ESCLUSIVA SN, Paolo Condò: “Guardiola è favorito, ma Mou troverà la zampata. Per il Pallone d’Oro non date Ronaldo già vincitore, in Serie A sarà lotta a due”

Pubblicato il autore: Francesco Ippolito Segui
Francesco Ippolito e Paolo Condò

Francesco Ippolito e Paolo Condò

FOGGIA – In occasione della presentazione del libro “Duellanti” alla libreria Ubik di Foggia, SuperNews ha intervistato in esclusiva il giornalista sportivo Paolo Condò, a margine dell’iniziativa Foggia Festival Sport Story.

Il libro “Duellanti“, edito da Baldini & Castoldi, parla della rivalità tra José MourinhoPep Guardiola. Il giornalista di Sky pone particolarmente l’accento sulle sfide tra i due rivali nella primavera del 2011: “nell’aprile del 2011 il Barcellona e il Real Madrid si sfidano per quattro volte in soli diciotto giorni. Guardiola ha tutto dalla sua parte, il Barcellona è il suo passato e il suo presente. Mourinho è arrivato al Real dopo l’annata trionfale del triplete interista. Ognuno darà la vita per la propria squadra, in questa serie di incontri ravvicinatissimi che porteranno la tensione a livelli mai visti su un campo di calcio.” Il volume, 217 pagine, è già in vetta alle classifiche di Amazon.

Michele Carelli, Paolo Condò, Pino Autunno e Raffaele Fiorella

Michele Carelli, Paolo Condò, Pino Autunno e Raffaele Fiorella

Durante la presentazione pubblica, condotta dai giornalisti Michele CarelliPino AutunnoRaffaele Fiorella, si è presentato anche l’attuale allenatore del FoggiaGiovanni Stroppa, che Condò ha salutato con molto piacere: “nel 1990 eravamo entrambi a Tokyo: io da giornalista e Giovanni da goleador, quando ha segnato in Coppa Intercontinentale.” Poi, sul cammino del Foggia in Lega Pro ha aggiunto: “sei vittorie su sei dicono tantissimo, vedremo il resto del campionato”.

Ecco in seguito le parole che Paolo Condò ha rilasciato a Francesco Ippolito di SuperNews.

Questo libro fantastico parla di due grandi figure, anche se io sono di parte perché non nascondo la mia fede interista.
“Ah, quindi Mourinho (ride, ndr).”

Anche se so che sei molto amico di Guardiola.
“Sì, io sono sicuramente più vicino a Guardiola, però ho una grandissima ammirazione per Mourinho. Penso che traspaia: è un personaggio superiore. È stato molto bello il confronto con Guardiola perché si sono dati battaglia il giorno e la notte, sono il bianco e il nero. Non ti dico il bene ed il male, perché vorrebbe dire confinare qualcuno nei panni del male e non è giusto. Però sono due archetipi: uno rappresenta l’ideologia (Guardiola, ndr), l’altro rappresenta la concretezza (Mourinho, ndr).”

Guardiola è la raffigurazione dell’estetismo, Mourinho invece del pragmatismo.
“Mourinho è sicuramente il pragmatismo. Guardiola è la visione, l’ideologia: piegare tutto all’ideologia. Mourinho è alla ricerca della vittoria in qualsiasi modo: la vittoria come fine ultimo. Invece Guardiola è la costruzione: la visione come fine ultimo.”

Ricordo proprio un Inter-Siena 4-3 quando il portoghese buttò in attacco Samuel pur di portare i tre punti a casa.
“Esattamente, per Mourinho basta che funzioni. L’importante è vincere.”

Lo stesso si può dire della finale di Champions del 2010 contro il Bayern: poco possesso palla (37%, ndr) ma pieno controllo della partita e del risultato.
“Sì, dopotutto il calcio di Mourinho non è il possesso palla, bensì il suo contrario. È la reazione, quando riesci a rubare palla a una squadra che si è sbilanciata per venirti ad attaccare.”

