Nazionale – Da Chinaglia a Pellè: le intemperanze in maglia azzurra [VIDEO ]

Pubblicato il autore: Pietro D'Alessandro Segui

Giorgio_Chinaglia_Nazionale
La mancata stretta di mano al Commissario Tecnico Giampiero Ventura, che gliela aveva porta, dopo l’uscita dal campo a sostituzione avvenuta e i successivi mugugni sono costati cari a Graziano Pellè. A nulla sono servite le scuse immediate dell’attaccante pugliese: l’attaccante è stato escluso dalla Nazionale.
Il comunicato federale apparso sul sito della Federazione Italiana Giuoco Calcio non ammette repliche: “Il commissario tecnico Giampiero Ventura, d’intesa con la Figc, ha deciso di escludere il calciatore Graziano Pellè dalla lista dei convocati per la gara con la Macedonia in programma domenica 9 ottobre a Skopje, per il comportamento irrispettoso tenuto al momento della sostituzione durante la gara di ieri con la Spagna. Far parte della Nazionale comporta infatti la condivisione di valori e l’assunzione di atteggiamenti consoni alla maglia azzurra, a partire dal rispetto nei confronti dello staff, dei compagni di squadra e dei tifosi. Il calciatore farà ritorno oggi nel proprio club di appartenenza”.
Pellè si era scusato con un post su Instagram: “Purtroppo mi capita nuovamente di fare una cavolata. Un comportamento inaccettabile, nei confronti del mister in primis e di riflesso dei miei compagni, che hanno sempre dimostrato di avere dei valori importanti all’interno di un fantastico gruppo Italia. Come ogni errore grave, si subiscono sempre delle conseguenze. Ed è giustissimo che io mi prenda delle responsabilità sull’accaduto. Era doveroso rivolgere le scuse di cuore a tutti”.
Le dichiarazioni dei compagni di squadra della Nazionale, con il capitano Gigi Buffon in testa, testimoniano quanto il gesto di Pellè sia stato condannato dall’intero spogliatoio azzurro e sono a contempo una manifestazione di stima e di affetto verso il compagno che ha sbagliato.

Nazionale: le precedenti intemperanze in maglia azzurra

Ai tempi di Prandelli vigeva in Nazionale “il codice etico” secondo il quale “i calciatori che si rendono protagonisti di azioni aggressive e/o antisportive non saranno convocati in Nazionale.” Ma, come ogni cosa soggetta ad interpretazione, il “codice etico” fu oggetto di critiche e contestazioni perché non “uguale per tutti”. Ne è testimonianza il comportamento verso Mario Balotelli, che, squalificato per tre giornate in campionato per le frasi ingiuriose verso l’arbitro Banti in Milan-Napoli del 22 settembre 2013, venne tuttavia convocato da Prandelli in Nazionale, suscitando i mugugni di De Rossi e Osvaldo, verso i quali il “codice etico” era stato in precdenza applicato con severità.
Ma anche prima dell’avvento del “codice etico”, si erano verificate intemperanze da parte di giocatori in maglia azzurra. Nei Mondiali del ’74, giocati nella ex Germania Ovest, fu “Giorgione” Chinaglia a mandare a quel paese l’allora Commissario Tecnico Ferruccio Valcareggi, colpevole di averlo sostituito con Anastasi durante la partita Italia-Haiti peraltro vinta dagli azzurri 3 a 1. Il “gestaccio” di Chinaglia, comunque, fu solo criticato e condannato senza che venisssero presi provvedimenti disciplinari.

Dopo Chinaglia, fu Andrea Carnevale durante i Mondiali di Italia 90 a mandare all’inferno Azeglio Vicini, che aveva ordinato il suo cambio con Anastasi. Anche il “divin codino” Roberto Baggio è stato protagonista di intemperanze in maglia azzurra con quel “questo è matto” indirizzato ad Arrigo Sacchi, che, durante Italia Norveglia ai Mondiali Usa ’94, lo aveva sostituito per far entrare Luca Marchegiani al posto di Pagliuca espulso.

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