,non era facile sostituire Higuain e loro lo hanno fatto al meglio, scovando un grande talento come Milik.” Le emozioni diventano forti quando si parla dei vecchi amori:” Il Milan venduto ai cinesi è simbolo dei tempi che cambiano.Berlusconi ha venduto perchè è stanco, non ha più quella forza e quell’entusiasmo che aveva una volta, per esempio quando sono arrivato io in rossonero era lui in prima persona a gestire tutto il mondo Milan, ora non è più così perchè non è più in grado fisicamente di farlo.Ho lasciato il Torino per soldi, nonostante ne fossi innamorato.Davanti a certe cifre è impossibile dire di no.Quest’anno vedo bene i granata, hanno un ottimo organico e potranno fare bene.Sono contento anche per Ventura, la panchina della Nazionale è un grande traguardo, e lui se lo meritava per tutto quello fatto vedere qua a Torino.” Va di fretta Lentini,e quindi è impossibile fargli altre domande. D’altronde è sempre stata così la sua vita,veloce e  spericolata.Nel frattempo guida una Porsche, l’ennesima. Dice che va piano,che anche la sera dell’incidente non stava correndo, colpa del ruotino.Chissà quale sia la verità, ma non importa.”Re Luis” continua ad andare,sempre.Sempre veloce,sempre matto,e soprattutto, sempre spericolato.

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