Sono due figure totalmente opposte, ma hanno qualche punto in comune?
“Beh, il loro livello. Sono due persone di un livello estremo. Mi pare che l’intelligenza media umana sia 101 (di quoziente intellettivo, ndr), mentre quella per definirti superintelligente sia 140. Loro due saranno 170: sono due persone di un’intelligenza fantastica, opposta e complementare. L’intelligenza di Guardiola è l’intelligenza visionaria. Quella di Mourinho è l’intelligenza astuta: la capacità di prendere qualsiasi elemento del paesaggio e farlo diventare un tuo punto di forza, una cosa da utilizzare per mettere in difficoltà la rivale. Il termine più adatto per Mourinho è scaltro.

È una rivalità che dura dai tempi di Inter-Barcellona (2009, ndr) che è culminata in Spagna, ma che proprio quest’estate si è trasferita nella città di Manchester: Mou allo United e Pep al City.
“Come ho scritto nel libro, adesso possono portare i cani insieme a fare i bisogni (ride, ndr).”

Il primo atto lo ha vinto Guardiola, adesso ce ne sarà a breve un altro perché sono stati sorteggiati contro in coppa. Come pensi finirà la stagione di entrambi?
“Il primo atto è stato sorprendente perché io pensavo che Mourinho avesse costruito col mercato un Manchester United pronto per vincere subito. Giocatori nati pronti come Ibrahimovic e Pogba. Mentre invece l’altro che ha preso diversi giocatori giovani, da Sanè a Gabriel Jesus che dovrà arrivare a gennaio, mi sembrava che avesse fatto una formazione per fare un ciclo e per vincere nel tempo. Invece il risultato della prima partita è stato subito diverso e ha fatto vincere abbastanza chiaramente Guardiola. È chiaro che adesso devi considerare Guardiola come favorito, però non sono di quelli che pensano che Mourinho si sia rincoglionito. Credo che Mourinho troverà ancora la sua zampata.”

Dobbiamo aspettare anche come si evolverà il campionato in Inghilterra.
Sì, la differenza tra gli anni spagnoli e questi è che in Spagna c’erano solo quelle due squadre: non c’era ancora l’Atletico di Simeone. Mentre invece in Inghilterra sono tante le squadre competitive e quindi le due squadre perderanno più punti rispetto a quanti ne perdevano in Spagna: c’è anche questa variabile da considerare.

Proprio pochi giorni fa abbiamo visto il Manchester United crollare a Watford.
“Eh infatti, lo United ha già cominciato a perdere altri punti. Il City ancora no, ma succederà.”

Spostandoci al calcio italiano, come mai in Europa non c’è un netto affermarsi di una squadra italiana, addirittura l’ultimo successo internazionale risale a sei anni fa.
“Io direi che la colpa principale di tutte le squadre che hanno fatto l’Europa League è che ci hanno creduto poco. L’Europa League è un torneo più a dimensione attuale per la forza del calcio italiano rispetto alla Champions. È chiaro che la Juventus quest’anno ha fatto un mercato per essere molto competitiva non soltanto in campionato ma anche in Champions. La finale di due anni fa arrivò un po’ a sorpresa, era dagli anni del triplete dell’Inter che non c’era una squadra italiana che partiva con molte ambizioni. E ti devo dire che anche il Napoli nelle prime due giornate ha dimostrato di poter essere un competitore non soltanto in Italia ma anche in Europa.”

Però, proprio come hai sottolineato tu, c’è sempre il problema dell’Europa League. Un esempio è la sconfitta di ieri dell’Inter a Praga contro lo Sparta.
“Certo. Finché le squadre italiane non capiranno che in questo momento per molte di loro, non per tutte, la dimensione giusta è l’Europa League… Oppure c’è una legge dello sport: vincere aiuta a vincere. Ecco, se tu cominciassi a correre per vincere l’Europa League, poi il salto sarebbe più facile, più automatico rispetto a come è adesso.”

