League Cup: questione minore?

Pubblicato il autore: andrea nervuti Segui

Carling_Cup_2010_1Una delle bellezze del calcio d’Oltremanica, è senza dubbio il valore assoluto che viene attribuito ad ogni singolo incontro. Sia esso di campionato, di F.A. Cup (in particolar modo), di coppa di lega o di un qualsivoglia torneo dilettante di “non league”. Nessuno vuole perdere, ci mancherebbe, e gli allenatori schierano sempre le migliori formazioni disponibili, anche se le partite risultano essere a distanza ravvicinata. Nessun “turn over” o meglio, nessuna “rotation” come amano dire gli anglosassoni. O almeno così era.Da qualche tempo infatti, sembra che le cose stiano lentamente mutando. Con l’arrivo di tecnici “latini” (italiani in primis, ma anche sudamericani e spagnoli) in terra d’Albione, quest’antica tradizione ha cominciato inesorabilmente a modificarsi. In Inghilterra ci sono 3 trofei principali, e se il campionato e la coppa più vecchia del mondo (la storica F.A. Cup) hanno quasi lo stesso valore, la meno prestigiosa Coppa di Lega, ora denominata EFL ( English Football League Cup) induce sempre più manager a “snobbare la competizione”. Mi spiego meglio: il Chelsea che è stato eliminato dal West Ham nel derby del London Stadium, schierava dall’inizio Chaloboah, Aina, Begovic e Batshuay (lasciando a riposo Costa, Hazard, Matic e Pedro). Risultato finale: Hammers 2 (11’ Koyuate; 48’ Fernandes;), Blues 1 (94’ Cahill). Lo stesso discorso è valido per il City di Pep Guardiola, impegnato nel derby di Manchester contro lo United. Dall’inizio sono partiti Caballero in porta, Maffeo in difesa, Garcia a centrocampo e Sane in attacco. Risultato finale? Neanche a dirlo: Red Devils 1 (54’ Mata) Citizen 0.

Tuttavia, l’esempio assoluto di questo concetto, è stato il Tottenham di Mauricio Pochettino(Toh, un altro “latinos”). Qui non basta nominare qualche esclusione eccellente, qui bisogna elencare tutto lo “Starting Eleven” degli Spurs scesi in campo ad Anfield Road, per sottolineare il concetto.

Vorm fra i pali. Linea difensiva a 4 composta da Trippier a destra, Vickers e Wimmer come centrali con  Davies largo a sinistra. Centrocampo con Dier e Wings in mezzo, Onomah a destra, N’Koudou a sinistra e Carroll come trequartista. Unica punta Janssen

Indovinate un po’ chi ha passato il turno…

Ovvio, il Liverpool si è imposto per 2 a 1 grazie alla doppietta di Sturridge (9’ e 64’) che ha reso completamente inutile il rigore di Janssen  ssiglatoal 76esimo.

Tutto questo per dire che, alla fine, con l’ufficiosa rinuncia di alcuni grandi club ad impegnarsi in questo terzo (e per molti quarto) cammino stagionale, potrebbero emergere il prestigio di qualche nobile decaduta (vedi il Newcastle) o la voglia di riscatto di un club in astinenza come il Liverpool. Qualcosa che potrebbe sicuramente fare del bene al calcio.

Questi i risultati degli Ottavi di finale.

Manchester United vs. Manchester City 1-0

Liverpool vs Tottenham 2-1

Southampton vs Sunderland 1-0

West Ham vs Chelsea 2-1

Bristol City vs Hull City 1-2

Leeds v. Norwich 3-2

Newcastle vs Preston 6-0.

Accoppiamenti quarti di finale.

Liverpool v Leeds

Man United v West Ham

Arsenal v Southampton

Hull City v Newcastle

Una curiosità. Nel lontano 1967 i londinesi del Queens Park Rangers vinsero la League Cup pur essendo una squadra impegnata nel campionato di terza divisione. Al termine della battaglia di Wembley, vinta per 3 a 2 contro il WBA, gli Hoops divennero (e lo sono ancora tuttora) l’unico club di Third Division ad aver alzato un trofeo.

 

 

 

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