Bianconeri: Juventus story. Un film a tre stelle

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

agn
È uscito nelle sale italiane in anteprima nazionale per tre giorni(da lunedì fino a mercoledì) Bianconeri: Juventus story, il primo film sulla Juventus realizzato da due fratelli, Marco e Mauro La Villa. All’interno della storia bianconera e della dinastia(ipse dixit) Agnelli si snoda un viaggio che sceglie alcuni momenti salienti dell’epopea di una delle famiglie italiane più influenti a tutti i livelli(politico, sportivo, sociale ed economico) e li incastra per creare un percorso che arriva fino al 2012, anno del primo scudetto sotto la presidenza di Andrea Agnelli, il primo dell’incredibile striscia vincente(e ad oggi ancora aperta). La voce roca e profonda di Giancarlo Giannini(doppiatore, tra gli altri, di Al Pacino e Mel Gibson) dipana il filo rosso che unisce e collega i diversi periodi: l’ossessione per la vittoria. Emblema di ciò la stella d’oro da cucire sulla maglietta. Ideata proprio da Umberto Agnelli, nel 1958 quando la Juve raggiunse la doppia cifra in quanto a scudetti conquistati. I venti campionati, e la seconda stella, arrivarono dopo un finale thrilling nel 1982. A Catanzaro la Juve ha bisogno della vittoria per rimanere davanti alla Fiorentina: la partita è bloccata, ma nel secondo tempo i bianconeri si conquistano un rigore. Dal dischetto va Liam Brady che realizza. L’irlandese aveva saputo poche giornate prima che se ne sarebbe dovuti andare perché la casella degli stranieri sarebbe stata occupata da Michel Platini. Ma Brady da gran signore non tradì la vecchia signora e fu determinante con il suo rigore. In uno dei tanti spezzoni di un’intervista di Gianni Minà, Gianni Agnelli ammetterà il suo grande dispiacere per la cessione di Brady e indicherà quello della stagione 1981/82 come il più bello scudetto da lui vinto. E la figura dell’avvocato diventa sempre più preminente nel corso del film. Il motore che muove atri successi sembra proprio essere una sua sfida lanciata a Milan e Inter quando dichiarò che la vera sfida tra la Juventus e le milanesi sarebbe stata a chi sarebbe arrivato prima a mettere la stella. I rossoneri e i nerazzurri la seconda, i bianconeri la terza. Comincia così una stagione, la più verde forse per il calcio italiano(dagli anni ottanta agli anni duemila), in cui questa rincorsa ai trenta scudetti conosce nuovi avversari, vittorie e momenti bui. Spartiacque è l’arrivo di Silvio Berlusconi, magnate che fa scorrere fiumi di soldi e miete trofei grazie ai tulipani olandesi(Van Basten e Gullit), ai mentori emiliani(Arrigo Sacchi) e a storiche bandiere(Maldini e Baresi). I momenti bui sono in coincidenza proprio con lo splendore del grande Milan: il presidente Boniperti tenta molte soluzioni tra cui Maifredi(e la sala trasalisce), Zoff e il ritorno di Trapattoni e alla fine lascia con un ultimo preziosissimo regalo. Alex Del Piero che diventerà un simbolo della Juventus. La triade con Moggi, Giraudo e Bettega e Lippi in panchina fa fare il salto di qualità ai bianconeri anche in Europa e nel mondo. Juventus Story muove due storie che si guardano e spesso si toccano: la squadra e la famiglia Agnelli. E nel dolore si ritrovano vicine. La morte di Giovannino Agnelli alla fine del 1997 scuote molti giocatori(tra cui Del Piero e Inzaghi), quella di Edoardo Agnelli è un durissimo colpo per l’avvocato che morirà tre anni dopo, nel 2003 per un tumore. Anche Umberto un anno dopo morirà lasciando un vuoto ancora più grande. Pur funestata da tragedie la famiglia va avanti con John Elkann che prende il controllo anche sulla Ferrari. Ma il maremoto sportivo del 2006 coglie tutti di sorpresa, anche i giovani dirigenti bianconeri che avrebbero avuto bisogno di un supporto di esperienza da parte dei loro zii o padri. Calciopoli si abbatte come una scure sulla Juventus a cui rimangono solamente alcuni fedelissimi: Del Piero, Nedved, Buffon, Camoranesi e Trezeguet. La salita è difficile e i bianconeri ci mettono molto tempo a tornare ai vertici della serie A. E lo fanno grazie ad Andrea Agnelli che prende in mano le redini del comando nel 2010 e apre un ciclo straordinario e vincente grazie anche allo Juventus Stadium.

GIUDIZIO SUL FILM

Un film a tre stelle per l’appunto che si conclude con lo scudetto della stagione 2011/2012, il trentesimo per la contabilità bianconera. La voce narrante e le diverse interviste ai protagonisti non mancano di ricordare come la Juventus non abbia accettato la sentenza della giustizia sportiva e tende piuttosto a spostare l’attenzione sul filone partito, ma andato velocemente in prescrizione, contro l’Inter e altre intercettazioni relative a Moratti e Facchetti. Senza addentrarsi nei meandri del processo che ha avuto comunque delle ambiguità risulta un po’stucchevole la polemica aperta sulla questione scudetti che la dirigenza vorrebbe indietro: una sentenza va rispettata, è il cardine del buon vivere civile, sia che accontenti sia che lasci l’amaro in bocca. In alcuni momenti il film inoltre diventa un grande spot per la famiglia Agnelli che è sempre costantemente al centro della scena: la casa di Villar Perosa, il rapporto tra le generazioni, i ripetuti primi piano sull’avvocato. Forse qualche tifoso avrebbe preferito vedere qualche immagine di vittoria in più. Resta comunque un film godibile per ogni appassionato supporter della vecchia signora. I suoni(quelli delle radiocronache della Rai sono da tuffo al cuore), i volti(c’è una nutrita rappresentanza di vecchi campioni) e le immagini si sovrappongono efficacemente e in alcuni momenti chiave il montaggio è semplice ma di grande impatto emotivo. Juventus story: un film a tre stelle. Come quelle sulle maglie della Juve e come la valutazione che si potrebbe dare.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: