Ferrero Giampaolo: domani faccia a faccia. Attento presidente: quella volta con Cellino…

Pubblicato il autore: marco benvenuto Segui
Giampaolo

Chissà se il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero e il tecnico Marco Giampaolo, che domani si   incontreranno per parlare del futuro e del presente di una squadra che non sembra girare come piacerebbe al “Viperetta”, lo faranno a pranzo?  L’ultima volta che accadde, tra un presidente, quello cagliaritano Cellino,  e il tecnico, non andò proprio bene.
Premessa necessaria, questo è Giampaolo come si raccontò in un’intervista sfogo al quotidiano “Repubblica:  “Vede, sono nato a Bellinzona perché mio padre era muratore, mia madre operaia tessile. Poi sono tornati a casa, ci hanno fatto studiare e ci hanno insegnato che l’onestà e la serietà sono tutto. Un giorno mio fratello ha trovato un portafogli ben fornito accanto a un’auto, l’ha portato a casa e mio padre gli ha detto: bene, adesso lo portiamo ai carabinieri. Sono cresciuto seguendo certi princìpi. Allegri è un amico, ma io dopo l’intervista con a fianco Inzaghi mi sarei dimesso. La dignità non ha prezzo”.

Riavvolgiamo il nastro: 19 dicembre del 2007. Giampaolo rispose picche al presidente Cellino che lo aveva esonerato per sostituirlo con Nedo Sonetti, salvo poi richiamarlo alla guida della squadra. Giampaolo fece rispondere dal suo avvocato, Piero Olla, e stracciò, di fatto un contratto che arrivava fino al 2010. La sua lettera iniziava così: “Pur nella consapevolezza del danno economico che ne deriverà, rinuncio a tornare a Cagliari. L’orgoglio e la dignità non hanno prezzo”.

Già il pranzo ma che c’entra?  Era un lunedì, la domenica il Cagliari era stato sconfitto al Sant’Elia 1-3  dalla Sampdoria. L’allora presidente del Cagliari insistette per raggiungere il mister a pranzo in un ristorante. I due si incontrarono e Cellino rincuorò l’allenatore dicendogli di essere dispiaciuto anche per i fastidi che gli aveva arrecato con il precedente esonero. Insomma, d’amore e d’accordo: tanto che , una settimana dopo, il 13 novembre, Giampaolo fu nuovamente esonerato. Tra l’altro dopo Roma-Cagliari, una partita che non venne giocata per la morte di Gabriele Sandri. Giampaolo rinunciò, nell’occasione ad un milione e mezzo di euro: “Per carità, me lo sono potuto permettere” disse, poi.
Una decisione drastica, che insieme a quella di lasciare il Brescia anni dopo a seguito delle minacce di alcuni tifosi, ha gettato un’ombra sulla carriera di Giampaolo.E che dire…Lo scorso anno, a Empoli, Giampaolo iniziò piano: alla settima giornata i toscani avevano 7 punti in classifica, come la Sampdoria oggi. L’Empoli veniva dalla stagione legata alla gestione Sarri, ma Corsi, vecchia volpe del calcio, tenne la barra dritta. All’ottava l’Empoli rimediò una sconfitta a Roma contro i giallorossi (3-1) , ma poi inanellò tre risultati consecutivi e positivi in cui realizzò 7 punti con due vittorie( Genoa e Palermo) ed un pari (Sampdoria) che dettero la svolta alla stagione che si concluse con un decimo posto a quota 46 punti.
Dopo la gara contro il Palermo, pareggiata dalla Sampdoria nell’extra time, il presidente Ferrero ha fatto capire che il suo tecnico dovrà cambiare qualcosa e, probabilmente, domani glielo vorrà dire. Ecco, magari si ricordi cosa disse Giampaolo quella volta a Cagliari: “Non sta scritto da nessuna parte che uno debba subire tutto e il contrario di tutto solo perché viene pagato “.

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