Intralot, la FIGC precisa: “Nessuno sponsor sulla maglia”. Ma la polemica infuria

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui
Guglielmo Angelozzi, l'allenatore Gian Piero Ventura, Michele Uva presentano la maglia azzurra con lo sponsor Intralot Photo LaPresse - Jennifer Lorenzini

Guglielmo Angelozzi, l’allenatore Gian Piero Ventura, Michele Uva presentano la maglia azzurra con lo sponsor Intralot
Photo LaPresse – Jennifer Lorenzini

Getta benzina sul fuoco la FIGC sullo scandalo dello sponsor Intralot sulla maglia azzurra: l’annuncio dato nella giornata di ieri dell’avvenuta partnership con l’azienda di scommesse sportive ha sollevato una levata di scudi senza precedenti, ed ecco quindi arrivare questo pomeriggio la precisazione da via Allegri.

Intralot sulla maglia azzurra: il comunicato di ieri della FIGC

Facciamo un passo indietro e ricapitoliamo il casus belli: il 4 ottobre un comunicato ufficiale diramato dalla Federazione annuncia urbi et orbi l’intesa fino a tutto il 2018 con Intralot, “brand leader nel mondo del betting e società del gruppo Gamenet – si legge nel testo – uno dei maggiori concessionari di gioco in Italia“, che diventa così Premium Sponsor della maglia azzurra. L’obiettivo, si legge nel comunicato, è creare “dei percorsi per dare forza a diversi progetti di utilità sociale e di interesse pubblico, tra cui l’accessibilità diffusa allo sport, il sostegno dei giovani talenti e la lotta contro le varie forme di illegalità che possono colpire il mondo del calcio e del gioco“: come questo avverrà non è specificato, ma tant’è che il Presidente FIGC Carlo Tavecchio rilancia a proposito di questa partnership affermando che sia “incentrata sui valori visto che una parte fondamentale dell’accordo prevede l’impegno in attività sociali, rafforzando così il lavoro della Federcalcio nella promozione della cultura della legalità e per la diffusione di comportamenti consapevoli all’interno del mondo del calcio”. Stessi concetti espressi dal Direttore Generale Michele Uva, secondo cui questa alleanza con Intralot punti a combattere, con un percorso socio-educativo, la piaga della ludopatia.

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Intralot sulla maglia azzurra: le reazioni

Tutto a posto quindi? Per niente. Si alza un polverone senza pari: abbiamo riportato nelle nostre pagine la voce autorevole di Claudio Ranieri che ha espresso i propri dubbi al riguardo , ma sono molti e con varie gradazioni di sdegno a stigmatizzare l’accordo.
Uno che di Nazionale se ne intende come Alessandro Altobelli, campione del mondo 1982, ha parlato in una intervista alla Stampa di “brutto esempio” e di “vergogna” e anche il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori Damiano Tommasi ha espresso la propria preoccupazione.
Non sono mancate le associazioni cattoliche sportive e non che si sono fatte sentire con forza, come il Centro Sportivo Italiano che, per bocca del presidente Vittorio Bosio esprime “spavento” per come si “confondano i piani” tra sport ed azzardo, e si chiede quali siano i valori culturali che si vogliono esprimere con questo affare annunciato ieri.
Anche l’Aiart, Onlus che tutela gli spettatori dei media, ha detto la sua parlando nientemeno di “ennesima prepotenza istituzionale dal rischio sociale altissimo“, oppure Pax Christi (“scelta da cartellino rosso“) ed ancora il Forum Famiglie con il presidente De Palo per cui “non è pensabile che la Nazionale di calcio, simbolo di un intero Paese, amata e seguita dai nostri ragazzi, diventi una bandiera delle scommesse e dell’azzardo” ed auspicando una campagna contro il gioco d’azzardo con testimonial gli azzurri stessi; infine, un editoriale del direttore di Avvenire Marco Tarquinio, dall’eloquente titolo “Azzurro Vergogna“, parla senza troppi giri di parole di sponsor “vietato ai minori” e bordate del tipo “vogliamo credere che l’intesa verrà denunciata e smontata, anche solo per lo spregiudicato aggiramento dei troppo pochi e troppo bassi argini oggi posti all’azzardo e alla sua pubblicità.
Il Codacons è passato alle vie di fatto, denunciando addirittura la FIGC alla Procura di Roma ed annunciando un ricordo al Tar per chiedere l’annullamento del contratto che lega la Figc ad Intralot, spingendosi persino a richiedere al Coni il commissariamento della Federazione. Anche l’Adoc (“connubio molto pericoloso a livello d’immagine nel contesto della lotta al gioco d’azzardo e alle scommesse”) e Federconsumatori e Adusbef (“vergognoso e inaccettabile“) hanno tuonato contro la partnership.  Si sono fatti sentire anche la Consulta Nazionale Antiusura Giovanni Paolo II e il Cartello Insieme contro l’Azzardo che considerano intollerabile l’accostamento al gioco d’azzardo con il gioco agonistico per eccellenza, ovvero il calcio.
Si è mossa anche la politica: tante le voci dai vari partiti contro l’accordo (dal Movimento 5 Stelle fino a Sinistra Italiana) fino ad arrivare al Governo con le critiche del viceministro dell’Interno Filippo Bubbico. In questo ore arriva anche una interrogazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri da parte della senatrice e membro della Commissione Antimafia Donatello Albano, che si chiede se questa sponsorizzazione rispetti quanto previsto dal Decreto Balduzzi che, ricorda la senatrice, “vieta la pubblicità del gioco d’azzardo con vincite in denaro nelle trasmissioni televisive, radiofoniche, cui potrebbero assistere dei minori, nonché sui giornali, su riviste e pubblicazioni e via internet se queste pubblicità esaltano come positiva la pratica del gioco d’azzardo”.

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La precisazione della FIGC

Ecco quindi arrivare ai microfoni dell’Ansa la precisazione della FIGC:  “Nessuno sponsor sulla maglia azzurra“. La Federazione del Presidente Tavecchio spiega:”E’ bene chiarire che accordi di questo tipo non prevedono alcun logo sulla maglia, che rimane del tutto pulita (come da regole Fifa), e neppure sulle tute. L’immagine che si vede in giro è solo una photo opportunity, un dono di tipo personale come quelli fatti tante volte a sponsor, politici, appassionati e giornalisti“.
Una tempesta in un bicchier d’acqua insomma: prima di montare una polemica del genere sarebbe stato corretto dare uno sguardo alle citate regole Fifa. Ma se anche Intralot non sarà presente nelle maglie di Buffon e soci, la frittata ormai è fatta: la photo opportunity ha colpito nell’immaginario collettivo sensibile al problema della ludopatia,con una premium sponsorship comunque ben salda visto che un network di scommesse sportive andrà a braccetto con la Nazionale per i prossimi due anni, comparendo negli sponsor board e nei vari canali di promozione della selezione azzurra. Sta di fatto che questa polemica rappresenta un brutto colpo d’immagine per una Nazionale che, nonostante le simpatie attratte durante gli Europei, fatica ad entrare nei cuori dei tifosi e per Tavecchio che negli ultimi tempi aveva fatto dimenticare scivoloni e gaffe involontarie con successi internazionali (l’appoggio alla candidatura per Gianni Infantino alla Fifa e Aleksander Čeferin all’Uefa) e la sacrosanta battaglia per le riforme nel mondo del calcio come la riduzione delle squadre nei campionati professionisti.

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