Ventura, buona la prima uscita ufficiale dell’Italia ma il lavoro da fare è tanto

Pubblicato il autore: stefano bellachioma Segui
Buona la prestazione dell' Italia contro Israele ma c'è ancora tanto da migliorare

Giampiero Ventura, 68 anni

Giampiero Ventura si è sbloccato nella prima uscita utile, e se ci si dimenticasse dello schiaffo preso a Bari con la Francia, il bicchiere potrebbe sembrare addirittura mezzo pieno. Intendiamoci, Israele non è di certo una nazionale di prima fascia, anzi, attualmente è al 76° posto nel ranking FIFA e sta vivendo uno dei momenti sportivamente più opachi degli ultimi vent’anni. Ma vincere in trasferta in un campo come quello di Haifa, con 30.000 tifosi pronti a sostenere rumorosamente i beniamini di casa ad ogni occasione utile e fischiare gli italiani per ogni minima incertezza, non è cosa da poco, soprattutto per come si è arrivati alla partita di ieri sera.
I tre gol presi dai transalpini una settimana fa sono pesati eccome in questi giorni di preparazione alla gara di qualificazione.

LA PESANTE EREDITÀ DI CONTE
In effetti i primi paragoni tra il neo tecnico azzurro e Antonio Conte alla luce della sconfitta di giovedì scorso sono stati impietosi. Quella vista al San Nicola è apparsa solo la lontana parente dell’Italia che agli europei ha trascinato la Germania ai rigori rischiando seriamente di vincere, se non fosse stato per “quei due” (ma questa è un’altra storia). Poco attenti alla fase difensiva, per niente compatti e inconsistenti a centrocampo. Un gioco totalmente diverso rispetto a quello del neo allenatore del Chelsea, che aveva fatto degli azzurri un blocco unico che pensava innanzitutto a coprirsi, sacrificando volentieri la spettacolarità a favore della tattica.

ATTACCO PROLIFICO MA DIFESA VULNERABILE
La partita di ieri ha evidenziato dei miglioramenti almeno per quanto riguarda l’attacco. Ritrovarsi in vantaggio di due gol alla prima mezzora qualche mese fa era considerata un’utopia, e invece Ventura è riuscito a rendere il punto debole per eccellenza della nazionale italiana la chiave di volta dell’incontro.
Al contrario la proverbiale difesa impenetrabile, alla luce di queste due prestazioni, sembra essere diventato il vero problema. Gli svarioni visti ieri sarebbero stati decisivi contro una squadra europea di medio calibro, ma per fortuna non era questo il caso. Tutto ciò è in parte spiegabile con il pessimo stato di forma di Giorgio Chiellini che durante l’europeo è stato il punto di riferimento della difesa insieme a Bonucci, e che adesso sembra essere l’ombra di se stesso.

UNA MENTALITÀ DA RITROVARE
Tuttavia è l’atteggiamento in campo che nel complesso è radicalmente cambiato. Quello di ieri è stato sicuramente uno spettacolo godibile, si sono visti gol, capovolgimenti di fronte ed espulsioni, una partita apertissima fino al minuto 82, quando Immobile ha messo l’ipoteca sul risultato finale con il suo potente diagonale. Ma aldilà di questo è evidente che il lavoro da fare è ancora tanto. Manca la determinazione di chiudere la partita , di addormentare il gioco quando si è in vantaggio senza offrire agli avversari chance di rimonta (entrambi punti forti di Conte). D’altronde, come è stato più volte detto, la qualità dei giocatori a disposizione del ct è scarsa e difficilmente si riusciranno a mettere in campo prestazioni pienamente soddisfacenti. Tuttavia è necessario trovare una quadratura del cerchio che possa dare alla nazionale, pur nei suoi limiti, un’identità che gli permetta quantomeno di giocarsela con tutti. Finanche con gli spagnoli, che incombono come una minaccia mortale nel nostro girone e che ieri hanno dato un assaggio delle loro capacità facendo vincendo 8 a 0 con il Liechtenstein.

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