Coppa Campioni 1990-1991: quando una Stella Rossa brillò sul cielo di Bari

Pubblicato il autore: Domenico Nocera Segui
Stella_Rossa_-_Coppa_Campioni_1990-91

La Stella Rossa campione d’Europa 1991

All’alba degli anni Novanta, precisamente nella stagione 1990-1991, tra le ultime in cui quella che oggi chiamiamo Champions League si chiamava semplicemente Coppa dei Campioni ed era appannaggio dei soli campioni nazionali e dei detentori; la Stella Rossa conquistò qui in Italia l’ambito trofeo per club europei.

A quel tempo la squadra di Belgrado oggi iscritta al campionato della Serbia, si presentava come campione della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia che di certo, in vista della imminente caduta dei regimi comunisti dell’est Europeo, non stava attraversando il suo periodo più tranquillo.

Certo, occorre dire che il cammino continentale della squadra non fu tremendamente difficile ma probabilmente, oltre al fatto di essere il primo trionfo in ambito internazionale, le vicende politiche interne al Paese resero ancor più degna di nota la vittoria finale del collettivo di Ljupko Petrović, il tecnico che prese la guida della Zvezda dopo il suo 17° titolo jugoslavo conquistato un anno prima e che riuscì a riconfermare vincendo il torneo parallelamente alla Coppa dei Campioni.

La vincente avventura europea della Stella Rossa iniziò dal primo turno nel quale ebbe ragione nei 180 minuti degli svizzeri del Grasshopper pareggiando 1-1 a Belgrado e vincendo 4-1 a Zurigo. Agli ottavi di finale (era l’ultimo anno in cui non esisteva ancora la fase a gironi ma si procedeva unicamente su turni ad eliminazione diretta con gare di andata e ritorno, eccezion fatta per la finale) si trovarono di fronte gli scozzesi del Rangers e travolgendoli all’andata di fronte al proprio pubblico per 3-0 e pareggiando a Glasgow, riuscirono ad ottenere la qualificazione. Giunti ai quarti arrivò il turno dei tedeschi orientali della Dinamo Desdra contro i quali anche all’andata non ci fu storia e la squadra di Petrović si impose per 3-0 a Belgrado, mentre nel ritorno a Desdra sul punteggio di 2-1 per gli ospiti le intemperanze dei tifosi di casa costrinsero l’arbitro a interrompere la partita e ad assegnare la vittoria a tavolino per 3-0 agli jugoslavi che dunque ottennero il pass per la semifinale.

Al penultimo atto la Crvena Zvezda si ritrovò dall’altra parte dell’ormai ex muro di Berlino (perchè il muro in verita era stato abbattuto e la Germania risultava riunificata da Ottobre 1990, ma fino a quella stagione sportiva le due Federazioni risultavano ancora separate) e vi giocò la partita d’andata della semifinale contro il Bayern Monaco. Nonostante l’undici di Petrović partiva sulla carta sfavorito nel doppio confronto (sicuramente il più difficile di tutto il torneo per loro) contro i bavaresi già tre volte campioni d’Europa, riuscirono a espugnarne lo stadio di casa imponendosi per 2-1. Nella partita di ritorno in Jugoslavia i tedeschi dell’ovest non riuscirono a replicare al successo della Stella Rossa che, dopo il 2-2 finale, centrò l’accesso all’ultimo atto della manifestazione.

La finale si giocò il 29 maggio 1991 allo stadio San Nicola di Bari, rinnovato da poco in vista dei Mondiali di Italia ’90. In opposizione ai rosso-bianchi c’era un’altra squadra anch’essa all’asciutto di trionfi europei, vale a dire i francesi dell’Olympique Marsiglia e che arrivò in Puglia sconfiggendo in semifinale i sovietici dello Spartak Mosca e ai quarti gli italiani campioni d’Europa in carica del Milan, sia pur in questo caso aiutati anche dal rifiuto dei rossoneri di continuare a giocare la partita per lo spegnimento di un riflettore dello stadio e dalla conseguente sconfitta a tavolino inflitta ai milanesi (sebbene occorra precisare che il Marsiglia vinceva già 1-0 all’87° e la partita d’andata s’era conclusa sull’1-1). Oltre allo stadio, anche l’arbitro era italiano: a dirigere le ostilità fu infatti il siciliano Tullio Lanese.

La partita non fu spettacolare e si concluse nei regolamentari e nei supplementari a reti inviolate. Furono dunque necessari i tiri di rigore per decretare la squadra campione d’Europa 1990-1991. I primi a calciare furono gli jugoslavi che andarono subito a segno con Robert Prosinečki. Successivamente toccò ai francesi, precisamente a Manuel Amoros, che non riuscì a replicare. Fino al quarto rigore si proseguì da entrambe le parti in modo impeccabile, ma il quinto rigore jugoslavo realizzato da Darko Pančev non consentì la replica del Marsiglia che non poteva più matematicamente pareggiare il numero di rigori realizzati. Finì 5-3 per la Stella Rossa che potè festeggiare lo storico trionfo e alzare al cielo italiano la Coppa dei Campioni.

Nei mesi seguenti la squadra di Belgrado fallirà la conquista della Supercoppa UEFA che perderanno nella finale di Old Trafford contro il Manchester United, fresco detentore della Coppa delle Coppe. Riuscirà però a conquistare l’8 dicembre a Tokyo la Coppa Intercontinentale battendo per 3-0 i cileni del Colo-Colo, grazie alla doppietta di Vladimir Jugović (futuro campione d’Europa e del Mondo anche con la Juventus nel 1996) e con una marcatura dell’eroe di Bari, Darko Pančev

STORIA SUCCESSIVA E PRESENTE
Dopo il trionfo mondiale in Giappone, il 1992 fu un anno comunque abbastanza positivo per la Stella Rossa. Nell’ultima edizione della Coppa dei Campioni non riuscì a bissare il successo fermandosi ai gironi (per la prima volta presenti nella manifestazione e poi ripresi nella “nuova” Champions League con criteri e “utilizzi” sempre diversi) di qualificazione alla finale dietro la Sampdoria che ottenne il pass perdendo poi la finale di Wembley ai supplementari contro il Barcellona. Riuscì però a vincere l’ultimo campionato della Jugoslavia socialista, il 19° totale.

Nella stagione seguente nacque il campionato della Repubblica Federale di Jugoslavia che durò dieci anni esatti, nei quali la Zvezda vinse tre volte (1995, 2000, 2001). Dal 2002 e fino al 2006 fu denominato come campionato di Serbia e Montenegro e due furono le vittorie (2004 e 2006) come quelle dei grandi rivali cittadini del Partizan, mentre dal 2006 in poi è ufficialmente il campionato della Serbia, di cui la Stella Rossa (vincente anche nel 2007 e nel 2014) è la squadra campione in carica. Ad oggi nell’albo d’oro dell’attuale campionato serbo sono conteggiati solo i trofei vinti dal 1992 in poi. Quelli vinti in precedenza sono conteggiati come campionati della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.

  •   
  •  
  •  
  •