L’editoriale di Ugo Russo – Juventus, é già fuga importante. Ed ora Italia-Spagna

Pubblicato il autore: Ugo Russo Segui

fuga juveIl campionato si concede un’altra sosta e lo fa con la “solita nota” in testa, la Juventus, con già un buon margine di punti di vantaggio sulla seconda, il Napoli, che ha deluso nell’ultima apparizione di Bergamo, e poi un’accozzaglia di squadre alle spalle che arrancano per cercare di accaparrarsi posizioni di prestigio.
Ha sbagliato, finora, due partite la compagine campione d’Italia in carica: quella con l’Inter persa dopo che a 20 minuti dalla fine era in vantaggio, e quella di Palermo che ha interpretato male per una evidente deconcentrazione sul piano del gioco. Al Barbera, pero’, ha guadagnato tre preziosissimi punti grazie ad una autorete che ne ha un po’ mascherato i difetti manifestati nell’occasione.
Per il resto la solita grande squadra, nettamente superiore a tutte le altre del nostro campionato e Higuain sugli scudi con i sei gol realizzati (più uno in Champions).
Napoli deludente con l’Atalanta, scrivevamo sopra, ma sempre quella squadra che pare l’unica che possa opporsi, sia pure non in maniera ravvicinata e pressante, ai bianconeri. Lo stop del massimo torneo sembrerebbe una manna per i partenopei per recuperare, come condizione fisica, pedine fondamentali, Hamsik in testa, ma così non sarà: 13 giocatori azzurri hanno raggiunto i ritiri delle rispettive nazionali e torneranno a Soccavo, a disposizione di Sarri, solo pochi giorni prima della gara del San Paolo contro la Roma.
Ecco, proprio la Roma. Opposta domenica sera all’Inter la formazione giallorossa ha fin qui disputato la migliore partita della sua stagione, meritando la vittoria anche se accompagnata da un pizzico di fortuna quando Banega ha colpito il palo e sulla doppia deviazione di Perisic e Icardi sul nuovo vantaggio interno di Manolas che ha messo fuori causa Handanovic. E non sono pochi quelli che hanno visto una posizione molto dubbia di Dzeko sul primo gol-Roma; sarebbe il colmo dopo che i giallorossi hanno avuto sino a questo momento cinque rigori (e non facciamo fare classifiche al riguardo e sugli errori arbitrali ad ex curvaioli che diminuiscono il reale numero di rigori avuti dalla loro squadra…) , almeno due dei quali regalati. E a dire il vero il penalty più clamoroso é stato quello negato loro a Firenze. Forse quelli che parlano dell’episodio di Dzeko e di altri della medesima gara sono stati ingannati dai colori delle maglie delle due squadre: in un’epoca in cui non ne possiamo più di vedere ogni giorno tantissime brutte partite, e ciò per volere delle televisioni, commerciali e non, che monopolizzano ormai tutto, cosa ci voleva. Non era il caso che una delle due giocasse i maglia bianca? Specie nelle inquadrature a campo lungo, con casacche scure di entrambe, si distingueva pochissimo. Ma alla fine che problema c’é se a rimetterci é sempre il telespettatore?
No, torniamo a bomba e ribadiamo: il successo con l’Inter stavolta é meritato, Inter che parecchi hanno visto fare un buon match. Ma dove? Difesa ridicola dove si salva un solo uomo, il portiere; centrocampo che tiene molto la palla ma senza idee; e davanti quando Icardi non é in giornata… Ecco perché pensiamo che la posizione attuale in graduatoria dei nerazzurri sia quella giusta e hanno pure tanti problemi in Europa League.
Un rapido sguardo alle altre terze assieme alla Roma. La migliore di tutte come gioco e profusione di autorità sembra essere la Lazio, ora che ha recuperato elementi fondamentali nel suo scacchiere tattico come De Vrij, Keita e Felipe Andreson. Vero é che mancherà ancora (e chissà per quanto tempo) Biglia ma il dominio, la naturalezza e la padronanza nelle giocate manifestati, ad esempio, a Udine sono da equipe che va messa subito dopo Juventus e Napoli.

Il Milan? Un capitolo a parte per raccontare come una formazione che non merita i punti che ha si trova, invece, in alta quota. Anche qui bisogna parlare di rigori avuti a favore con molta generosità o non dati agli avversari (vedi l’ultima partita con il Sassuolo). Gioco non eccezionale, continuità ancora meno. In questo bailamme, se non altro, la scoperta e la conferma di giovani dal sicuro avvenire come Locatelli, Suso e Donnarumma.
Infine il Chievo. Una squadra rimasta praticamente la stessa dello scorso anno dove era partita per salvarsi, poi chiuse a metà classifica. Ma con tutto il rispetto per Maran e la sua truppa, se sabato i veronesi si sono trovati per tre ore da soli ad occupare la terza piazza, tra l’altro e per giunta dopo ben 650 minuti giocati, mala tempora currunt per il nostro calcio, bisogna meditare bene.
Ed ora la nazionale con due partite valide per le qualificazioni mondiali contro Spagna e Macedonia. Incontri da affrontare con la massima attenzione, tenendo presente che in ogni girone passa la prima e per le seconde c’è l’ostacolo spareggi. Specie contro le “furie rosse” (gara che giocheremo in casa, l’altra si disputerà a Skopje) la speranza é che l’influsso positivo dello “Juventus stadium”, quasi sempre foriero di affermazioni per il club bianconero, si trasmetta tale e quale agli azzurri della nostra nazionale. Sarebbe importantissimo.
L’undici iberico é in fase di ricambio generazionale, ha un nuovo tecnico (Lopetegui che ha preso il posto di Del Bosque), ma il primo match giocato per le qualificazioni é stato addirittura scoppiettante, 8-0 al pur modesto Lichtenstein.
Più abbordabile, anche se non va trascurato il catino rovente dell’Arena Philip II (o Filip II, come troverete scritto su alcuni giornali) che pare, sia pur con le debite proporzioni (metà capienza) e importanza, San Siro, e per questo da non prendere sotto gamba, il match con i macedoni tre giorni dopo.
Macedonia che all’esordio in un incontro prima interrotto per il maltempo sull’1-1 e poi ripreso il giorno dopo ha perso con il minimo scarto in Albania.
Per Ventura sarà la vera prova del fuoco, dopo il successo in Israele, per cercare di mettere a frutto schemi e consistenza del gruppo. Tra i convocati, in pratica, nessuna novità e chiamata per sei “stranieri”: Angelo Ogbonna (West Ham), Domenico Criscito (Zenit San Pietroburgo), Matteo Darmian (Manchester United), Marco Verratti (Paris Saint-Germain), Graziano Pellè (Shandong Luneng), Nicola Sansone (Villareal).

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