Il 5% dei diritti televisivi allo sport sociale e dilettantistico? Ecco la proposta di legge. Favorevoli Assocalciatori e Assoallenatori

Pubblicato il autore: Maurizio Ribechini Segui
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Presentata proposta di legge su una nuova ripartizione dei diritti televisivi

E’ stata presentata a Roma nella sala stampa della Camera dei Deputati una proposta di legge per destinare una parte dei ricavi delle squadre di calcio derivanti dai diritti televisivi alla promozione dello sport sociale e dello sport paralimpico e al calcio dilettantistico.

L’iniziativa è stata promossa dal gruppo parlamentare di Sinistra Italiana. Alla conferenza stampa erano presenti anche il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori Damiano Tommasi, il presidente dell’Associazione Italiana Allenatori Renzo Ulivieri e Vincenzo Manco, presidente nazionale della UISP

Nel corso della presentazione del progetto di legge il deputato di Sinistra Italiana Giulio Marcon ha detto: “Si tratta di una proposta a sostegno dello sport sociale e paralimpico attraverso l’utilizzo di una parte derivante dai proventi dei diritti televisivi. In sostanza, sulla falsariga di quanto già esiste in Francia da alcuni anni, vorremmo che il 5% dei proventi dei diritti televisivi delle società di calcio vengano destinati ad attività sociale. In particolare il 3% andrebbe a finanziare attività di sport sociale e paralimpico, mentre il 2% a favore delle società dilettantistiche e dell’impiantistica sportiva. In Francia c’è un meccanismo simile e più complessivo, che non riguarda solo il calcio ma addirittura viene utilizzato il 5% dei diritti televisivi di tutti gli eventi sportivi, dal Roland Garros al Tour de France passando per calcio e basket. Noi per il momento vorremmo cominciare dal calcio. L’obiettivo è favorire la coesione sociale. I diritti televisivi di Serie A e B hanno un ammontare significativo e il 5% rappresentano 60 milioni di euro, una cifra che sarebbe utile per le iniziative sociali legate allo sport”.

Vincenzo Manco della UISP ha detto: “Ci impegniamo a sostenere questa proposta di legge, anche il presidente Mattarella ha sottolineato l’importanza degli investimenti nel vasto mondo degli sport di base e amatoriali. Questo progetto di legge deve trovare forme di coordinamento con altre, è un tassello per rafforzare la cultura sportiva nel paese e il valore sociale dello sport. Le associazioni sportive di base hanno sofferto molto con la crisi e necessitano di risorse”.
Renzo Ulivieri dell’Assoallenatori ha dichiarato: “Questa proposta nasce dalla considerazione che a fianco dello sport d’èlite c’è anche un altro sport sociale che serve ai cittadini. Chi gestisce le risorse del calcio di èlite non deve contrapporsi a questa proposta, sarebbe miope perché anche esso senza una base che lo sorregge non sta in piedi. Si punta alla salute fisica, mentale e sociale dei cittadini. Lo Stato su questo è carente, questa scuola non dà molte risposte in tal senso”.
Damiano Tommasi dell’Assocalciatori ha detto: “E’ la prima volta che i rappresentanti di allenatori e calciatori vengono coinvolti su questo tema. Anche noi dobbiamo poter co-decidere come si distribuiscono le risorse dei diritti televisivi. Purtroppo c’è poi il tema di come vengono gestite le risorse da parte delle società private e anche i sindaci delle città non hanno modo di intervenire. Il calcio deve dimostrarsi responsabile e contribuire a finanziare lo sport di base, oltre che con una mutualità nella distribuzione delle risorse. E’ bene che ci sia un legge che regoli questo, anche per dare ricadute positive alle categorie minori. Ricordiamo che tutti i calciatori sono partiti dal basso e questa passione va alimentata”.
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