Zamparini scatenato: “Chiederò i danni a Ballardini e presto lascio il Palermo”

Pubblicato il autore: Saverio Crea Segui

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E’ un Maurizio Zamparini senza freni, quello sentito alla “Zanzara”. Il patron del Palermo, parla senza filtri al popolare programma radio di Cruciani e regala anche qualche chicca. Tra i temi, il rapporto con Ballardini, il nuovo allenatore e il futuro del club siciliano.

De Zerbi, il mercato e il futuro

Ho ricominciato come prima? No, non ho licenziato nessuno, si è licenziato da solo Ballardini”, comincia Zamparini.  ” E’ il mio destino per questo ultimo anno che sto a Palermo quello di non rimanere con Ballardini. Abbiamo fatto il mercato più forte di tutte le altre del nostro livello – ha spiegato il presidente rosanero in diretta radiofonica. De Zerbi? E’ il meglio sul mercato, ho sempre preso i giovani più bravi al Venezia. De Zerbi ha anche una clausola che se lo esonero guadagna tantissimi soldi, li prende tutti se lo mando via”. Tra un mese non sarò più presidente, sto trattando con due cordate per entrare nel club. Ci saranno altri cinesi? Il governo ha dato l’input di investire nel calcio europeo per importare il calcio in Cina, questo è il motivo. Stanno facendo scelte pragmatiche, per fare investimenti” , ha aggiunto  Zamparini.

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Le cordate e la stoccata a Ballardini

Quale cordata preferisco? Preferisco i cinesi perché non vogliono fare solo il calcio-sostiene il numero uno del Palermo-vogliono fare anche investimenti. Non è che li preferisco, sono più forti finanziariamente, ma sono pronti a fare investimenti su centro sportivo e stadio e con me nel settore turistico“. “Ballardini è un ottimo allenatore di calcio, ma fuori dal campo non è ottimo. Dopo due mesi non si può mandare un sms dicendo “non sono d’accordo con lei, me ne vado”. Che discorso è? Gli potrei chiedere parecchi danni.  “Perché ha voluto i soldi per andare via? E’ il mondo del calcio che è così. Un allenatore non è un lavoratore come gli altri, è un professionista che guadagna una barca di soldi, un privilegiato. Lavora, certo, ma non è un dipendente come un impiegato. E’ tutto il sistema che è sbagliato“.

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