Luis Suarez contro il Pallone D’Oro: “E’ solo una questione di marketing”

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui
Luis Suarez con la Scarpa d'Oro 2016 AFP PHOTO/ LLUIS GENE

Luis Suarez con la Scarpa d’Oro 2016
AFP PHOTO/ LLUIS GENE

Luis Suarez non è certo uno di quei sportivi che le manda a dire, e questa volta alza il tiro e lancia una bordata contro il massimo riconoscimento calcistico individuale, ovvero il Pallone d’Oro.

Le dichiarazioni di Luis Suarez dopo la vittoria della Scarpa d’Oro 2016

Il fatto è avvenuto nella conferenza stampa dopo la vittoria della Scarpa d’Oro 2016, riconoscimento conferito al miglior marcatore della stagione tenendo conto anche del grado difficoltà del campionato in cui gioca: le 40 reti realizzate nel 2015/2016 hanno consentito al calciatore uruguaiano di portare a casa il secondo premio di questo genere della sua carriera dopo la stagione 2013/2014, superando Gonzalo Higuain (a quota 36 reti con il Napoli) e Cristiano Ronaldo (35 marcature con il Real Madrid).
Parlando con i giornalisti accorsi alla conferenza stampa, l’attaccante del Barcellona ha espresso la sua ammirazione per il calcio olandese e la gratitudine all’Ajax (“L’Olanda è il Paese dove ho imparato di più. E ‘una scuola che ti insegna l’aspetto tecnico, ad essere ambiziosi e nel crescere negli aspetti fisici. Potessi tornerei indietro per ringraziare l’Ajax per avermi lanciato nel mondo del calcio“) ed elogiato il compagno di squadra Arda Turan, in gran spolvero nel ruolo di vice Messi dopo la precedente stagione in chiaroscuro. Suarez ha inoltre ammesso come sia stato più difficile vincere la Scarpa D’Oro 2013/2014 con il Liverpool (“Il calcio inglese è molto difficile e complicato“) rispetto all’attuale riconoscimento (“Non dico che questa vittoria con il Barcellona abbia meno meriti, ma i compagni di squadra qui ti facilitano il lavoro che spesso devi soltanto spingere la palla“).
Ancora, ha previsto la crescita dell’attaccante del Borussia Dortmund Pierre-Emerick Aubameyang (“Molto rapido e veloce“) che secondo lui potrà diventare uno dei migliori in Europa il prossimo anno e parlato dei valori con cui crescono i giocatori che come lui si sono formati sin da bambini sulla strada (“Le persone che mi conoscono sanno che non ho cambiato il modo di essere, ho sempre vissuto con la stessa passione. Ai bambini che sognano di diventare un calciatore consiglio di non perdere l’ambizione e rimanere sé stessi, e continuare a fare affidamento su di loro anche se hanno meno qualità rispetto agli altri“).
Secondo Luis Suarez, il Manchester City è in predicato di vincere la Premier e alla domanda se il Mondiale in Russia sarà il più importante della sua carriera, l’attaccante del Barça fa sfoggio di prudenza: “Spero di sì, ma prima bisogna qualificarci. Ma abbiamo questa ambizione con la Selecciòn“.

La polemica di Luis Suarez contro il Pallone d’Oro

Ma quando un giornalista gli chiede se il prossimo obiettivo sarà il podio del Pallone d’Oro, Suarez lancia il siluro: “Il Pallone D’Oro si vince grazie al marketing e alla stampa, quelli cioè che poi maneggiano i risultati che noi otteniamo in campo, più che per questi ultimi.[…] La Scarpa D’Oro è per chi realizza gol e nessuno me l’avrebbe potuta togliere“. Per l’uruguaiano, in pratica, il premio che ha appena ricevuto è per meriti oggettivi rispetto al riconoscimento di France Football che viene dato al giocatore più capace nel vendere sé stesso e con un ottimo ufficio stampa: “Non ho possibilità con il Pallone D’Oro perché lì pesa l’aspetto del marketing che io non ho“.
Suarez non si ritiene quindi all’altezza di poter impensierire il duo Messi-Ronaldo che veleggia verso l’ennesimo duello per accaparrarsi il riconoscimento, né per dare l’assalto al podio, figurarsi vincerlo: per quello il favorito è Messi, “il migliore della storia” per il suo compagno di squadra.
L’attaccante però non nasconde altre ambizioni, come vincere un’altra Champions dopo quella ottenuta con il Barcellona nel 2014/2015, e alla domanda finale se Messi e Ronaldo siano per lui un incentivo a fare gol lui risponde cristallino: “Non mi paragono a nessuno. Ho il mio modo di giocare e di essere calciatore, che è differente. Il mio ruolo è di aiutare la squadra. Se arrivano premi individuali come la Scarpa D’Oro, beh, ben vengano perché sono un cannoniere e a volte un po’ egocentrico. Ma i tuoi compagni di squadra non permettono che tu possa essere troppo concentrato su te stesso e a volte non puoi non essere grato per questo“.

  •   
  •  
  •  
  •