Per quanto riguarda invece il Pallone d’Oro, sappiamo che sei l’unico italiano nella giuria.
“È vero, si dice sempre che sono l’unico, ma perché c’è un giornalista per ogni paese. Tra l’altro in questi giorni è arrivata la comunicazione che France Football è tornata ad essere proprietaria totale del premio, non più con la FIFA e quindi torneranno a votare solo i giornalisti. Uno per paese. Secondo me sarà un premio che ne guadagnerà in prestigio.”

Concordo, nel 2010 modificarono le regole permettendo così anche agli allenatori ed ai capitani di tutte le nazionali di poter votare.
“Io votai per Sneijder, che aveva vinto il triplete con l’Inter, inoltre è arrivato alla finale mondiale persa ai supplementari e di quel mondiale era stato uno dei capocannonieri: una stagione incredibile. In quell’anno il voto dei giornalisti avrebbe premiato Sneijder. E invece Sneijder col voto collettivo non arrivò nemmeno nella terna. Quindi questo già ti diceva come quel premio con capitani ed allenatori delle nazionali di tutto il mondo, non soltanto dei paesi più evoluti dal punto di vista calcistico, perdeva un po’ di credibilità.”

Praticamente fusero il vecchio Pallone d’Oro ed il FIFA World Player.
“Esatto, e invece quest’anno si dividono nuovamente. Ed io sono contento.”

Alla fine è giusto così: una giuria più acculturata da un punto di vista calcistico deve valutare i calciatori.
“Semplicemente è tale il prestigio di far parte di questa giuria che io prima di esprimere il mio voto ci penso duecento volte. Valuto veramente col bilancino del farmacista. Mi posso immaginare capitani e allenatori, magari non quelli europei, ma ad esempio quelli delle Isole Fiji che dicono ‹‹devi esprimere il tuo voto››: ‹‹ah sì, metti Messi e Ronaldo››. Alla fine è per questo motivo che vincono sempre Messi e Ronaldo anche nelle stagioni in cui c’è qualcuno che ha fatto più di loro, perché quella gente è distante dal grande calcio e votano sempre loro due, gli unici due nomi che conoscono.”

Quest’anno non ci sarà storia per il Pallone d’Oro?
“No, secondo me ci sarà storia. È chiaro che Cristiano Ronaldo avendo vinto la Champions League e l’Europeo, è il principale candidato. Però all’interno delle sue squadre c’è stato per esempio Gareth Bale, che ha vinto la Champions come lui, giocando molto meglio la finale e ha portato il Galles a una semifinale europea. Ci sono altri candidati: Griezmann ha fatto le due finali e le ha perdute. Però comunque Ronaldo ha giocato malissimo la finale di Champions e praticamente non ha giocato la finale dell’Europeo. Quindi secondo me ci sarà lotta quest’anno.”

E invece nel campionato italiano, ci sarà lotta, oppure è un discorso già chiuso?
“No, ci sarà lotta tra la Juventus ed il Napoli perché il Napoli ormai ha dato sufficienti prove di aver cambiato anche il suo tipo di gioco e io trovo che sia una squadra altamente competitiva.”

Per il terzo posto invece?
“Per il terzo posto abbiamo un piccolo spareggio domenica. Roma-Inter serale non lo voglio considerare ancora uno spareggio per il terzo posto, consideriamolo piuttosto uno spareggio per quale squadra può restare attaccata al treno di quelle che se ne stanno andando. Almeno un campionato a tre voci mi piacerebbe raccontarlo. È da un po’ di tempo che non c’è.”

Per quanto riguarda la Champions League? Hai già detto che la Juve dirà la sua.
“Le squadre son sempre quelle, il Barcellona ed il Real Madrid, che però l’ha vinta l’anno scorso e la tradizione dice che non si vince due volte di fila. Il Bayern di Ancelotti secondo me è una grande squadra quest’anno.”

Grazie mille, Paolo. È stato un immenso piacere.
“Grazie a te, Francesco.”

Giovanni Stroppa e Paolo Condò, con il libro "Duellanti".

Giovanni Stroppa e Paolo Condò, con il libro “Duellanti”.

 

 

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