Da San Culino a “Caccia il filippino”: tutte le frasi celebri di Massimo Ferrero

Pubblicato il autore: marco benvenuto Segui
Massimo Ferrero

“Se sapessi spiegare me stesso con le parole non avrei bisogno di fare  film” ma c’è chi i film li fa, o almeno li produce, e ha trasformato la propria vita in una pellicola cinematografica  tanto che il suo account Twitter, lo ha battezzato “Una vita da cinema“. Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, di se stesso dice così: “Nasco in un teatro di posa, perchè mio nonno mi ha lasciato dentro Cinecittà. Vengo dal nulla e ho preso la Samp perché dopo la Samp c’è il nulla”. Ad essere onesti, tra i tifosi blucerchiati, esiste una corrente di pensiero che sostiene che, dopo Ferrero, per la Samp ci sarà il nulla…Ma si tratta di giochi di parole e di queste vogliamo parlare, raccontando  un po’ di “Er Viperetta” proprio attraverso i suoi aforismi più celebri.
Partiamo da quella più celebre e che qualche guaio glielo ha procurato, salvo poi , vedersi ridimensionata la pena in sede di giustizia sportiva. Certo che fa scalpore quando, il 26 ottobre 2014 ospite di Stadio Sprint, dice: “E’ ingiusto che Moratti sia stato trattato così, sono molto dispiaciuto per lui. Io glielo avevo detto: caccia quel filippino…” riferito a Thoir, neo proprietario dei nerazzurri.
Ilaria D’Amico, fascinosa lady del calcio, da sempre al centro delle sue attenzioni. Inizia nell’agosto del 2014: “Sei la donna che fa il pallone, ma quando vuoi fare un film ti facciamo fare un grande film” e si supera il 20 settembre 2014 quando , prima del derby genovese, incalza: “Vorrei salutare la D’Amico e dirle che c’ho l’anello al dito, c’ho er mosquito e la vorrei portare a Ostia Lido”. Lei sorride e con nonchalance glissa…
Il capitolo allenatori ha sempre rivestito particolare importanza nel frasario di Massimo Ferrero , anche quelli che poi non arriveranno mai alla sua corte. Il 21 aprile 2015 dice: “Non sarà Paulo Sousa il prossimo allenatore della Sampdoria, ma Lino Banfi e con lui faremo l’allenatore del pallone in pensione”. Ma è su Mihajlovic che si supera quando profetizza: “Ma dove va? State sereni, resta con me. Qui ha trovato il sole dentro. A Milano che ci va a fare, c’è la metropolitana che puzza”. Siamo al  27 marzo 2015, a proposito di un possibile addio del serbo alla panchina della Samp. Di lui ha già detto: “Mihajlovic è come Don Matteo, è l’eroe della Samp. Lui è il papà di questi giocatori, io posso essere la mamma”. Ma Mihajlovicse ne frega della puzza e va a Milano, così Ferrero incassa ed abbozza, ancora con una frase: “Sinisa…è un uomo intelligente, in rossonero si metterà il papillon“. Nel novembre del 2015, Ferrero ha già un altro allenatore e allora la sceneggiata “cuori infranti” ci sta tutta: “Io voglio molto bene a Sinisa, ma gli allenatori sono come i partner .Sinisa ha trovato un’altra moglie e mi ha abbandonato, ma io sono un uomo fortunato e quindi ho trovato Montella, che è il migliore del mondo. Ciao Sinisa, vinca il migliore”.
Massimo Ferrero: “A volte San Culino aiuta”

Amore e odio con il presidente della Lazio Lotito e di lui Massimo Ferrero dice: «Lotito? Se c’è un funerale vuole fare il morto” e lo dice nell’agosto del 2014, a margine dell’assemblea Figc. Poi racconta anche che Lotito lo ha preentato  cosi agli altri presidenti:“Appena Lotito mi ha visto, si è rivolto agli altri presidenti e ha fatto scivolare un “adesso sono cazzi vostri, voi siete abituati a prendere la vacca per le zinne e vi ritrovate l’unico che sappia afferrare il toro per le palle”. Poi lapidario conclude: “E’ una brava persona e lo mettono in mezzo perché fa notizia. Lavora troppo e si fida di tutti. A me “nun me po’ consiglia’ niente”, non è all’altezza di consigliare niente a nessuno. Al massimo un posto dove comprare il pesce a basso prezzo”.
Con Zamparini, ad un certo punto, sono fuoco e fiamme: ” Zamparini rosica perchè lui è un grande esperto e non ha vinto niente, io invece voglio rimanere inesperto e vincere qualcosa! Crozza imita me e non lui. Un motivo ci sarà”. Non poteva neppure mancar el’ex presidente della Sampdoria Edoardo Garrone ch egli ha passato la Sampdoria: “E un signore. Era impegnato in altri lidi e per sua forma mentis delegava. Io sono nato delegato, le cose me le guardo tutte da solo”. Nel settembre del 2014 il presidente del Genoa lo provoca dicendo che lui non avrebbe mai venduto la società ad un personagigo simile. e lui gli rispnde…“Preziosi chi? Ogni volta che mi cita dovrebbe pagare i diritti d’autore. E’ sempre in cerca di attenzioni, forse vuole conquistarmi, non vorrei far ingelosire Galliani…”.Del presidente del Torino Urbano Cairo ha detto: ”  Lui, come si dice a Roma, ha i soldi “de cioccolata”, cioè quando li metti in saccoccia poi si squagliano. È oculato, tirchio. Io sono un uomo molto generoso perché vengo dalla povertà, sono come Robin Hood ma non rubo un cazzo, si sono già rubati tutto. Campo e lascio campare”.
E’ anche il momento di Enrico Varriale , nel gennaio 2015 durante Stadio Sprint: “Ecco Varrialeeeee, arriva Eto’o…e ve famo tanto maleeeeeeee”.
E poi la celebre: “Con il Milan c’è stato un rimpallo, un autogol, diciamo che San Culino non ci ha aiutato… peccato, sarebbe stato bello andarsene da San Siro con Galliani tutto accaldato”, è  il 13 aprile 2015, dopo Milan-Sampdoria (1-1).
E poi a briglia sciolta: “Il mal di pancia di Eto’o? Non è una donna, non è incinta!” per non dire del giorno del compleanno di Maurizio Crozza, il 5 dicembrer 2015: Sono onorato di essere interpretato, o male interpretato, un po’ rincoglionito… la vita è bella Crozza, e me la voglio godé ” manda a dire interpretando se stesso. Oppure quasi alla Totò: ” Non è che io riduco, ridurre è riduttivo come parola”.
Del resto per uno come Massimo Ferrero che  come massima cita sempre il detto “Con poco se campa, con niente se more”, far eil maestro di citazioni è un’impresa naturale.

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