Il terremoto non ferma il razzismo: ecco cosa sperano sui social

Pubblicato il autore: Francesco Moscato Segui

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Ciò che risalta da stamattina, dalle ore 7.40 è l’ennesima scossa di terremoto, che ha colpito ancora il centro-Italia. Scossa, pari ad un grado di 6.5 circa, la più forte dopo il terremoto del 1980. Avvertita fino a Bolzano. Ancora assestamento dicono i geologi e gli esperti in materia. Chiese crollate, fratture, scuole ed istituti danneggiati. Opera d’arte e musei che non si possono visitare. Cominciano anche le solite inutile polemiche su chi dare la colpa di queste lesioni. Strade che si aprono. Terrore nel Belpaese, che era una volta. Fatto sta che il calcio, e le partite in queste situazioni non contano niente. Ma, un ennesimo riferimento di sporco razzismo, anche in queste occasioni è da fare e sottolineare. Non ne facciamo di un’erba un fascio, per carità. Ma leggendo questo messaggio, di questo sostenitore della Juventus, dopo la vittoria sul Napoli, scatena una rabbia interna, che è logico evidenziare ciò che è scritto. Già mercoledì a Torino, si cantavano cori sempre sul Vesuvio, che auguravano il solito “lavaggio” sulle popolazioni circostanti, dopo i terremoto che stanno preoccupando l’Italia. Ecco il messaggio del perverso personaggio, che farebbe bene a darsi a visite da uno psicologo. Perché in un momento di preoccupazione, chi trova il tempo per queste cattiverie nude e crude, è meglio che si faccia da parte. La lotta contro il razzismo territoriale dovrà continuare, fino all’esaurimento. In una nazione in cui la crisi, l’economia, la disoccupazione ed ora anche il terremoto, stanno colpendo i cittadini, c’è chi pensa ad augurare solo danni e morte. Siamo messi davvero male, se per diventare famosi, basta questo.

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