Huddersfield Sheffield, il ladro di foglietti costa il primo posto in classifica [VIDEO]

Pubblicato il autore: Valerio Nisi Segui

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Forse un tempo era molto più semplice per gli allenatori comunicare con i propri giocatori dalla panchina al campo da gioco. Meno chiasso, un pubblico più composto, calciatori più disciplinati. Non è il caso però di studiare adesso l’antropologia del tecnico perfetto. Sta di fatto che da qualche anno a questa parte gli allenatori hanno iniziato a studiare metodi più efficaci per far arrivare ai proprio giocatori le consegne da effettuare in campo, conservando le ugole più riposate, almeno in parte. E allora cosa serve? Un moleskine, un taccuino del tecnico. Un modo semplice per prendere appunti sull’evolversi della partita e per dare indicazioni scritte ai giocatori. Un metodo infallibile insomma.

In Italia abbiamo visto diversi allenatori negli ultimi anni adottare questa strategia comunicativa, mi vengono in mente Rafa Benitez e José Mourinho su tutti. Un modo per arrivare direttamente all’interessato e per evitare di farsi sentire dai colleghi allenatori a pochi metri di distanza. Anche coprirsi la bocca non ha più molta utilità, viste le telecamere personalizzate per ogni giocatore e tecnico. E poi, “verba volant, scripta manent” dicevano saggiamente i latini.

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Ed è quello che deve aver pensato David Wagner, tecnico tedesco con origini americane dell’Huddersfield, squadra militante in Football One, la Serie B inglese. La partita in questione è Huddersfield Sheffield, dodicesima gara di campionato. La sfida è stata giocata domenica, con i padroni di casa che avrebbero avuto la possibilità di scavalcare con una vittoria Norwich e Newcastle, piazzandosi al primo posto in classifica. Sotto al 68’ davanti ai propri tifosi per un rigore trasformato da Fernando Forestieri, vecchia promessa non mantenuta del nostro campionato, Wagner ha deciso di comunicare consegne ben precise ad un suo giocatore, l’attaccante tedesco classe 1992 Elias Kachunga. Tutto tramite un foglietto strappato dal suo taccuino.

Huddersfield Sheffield era troppo importante per non provarle tutte. Come spesso accade in questi casi sono i difensori, quasi sempre i terzini, a fare da tramite tra il tecnico e il diretto interessato della verità nascosta all’interno di uno stralcio di carta. Ed è così che l’ennesimo tedesco dell’Huddersfield, il difensore Michaele Hefele, presa la staffetta dal suo tecnico, la lascia fra le mani del compagno di squadra Kachunga.

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Ed è qui che Huddersfield Sheffield si è trasformata in un cabaret dallo scenario tragicomico. Il momento in cui Ross Wallace, esperto centrocampista scozzese dello Sheffield Wednesday, toglie dalle mani di Kachunga il bigliettino rivelatore di segreti, è lo stesso momento in cui migliaia di allenatori hanno assistito al tramonto dell’ultima delle tecnologie comunicative. Lo scozzese prende il biglietto, lo legge e prima di restituirlo al collega avversario si fa una risatina. Crediamo non tanto per il testo sul foglio volante, quanto per la consapevolezza del suo rinomato humour britannico.

Ecco, prima ancora del triplice fischio finale di Huddersfield Sheffield che avrebbe significato vittoria esterna della squadra del furbo Wallace e chance sprecata di vetta per i biancoazzurri dello Yorkshire occidentale, il tecnico Wagner aveva già capito che non ci sarebbe stato più nulla da fare. I segreti indicibili del calcio, tanto nascosti da mani sulle bocche e parole nelle orecchie, adesso non sono più neanche al sicuro dalle mani volpesche degli avversari. Credo proprio che da adesso in poi ci vorranno messaggi in codice…

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