Daniele Mannini cuore di Pisa

Pubblicato il autore: Francesco Mafera Segui

Daniele Mannini

DANIELE MANNINI CUORE DI PISA

Il cuore sanguinante di un capitano malinconico ma intramontabile come il suo Pisa. Daniele Mannini  è l’immagine di questa squadra oltraggiata e stanca ma che nonostante tutto non vuole assolutamente deporre le armi. Gli uomini di Gattuso continuano a lottare anche oltre le loro possibilità, anche quando sarebbe più semplice o comunque più ragionevole mollare tutto e dire: “ma in fondo chi ce lo fa fare?”.
E invece no. In questa squadra, poco più di un anno fa si sono incontrati giocatori che condividono ideali veri e che il destino ha voluto mettere tutti nella stessa squadra per formare un unico granitico blocco. Gattuso e il meraviglioso pubblico pisano hanno fatto il resto, rinsaldando e alimentando questa alchimia che poteva svanire al primo ostacolo. Di ostacoli invece i nerazzurri ne hanno incontrati e superati tanti, troppi sul loro cammino; una serie interminabile di tempeste che non hanno sortito altro effetto se non quello di scalfirli appena. Come disse Gattuso lo scorso anno: “Qualsiasi altro gruppo si sarebbe sfasciato..” E ancora la portata delle problematiche non era niente in confronto al cataclisma di questi ultimi 3 mesi. Le parole del capitano nerazzurro Daniele Mannini al termine della trasferta di Latina di ieri pomeriggio fanno capire molte cose su che tipo di squadra sia questo Pisa: “Dite che ho avuto un’esultanza rabbiosa? Oramai ho esaurito anche la rabbia… Io vorrei soltanto vedere tutti quanti vivere la gioia della passata stagione, ma sembra essere una cosa impossibile. Soffro questa situazione, come il mister, come i miei compagni, come tutti i tifosi del Pisa. Tutto quello che facciamo in campo lo facciamo per noi stessi e per la piazza che non ci ha mai abbandonato, a differenza della società che non ci fa vivere questa esperienza in serie B da professionisti. Vorremmo giocare in un’Arena che non sia a capienza ridotta, ed anche la nostra gioia non dovrebbe essere ridotta. Speriamo quanto prima di poter gioire di questa serie B che fino a questo momento nessuno è riuscito a godersi. Il nostro obbiettivo è chiaramente la salvezza : per puntare a qualcosa di più ci vuole una società che noi non abbiamo”.
Il Pisa rispecchia esattamente l’immagine del suo famoso campanile.. pende ma non ne vuole sapere di crollare al suolo ed è in grado di rimanere ancorato a terra più di quanto non si creda perchè i suoi valori fondanti sono l’umiltà e la compattezza.
Una squadra tanto stoica non si è forse mai vista negli ultimi anni, almeno in Italia. E i tifosi pisani devono esserne orgogliosi senza mai farsi ingannare dal disappunto e dalla negatività che alcune sconfitte inevitabilmente trascinano con se (ma che oggettivamente devono essere messe in conto).
Piuttosto è fondamentale essere consapevoli che anche nella più totale disillusione, gli uomini di Gattuso non si arrendono mai, perchè più che i soldi, per Mannini e compagni, contano la passione, quella di giocare a calcio come chi ha realizzato il sogno di quando era bambino, e quella dei tifosi ai quali vogliono continuare ad aggrapparsi con enorme riconoscenza. Inoltre, il ricordo di tutti i sacrifici compiuti fino ad oggi non possono essere vani. In questa battaglia chi continua a sputare sangue e a logorarsi l’anima per tenere disperatamente in piedi una barca che rischia di imbarcare acqua non può darsi per vinto di fonte a chi disconosce totalmente la purezza di questi ideali e che in un luogo imprecisato, lontano da occhi indiscreti con codardìa e cinico disinteresse è abile a tessere le fila di questo deprecabile e disonorevole scempio.

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