Dalla Serie B inglese alla doppia conquista europea: la favola del Nottingham di Clough

Pubblicato il autore: Domenico Nocera Segui
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Il Nottingham Forest campione d’Europa

Tra la fine degli anni ’70 e i primi mesi degli anni ’80 il Nottingham Forest di Brian Clough scriveva una pagina di storia calcistica ancora oggi indimenticabile per gli appassionati della squadra, del calcio inglese e non solo.

Tutto è iniziato nella stagione 1976-1977. Fino a quel momento il Nottingham era reduce da campionati di Second Division (oggi Championship, corrispondente alla Serie B italiana) non certamente esaltanti. In quella stagione però, arrivò una piccola grande svolta: la squadra riuscì a classificarsi terza dietro a Wolverhampton e Chelsea e conquistò così l’ultimo posto utile per la promozione in First Division.

Neopromossa nella massima serie inglese nella stagione 1977-1978, il Nottingham Forest iniziò a sorpresa col botto e sospinto da questa partenza, riuscì giornata dopo giornata a tenere a distanza il Manchester City e i campioni uscenti del Liverpool. Al trittico si aggiunse verso la fine e del girone d’andata e di quello di ritorno l’Everton, fallendo però in entrambi i casi l’aggancio. Fu così che dunque il Forest riuscì nella straordinaria impresa di laurearsi Campione d’Inghilterra (primo e ultimo titolo) appena un anno dopo la promozione dalla seconda serie, facendo contemporanemente sua anche la League Cup.

Nella stagione succesiva, 1978-1979, la squadra di Clough inizio vincendo la Charity Shield (oggi Community Shield, equivalente della Supercoppa Italiana) disputò nuovamente un ottimo campionato, non riuscendo però a bissare il successo dell’anno passato e classificandosi seconda a otto punti dietro il Liverpool. In compenso però ha proseguito la sua ascesa stupendo stavolta in ambito internazionale. Nella sua prima stagione in Coppa dei Campioni esordì proprio in un derby contro il Liverpool (qualificato in quanto detentore della Coppa) ai sedicesimi di finale vincendo 2-0 all’andata in casa e pareggiando 0-0 al ritorno ad Anfield. Negli ottavi di finale fu il turno dell’Aek Atene con il quale vinse sia l’andata che il ritorno (2-1 e 5-1). Nei quarti di finale invece ebbero ragione degli svizzeri del Grasshoppers (4-1 e 1-1) e in semifinale, nonostante il combattutissimo 3-3 dell’andata al City Ground contro il Colonia, espugnarono lo stadio dei tedeschi dell’ovest (erano i tempi del Muro di Berlino) vincendo 1-0 nella partita di ritorno. Il 30 maggio 1979 giocarono dunque la finale, ancora in Germania Ovest (Monaco di Baviera) contro un’altra sorpresa del torneo, vale a dire gli svedesi del Malmö. Ad avere ragione furono gli inglesi che con una rete di Trevor John Francis al 45° minuto, si fregiarono del titolo di Campioni d’Europa. Contemporaneamente bissarono la vittoria in League Cup.

La favola Nottingham non finì però qui. La stagione 1979-1980 iniziò con il successo in Supercoppa UEFA contro il Barcellona (vincitore della Coppa delle Coppe) e nonostante un campionato che si concluse al quinto posto, i ragazzi di Clough riuscirono a confermarsi in Coppa dei Campioni. Al primo turno incrociarono nuovamente una squadra svedese, ovvero l’Öster, con i quali si qualificarono con un 2-0 all’andata e un 1-1 al ritorno. Seguirono agli ottavi i rumeni dell’Argeș Pitești (20 e 2-1), gli tedeschi orientali della Dinamo Berlino nei quarti (0-1 e 3-1) e il quotatissimo Ayax in semifinale, eliminato con la vittoria casalinga per 2-0 all’andata che rese effimera la vittoria per 1-0 degli olandesi ad Amsterdam. La finale si giocò al Santiago Bernabeu di Madrid contro i tedeschi occidentali dell’Amburgo e anche in questo caso a trionfare fu il Nottingham con il minimo scarto, grazie alla marcatura di John Robertson al 30° minuto di gioco. Con questa seconda affermazione in quella che oggi è denominata Champions League, la squadra inglese è diventata la prima e unica squadra ad aver vinto più coppe dalle grandi orecchie che campionati nazionali.

STORIA SUCCESSIVA E PRESENTE

Quella sera spagnola del 28 maggio 1980 chiuse, difatti, questo indimenticabile periodo d’oro del Nottingham Forest. Per quasi tutto il resto del decennio, il Nottingham fece stagioni altalenanti e non vinse più alcun trofeo. Non considerando le due affermazioni nella Full Members Cup che era perlopiù un trofeo nato in sostituzione delle coppe europee nel periodo di squalifica delle squadre inglesi in seguito alla strage di Heysel, il club tornò al successo in League Cup nel 1989 e riuscì a replicarsi nel 1990. Nella prima stagione in cui la First Division fu scissa dalla Football League e ridenominata FA Premier League, ovvero nel 1992-1993, iniziò ufficialmente il declino dei Forest che retrocessero in seconda serie dopo 16 anni, sancendo così anche l’addio del focoso e plurivincitore tecnico Brian Clough, sulla panchina della squadra dal 1975, che si ritirò dall’attività e morì undici anni dopo per un cancro.

Da quel momento in poi solo altre quattro volte i Tricky Trees si ritrovarono a disputare la massima serie, ultima delle quali nella stagione 1998-1999. Conosceranno addirittura l’onta della retrocessione in League One (corrispondente della Lega Pro italiana) nel 2005 restandovi per tre anni consecutivi.

Andando al presente, dal 2008 a oggi il Nottingham Forest milita in Championship. In questo lasso di tempo ha sempre condotto stagioni alquanto anonime, disputando però i playoff nelle stagioni 2009-2010 e 2010-2011, nelle quali uscì in entrambi i casi in semifinale.

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