De Boer: “Contro la Samp voglio vedere il giusto atteggiamento”

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone Segui

inter

Match importantissimo quello che attende l’Inter domani sera in trasferta a Genova con la Sampdoria. Da poco è terminata la conferenza stampa di Frank De Boer, ecco le sue dichiarazioni:

Quanto è importante la fiducia della società, rinnovata nelle ultime ore?: “Certo, è importantissima. Non solo per me, ma per tutti. Quando vengo a sapere che la proprietà viene ad Appiano Gentile sono contento, la loro vicinanza conta molto per la squadra. Loro hanno fiducia nel progetto che stiamo portando avanti, e lo stesso vale nei miei confronti”.

Cosa manca per il recupero di Kondogbia?: “Io tratto tutti i giocatori allo stesso modo. Brozovic, per esempio, ha capito ed è rientrato con la squadra. Marcelo ha reagito nel modo giusto, sapeva di aver sbagliato e ha chiesto scusa. La reazione di un giocatore deve essere la seguente: allenarsi al meglio per rispondere alle aspettative. Tutti hanno le stesse possibilità di giocare, infatti Brozovic sta scendendo in campo con continuità. Per quanto riguarda Kondogbia, non c’è stata ancora la giusta risposta. Ha avuto un piccolo problema fisico e non sarà convocato per domani. Sta migliorando, ma deve ancora crescere”.

Ha pensato che, in caso di risultato negativo contro il Torino, avrebbe potuto non essere più l’allenatore dell’Inter?: “Noi dobbiamo pensare ad avere la giusta disciplina, non per una sola partita, bensì con continuità. Contro la Sampdoria voglio vedere il giusto atteggiamento, poi possiamo parlare di alcuni dettagli tattici, ma quello che conta è questo: la disciplina tattica e la filosofia. Dobbiamo cercare di rimanere sempre uniti. Domani abbiamo un’altra occasione per dimostrare ai nostri tifosi che l’Inter c’è”.

Alcuni allenatori si sono proposti all’Inter in questi giorni: cosa pensa di questo?: “Non penso a questi tecnici e ai loro procuratori, ma credo sia normale. Pensano giustamente che l’Inter sia un club molto grande in cui poter lavorare. Per me non conta, io penso al lavoro sul campo con la mia squadra”.

Che cosa i giocatori non hanno ancora capito delle sue idee tattiche?: “Abbiamo giocato delle ottime partite in questa prima parte di stagione. Alcuni giocatori non hanno mai giocato in un certo modo, c’è bisogno di tempo e di lavoro. Io credo che alcuni uomini si stanno avvicinando alle mie idee, ma quello che conta è la continuità e l’intensità”.

Moratti ha detto che, a suo parere, è difficile che i giocatori non riescano a capirla, ma alcuni non hanno reso al massimo: lei riesce ad arrabbiarsi con loro o preferisce rimanere calmo?: “Ero molto, molto arrabbiato dopo la sconfitta contro l’Atalanta. Avevamo lavorato bene in settimana, io avevo cercato di far capire ai miei giocatori come avremmo dovuto comportarci contro di loro. Non è accaduto, quindi mi sono particolarmente arrabbiato. Nulla di quanto avevamo preparato si era visto. Contro il Torino è andata molto meglio”.

Joao Mario regista potrebbe essere riproposto anche dopo il rientro di Medel?: “Non è la posizione migliore per lui, è abituato a giocare più avanti. In ogni caso ha giocato molto bene in questa posizione, è un grande giocatore e un ottimo professionista. Sta capendo che così può aiutare la squadra”.

Eder al momento è davanti a Perisic: quale aspetto incide nelle sue scelte?; “La condizione fisica, l’avversario, la predisposizione tattica in certi momenti. Tanti aspetti, almeno 3-4 che mi portano a scegliere un giocatore al posto di un altro. Per me, lo ribadisco, è molto importante la disciplina. Senza dimenticare che stiamo giocando anche durante la settimana, dobbiamo evitare gli infortuni. Al momento Eder sta dando qualcosa in più”.

Quanto tempo ci vorrà per vedere la sua vera Inter?: “Difficile rispondere. Stiamo comunque migliorando, poi a dicembre potremmo essere a un buon livello, oppure con l’arrivo del nuovo anno. Non posso saperlo”.

Un centrocampo senza Medel è per lei la soluzione che meglio si sposa con le sue idee?: “Io voglio vedere certe cose durante tutte le partite. Gli attuali tre centrocampisti possono giocare insieme e stanno facendo bene, ma sono contentissimo di Medel. Ha sempre dato il massimo, gli altri giocatori devono dimostrare tutto quello che ha sempre garantito il cileno”.

Potendo dare una valutazione al suo lavoro fino a oggi, che voto si darebbe?: “Dieci! (Ride, ndr). A parte gli scherzi, direi un 6,5. Posso guardare i miei giocatori negli occhi, sono migliorati e sappiamo cosa vogliamo per il nostro futuro. Chiaramente ci sono stati degli alti e bassi, ma finora i passi avanti sono stati fatti. L’obiettivo è portare questo 6,5 a un 7. E co via”.

I problemi a livello comportamentale non sono mancati: i suoi metodi di lavoro stanno incidendo in questo senso?: “Abbiamo sempre la stessa filosofia, la strada è la stessa e vogliamo proseguire in questa direzione. Abbiamo un obiettivo, a volte occorre cambiare, ma sempre con il nostro obiettivo davanti. Io sono sicuro che quando si lavora bene in fondo c’è il buon risultato”.

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