Il romanzo della vita di Icardi e l’irreprensibile durezza dell’Inter

Pubblicato il autore: Luca Bonaccorso Segui

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Come nei migliori romanzi (così, per restare in tema) anche la pittoresca storiella IcardiCurva NordInter è finita nel migliore nei modi: o meglio, nel modo che tutti si aspettavano.
La fascia da capitano rimarrà bella intatta sul braccio sinistro dell’argentino, la Curva ha potuto rispondere alle pagine incriminate del libro del numero 9 nerazzurro e a quanto pare ha ottenuto l’eliminazione delle pagine incriminate, e, soprattutto, la società, dopo aver passato la domenica a minacciare il giocatore in tv anticipando terribili provvedimenti in arrivo, se ne è uscita con una pesante multa.
Roba terribile per chi prende quattro milioni e mezzo l’anno.
Ah e in tutto questo,  l’Inter, che dovrebbe essere il fattore più importante, ieri ha perso una partita abbordabile e soprattutto fondamentale per agganciare il secondo posto in classifica. Dettagli.

Ma ricapitoliamo un pò il misfatto che ha scosso la domenica di tutti gli interisti e non: Icardi, anni 23, centravanti di professione, zero titoli vinti in carriera, ha pensato bene di scrivere (o chi per lui) un’ autobiografia; non una novità questa per un eroe pallonaro visto che questa cosa in passato l’hanno fatta un bel pò di calciatori/allenatori, con l’intento di raccontare la propria vita e magari racimolare qualche soldino in più che non fa mai male.
Maurito è un ottimo centravanti per carità, ha fatto un bel pò di gol ma chi deciderà di comprare la sua opera d’arte (ci auguriamo siano in molti, ma difficilmente immaginiamo file chilometriche) lo farà per andare a vedere come è andata realmente (o almeno si pensa) tra lui e Wanda Nara: roba da Montecchi e Capuleti insomma.
Col solo gossip però non si può vendere tanto, serve altro: e allora ecco la storia della lite coi tifosi, delle minacce e di altre sciocchezze varie non degne di nota. Ovviamente, qualche rigo sotto, meglio specificare che subito dopo è cambiato tutto ed è tornato l’amore: manco in Dr. Jekyll e Mr Hyde
La Curva, giustamente, non ha digerito tutto questo (specie se, come dicono loro, gran parte di tutto questo è inventato) ed ha contestato duramente il giocatore prima, durante e dopo la partita: lui ha iniziato il ritornello delle scuse e della richiesta di perdono e alla fine è stato perdonato. Non da loro ma dalla società. Anna Karenina docet.
A proposito di società: davanti alle tv Zanetti si è mostrato molto rabbuiato, e noi crediamo alle sue parole perchè sicuramente se pensa che quella fascia l’ha custodita per una vita intera rispettandola, amandola, custodendola e onorandola, allora un piccolo nodo allo stomaco gli vien su.
Anche Ausilio è sembrato parecchio infastidito e ha preso la notizia pure con un pizzico d’ironia: la sola multa alla fine di tutta questa storia non suona un pò strana?
Sicuramente chi ha consigliato Icardi sui tempi d’uscita del libro l’ha fatto bene: v’immaginate cosa sarebbe successo se questa storia fosse uscita fuori prima dell’ennesimo rinnovo del giocatore? Siamo sicuri che la società avrebbe ceduto alle richieste dell’ intero entourage dell’argentino (Wanda) e avrebbe riempito di soldi Maurito?  Diciamo che il clima sarebbe stato un pò più teso: avremmo previsto Cime tempestose.

Insomma, caro Icardi, stavolta l’hai fatta grossa e non ci sono scuse che tengono: non importa se hai 23 anni, tu che hai la fascia non sei più un calciatore normale come tutti gli altri, ma sei l’esempio da seguire.
Puoi sbagliare sotto porta, ma non devi fallire coi tuoi tifosi: per loro devi essere il simbolo, la faccia di quello che lotta fino alla fine.
Ai tifosi non gliene frega niente del ragazzino che mette le foto sui social e scrive Forza Inter: Zanetti è diventato social dopo che si è ritirato, ed ha vissuto benissimo anche senza.
E poi voi, cari membri della dirigenza, avete sbagliato ancora una volta: Icardi andava punito, gli si doveva togliere la fascia anche solamente per un piccolo periodo di tempo. Non cade il mondo: l’ha fatto la Roma con De Rossi e non può farlo l’Inter con Icardi?
E poi, è mai possibile che nessuno lì possa sacrificarsi un giorno, massimo due, per leggere il romanzo della vita dell’argentino?
Perchè si deve incorrere sempre in queste commedie dove l’immagine dell’Inter esce sempre bistrattata e ridicolizzata?
Non per forza bisogna far ridere sempre la gente: questo non è mica un romanzo di Pirandello.

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