Clamoroso Euro 2020, il presidente UEFA Ceferin boccia il format

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui
Euro 2020: il presidente Uefa Ceferin contro la scelta del format

Euro 2020: il presidente Uefa Ceferin contro la scelta del format

Aria nuova in casa Uefa: il neoeletto presidente Aleksander Ceferin dimostra sempre più di essere una scelta in discontinuità con il passato, arrivando persino a stigmatizzare il format di Euro 2020.
Come ben si sa, infatti in occasione del 60esimo anniversario della competizione europea non ci sarà una sola sede ospitante, ma ben 13 città del Vecchio Continente (tra cui Roma che metterà a disposizione lo Stadio Olimpico) che si spartiranno le varie fasi del torneo.
Ceferin, tramite un’intervista rilasciata al giornale Dnevnik e riportata dalla agenzie di stampa, esprime invece la sua contrarietà per questa scelta effettuate dalla governance Uefa precedente:”[La scelta di Euro 2020] È stata azzardata. Non sono ben chiari quali saranno i vantaggi economici, né come i tifosi potranno affrontare viaggi da Bilbao a Baku o da Copenaghen a Roma. Credo che l’edizione successiva debba tornare al vecchio modello.
Oltretutto – conclude il presidente sloveno – la maggior parte delle nazioni ospitanti dovrà qualificarsi alla fase finale e non si può ovviamente dare per scontato che ci riescano“. Parole chiare e nette che suonano come una sentenza di condanna sul format di Euro 2020 molto ambizioso ma sicuramente non facile da gestire.

Non solo Euro 2020: le dichiarazioni di Ceferin sulla governance della Uefa

Al di là delle considerazioni sull’appuntamento di Euro 2020, Ceferin si smarca anche dalle consuetudini del passato perpetrate in casa Uefa, e relative in particolare ai mandati: sempre nell’intervista al quotidiano Dnevnik sentenzia: “Tutti i problemi incontrati dall’Uefa nell’era precedente , derivano dal fatto che alcune persone sono state in carica per troppo tempo: i mandati, invece, dovrebbero essere limitati ad otto anni, massimo dodici. Su questo deciderò con le Federazioni nazionali. Per quanto mi riguarda, non intendo rimanere qui per sempre“. Per quanto riguarda i tempi necessari per realizzare questo cambiamento che si preannuncia epocale, Ceferin rimane però vago e non offre indicazioni precise: “Vorrei arrivare al Congresso del prossimo aprile con una prima infornata di novità, ma ora non posso dire se ci riuscirò. Certamente, farò del mio meglio. Le priorità saranno formule precise per i tornei e termini dei mandati delle cariche di presidente e membro del Comitato esecutivo“.
Il presidente dell’Uefa, definitosi il giorno dell’investitura come uomo pragmatico deciso a puntare tutto su una governance migliore e sulla trasparenza, con queste parole mette in chiaro come i suoi propositi dell’elezione non siano lettera morta ma un progetto serio e concreto. Su di lui, però, aleggia il fantasma del predecessore Platini, ed è proprio dell’ingombrante figura de Le Roi e della sua influenza che parla in un’altra intervista rilasciata ad un altro giornale, Vecer: a proposito del sostegno alla sua elezione sia da parte del predecessore allo scranno più alto dell’Uefa che da parte del  presidente Fifa Gianni Infantino ha infatti dichiarato che ciò non può essere dato per certo perché “non si sono mai espressi esplicitamente. Certamente potevo sentire che erano positivi, ma non sono stati decisivi. Quando hai un buon numero di Federazioni con te – conclude Aleksander Ceferin – le altre le seguono se sono convinte che il treno cui si agganciano non stia andando nella direzione sbagliata“.

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