Inter: Scoppia il CASO ICARDI. Gli Ultras: “Togliti la fascia da capitano, con noi hai finito”

Pubblicato il autore: Annamaria Sabiu Segui

Icardi

Il calcio moderno ormai è sempre più dominato dalla volontà del tifo organizzato. Se qualche settimana fa nell’occhio del ciclone era finito il portiere del Cagliari Marco Storari, che ha dovuto rimuovere la fascia da capitano, ora è il turno di Mauro Icardi. L’attaccante nerazzurro sta vivendo un periodo molto difficile per due motivi. Il primo per la mancata convocazione in Nazionale, dove gira voce sia una decisione dipesa dalla volontà di Messi che difende Maxi Lopez, nel triangolo Maxi-Lopez-Wanda Nara-Mauro Icardi. Il secondo motivo è giunto proprio nella giornata di oggi, dove la Curva Nord chiede esplicitamente ad Icardi di togliersi la fascia da capitano. Il motivo della contestazione sarebbero alcune dichiarazioni rilasciate dall’argentino all’interno della sua autobiografia dove racconta degli episodi poco carini nei confronti degli Ultras. Questo uno stralcio della parte contestata dal tifo organizzato: “Ho trovato il coraggio di affrontare la Curva a fine gara, insieme a Guarin. Prima però mi tolgo maglia e pantaloncini e li regalo ad un bimbo. Peccato che un capo ultrà gli vola addosso, gli strappa la maglia dalle mani e me la rilancia indietro con disprezzo. In quell’istante non ci ho visto più, lo avrei picchiato per il gesto da bastardo appena compiuto. E allora inizio ad insultarlo pesantemente: “Pezzo di m….a, fai il gradasso e il prepotente con un bambino per farti vedere da tutta la curva? Devi solo vergognarti, vergognatevi tutti. Detto questo gli ho tirato la maglia in faccia. In quel momento è scoppiato il finimondo. E ancora nello spogliatoio vengo acclamato come un idolo, ma i dirigenti temevano che i tifosi potessero aspettarmi sotto casa per farmela pagare. Ma io ero stato chiaro, sono pronto ad affrontarli uno a uno. Forse non sanno che sono cresciuto in uno dei quartieri sudamericano con il più altro tasso di criminalità e di morti ammazzati per strada. Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio e faglielo sentire: porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo. Avevo sputato fuori queste frasi esagerate per far capire loro che non ero disposto a farmi piegare dalle minacce. Una settimana dopo, un capo storico viene da me e pretende ancora le mie scuse. Io risposi, non devo chiedere scusa a nessuno di voi, se vi va bene perfetto, altrimenti ciao”. Da qui le reazioni degli Ultras con un comunicato pubblicato nella giornata odierna prima della partita contro il Cagliari.

Il comunicato degli Ultras nerazzurri

Ecco la replica del tifo organizzato che scandisce diversi episodi. In primi quello col Sassuolo: ”Alziamo le mani in segno di resa. Allucinante. La prima domanda che viene da farsi è: ma perché? Perché tante fantasie, inesattezze, squallide finzioni. Perché? Siamo sbigottiti, amareggiati, allibiti. Capita sotto mano il libro di Icardi. Follia pura. Mitomania. È una situazione strana, grottesca, ridicola. Autobiografia di un ragazzo di 23 anni. Già questo dà da pensare. Bugie. Bugie. Bugie. Fango per farsi ‘bello’, contro di Noi. Icardi è bugiardo quando racconta dell’episodio di Sassuolo. E ci piacerebbe non rivangare quella giornata dove i suoi compagni di squadra erano arrivati a prenderlo per il collo pretendendo da lui un atteggiamento meno arrogante nei confronti del popolo interista. Ma non perché la Curva è da temere, la Curva è semplicemente da rispettare. Nessuno deve avere paura di nessuno, basta avere la coscienza pulita, essere onesti, primariamente con se stessi”.
Altri temi affrontati nel comunicato sono l’invito snobbato e il contratto: Parla di bambini, s’inventa un episodio mai avvenuto per mostrarsi superiore a noi; come se non fosse sotto gli occhi di tutti che siamo l’unica Curva che ai bambini fa fare addirittura le coreografie. Come se chi c’era si fosse dimenticato di come sono andate realmente le cose e di chi ha provocato chi. Non vogliamo cadere nel triste e completamente fuori luogo teatrino di Icardi su chi si mostra più malandrino. Ed è patetico leggere certe cose.. parlando di noi: “Sono pronto ad affrontarli uno a uno. […] Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio e faglielo sentire: porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo”. Commentiamo? Meglio di no. Ci chiediamo come mai, quando scrive dei confronti con la minacciosa Curva Nord, si dimentica di raccontare di quando, sperando di trasmettergli la passione che contraddistingue il nostro essere, gli abbiamo chiesto di trovare un’oretta di tempo per passare al Covo, dove tutto nasce, per provare a capire veramente cosa c’è dietro a quei novanta minuti di gioco dove dovremmo essere tutti uniti”.  
Sul contratto: “Icardi purtroppo non sa cosa sia il rispetto. Nella sua testa, evidentemente, qualcosa gira all’incontrario. In fondo abbiamo sempre voluto credere che fosse un bravo ragazzo, giovane, un po’ pirla (come tanti), a tratti eccessivo, a volte inopportuno, ma comunque una presenza pulita. Adesso come facciamo? Come possiamo comportarci? Sarebbe forse più comodo riderci su, bisognerebbe piangere, di sicuro non possiamo far finta di niente. Perché tutte le falsità concentrate in quelle tre pagine di libro sono inaccettabili.  Ci dipinge come oscure figure minacciose che ruotano intorno all’ambiente Inter pretendendo chissà cosa. Quando l’unica cosa che chiediamo è impegno ed onestà. Perché tifiamo Inter da prima che Icardi nascesse, perché l’Inter per noi è un conto in banca a perdere, non certo un rinnovo di contratto all’anno a suon di milioni.”
Infine si parla di bonus finiti: “Ma come si fa a dar credito ad una persona che scrive: “Se siete dei veri tifosi dovete applaudire quando si vince ma anche quando si perde”. Quando è alla luce del sole ed inappuntabile il fatto che la Curva Nord, a costo di incorrere nei mugugni del resto dello stadio, dà sempre ha come priorità quella del sostegno costante alla squadra a prescindere dal risultato. Attenuanti? Nessuna. I bonus sono finiti. Noi non pretendiamo di essere capiti, adulati o accettati. Noi siamo Ultras. Siamo irrazionale passione. Non siamo Angeli, né tanto meno diavoli. Siamo il Cuore che tutto Dona per la Follia di un Incondizionato Amore”. 
UN CAPITANO – “Però un concetto dovrebbe essere chiaro a tutti: il capitano dell’Inter non può permettersi tali dissennate uscite. Un individuo del genere non può indossare la fascia di capitano. A prescindere dal nostro pensiero, esulando dalla nostra presa di posizione. L’Inter non lo merita. Scritto ciò, per essere chiari, specifichiamo: Icardi con Noi ha chiuso.  TOGLITI LA FASCIA. PAGLIACCIO. Questo, ora si, lo pretendiamo”.
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