Ranocchia Inter: “Da tre mesi sono seguito da un mental training”

Pubblicato il autore: Giancarlo Fusco Segui

Caso Ranocchia scoppiato: il difensore nerazzurro si sfoga dopo il periodo buio vissuto, messo sempre in discussione dai tifosi che non hanno mai perso tempo a contestarlo

Ranocchia

Caso Ranocchia, il difensore ha attraversato un periodo buio

I tifosi dell’Inter associano da sempre il periodo buio della squadra nerazzurra ad Andrea Ranocchia mettendolo in prima linea sul tavolo degli imputati inondandolo di fischi e insulti, talvolta anche pesanti. Il difensore, però, non ci sta più e ha deciso di sfogarsi, in maniera molto educata come è nel suo stile, “denunciando” la situazione venutasi a creare in questi anni.

Caso Ranocchia Inter, il difensore sente pregiudizio nei suoi confronti

Andrea Ranocchia sarebbe potuto essere uno dei difensori più forti d’Italia come lo è poi diventato Leonardo Bonucci nella Juventus, tuttavia qualcosa non è andato come ci si augurava con la carriera del calciatore che ha seguito di pari passo la parabola altalenante della società del Corso Vittorio Emanuele. Il punto più basso è stato raggiunto la scorsa stagione quando non solo gli è stata tolta la fascia di capitano a favore di Mauro Icardi ma, Mancini ha preferito farlo partire nella finestra di mercato di gennaio 2016 con destinazione Sampdoria dove, Ranocchia ha fatto ricredere tutti disputando una buona seconda metà di stagione.
Ora, però, il difensore non ci sta più e intervistato dal Corriere della Sera ha voluto dire la sua in merito alla situazione creatasi: “Sento un pregiudizio su di me, sembra che all’Inter non abbia vinto solo io. Ma il periodo negativo non è stato solo mio, è stato dell’Inter. In sei anni avrò visto passare un centinaio di giocatori, oltre a tre presidenti e proprietari. Ma tutto questo cambierà. Da tre mesi vado in un centro in cui mi seguono dal punto di vista fisico e psicologico. E’ lì che tiro di boxe, per esempio. E poi c’è una persona con cui parlo. Non è uno psicologo, è laureato in fisioterapia ma è anche esperto di mental training. Parlare con lui mi è servito a capire che quasi niente nella vita è irrimediabile. E anche quello che lo è non è detto che sia un male. Puoi subire critiche, insulti, denigrazioni. Ma se lavori tantissimo, ti impegni, vesti una maglia che milioni di persone vorrebbero vestire, la tua famiglia sta bene: ecco, se hai consapevolezza piena di tutto questo, è meno difficile volgere in positivo le cose che non vanno. Non c’è una ragione precisa che mi ha spinto a prendere questa decisione. Una persona fa delle cose quando è pronta a farle. Io, per esempio, con tutto quello che mi è successo in carriera, ora so come fare a dare una mano, so che posso aiutare“.

Scoppiato il caso Ranocchia: il difensore ne ha anche per Mancini

Andrea Ranocchia ha parlato anche della fascia di capitano toltagli improvvisamente e se pur  non ha puntato il dito contro Roberto Mancini ha lasciato spazio a qualche dubbio perché per sua ammissione qualcosa è accaduto anche se ha preferito non parlarne in questo momento della carriera.
Il difensore è voluto tornare anche sull’esonero di Mancini riferendo che in ritiro si percepiva che qualcosa si era incrinato tra il tecnico e la società e la soluzione presa era solo una logica conseguenza del tutto.
In pratica all’Inter, almeno fino a qualche mese fa, si viveva in uno stato di confusione niente male.

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