Uno sguardo al futuro, l’Italia che verrà

Pubblicato il autore: Masi Vittorio Segui

Belotti-A                   Andrea Belotti, classe 93′, sarà con ogni probabilità il nuovo centravanti della Nazionale Azzurra

Da qualche mese, oramai, Giampiero Ventura ha preso le redini della Nazionale italiana di calcio, ereditando il posto di Antonio Conte, nel frattempo approdato sulla panchina del Chelsea in Inghilterra. Come visto anche con la Spagna, non manca di certo il lavoro per l’ex allenatore del Torino. Ci vorrà ancora del tempo perchè si possa vedere in azzurro il marchio di fabbrica di Ventura, in particolar modo per quel che concerne il tipo di gioco voluto dal nuovo ct. Cambieranno anche gli interpreti, o almeno alcuni di essi, dopo l’avventura ad Euro 2016. Vedasi Simone Zaza, oramai fuori dal giro, vista anche l’esplosione di Andrea Belotti. Ma, se volessimo compiere un viaggio nel futuro, come potrebbe cambiare lo scacchiere della Nazionale azzurra da qui a sei, sette anni?

SICUREZZA IN PORTA, CENTRALI GIOVANI MA GIA’ “VETERANI”
Idealizzando un 4-3-3, partiamo dalla retroguardia. In porta, ad oggi, i due possibili successori di Gianluigi Buffon sono senza dubbio Mattia Perin del Genoa e Gianluigi Donnarumma. Seppur il milanista sia un classe 99′, il carattere e la personalità non gli mancano di certo. Una possibile linea difensiva a quattro, quindi, vedrebbe in Alessio Romagnoli e Daniele Rugani i due centrali, mentre sulle fasce largo a Davide Calabria e Cristiano Biraghi. Anche in questo caso troverebbero spazio due elementi rossoneri, a testimonianza della bontà del lavoro svolto del settore giovanile del Milan. Altri due possibili nomi sono quelli di Davide Zappacosta, seppur un pò smarritosi dopo l’esplosione a Bergamo, e Mattia Caldara, prodotto del vivaio atalantino.

CENTROCAMPO DI QUANTITA’ E QUALITA’
Passando al centrocampo, sono diversi i nomi che potrebbero trovare spazio in azzurro. Daniele Baselli, Valerio Verre e Daniele Cataldi, ad esempio, formano un trio non certo povero di grinta e tecnica. Il primo possiede dinamismo e buone capacità realizzative; il secondo è probabilmente quello con i piedi più educati, ed il terzo spicca per corsa e grinta. Insomma, sulla carta tre giocatori che si completano. Ma le alternative non mancano di certo. Basti pensare ad un altro giocatore del Torino, Marco Benassi, peraltro convocato proprio da Giampiero Ventura dopo l’Infortunio di Riccardo Montolivo.
O, ancora, a Stefano Sturaro, classe 93′ ma non nuovo alla maglia azzurra, e Federico Bernardeschi, centrocampista capace di giocare anche come esterno offensivo. Anche in questo caso l’Italia del domani potrà contare su giocatori di sicuro affidamento e, perchè no, dotati di talento.

CENTRAVANTI VECCHIA SCUOLA ED ESTERNI
Si arriva, così, al trio d’attacco, ed anche in questo caso non manca il modo di sbizzarrirsi. Il già citato Andrea Belotti rappresenta al meglio la classica prima punta, di cui gli azzurri sono orfani già da un pò di tempo. Vero che Graziano Pellè gioca in quel ruolo, ma rispetto a nomi del passato, in primis Christian Vieri, il giocatore granata ha sicuramente un profilo più simile all’ex bomber nerazzurro. Possibile alternativa Manolo Gabbiadini, anche se a Napoli continua a trovare con fatica spazio. Gli esterni, invece, sono decisamente di tinta neroverde. Domenico Berardi e Matteo Politano, sotto la gestione di Eusebio Di Francesco, sono riusciti a farsi conoscere al grande calcio. Se il primo è già noto da diversi anni, il secondo si sta affermando proprio in quest’inizio di stagione; per lui già 2 reti in sole 7 presenze. I numeri di Berardi, invece, sono a dir poco impressionanti: ben 40 goal in 4 anni di Serie A, senza contare assist e rigori procurati. E tutto questo a soli 22 anni. Il nome Di Francesco, inoltre, potrebbe di nuovo essere stampato su di una maglia azzurra. Il figlio dell’allenatore del Sassuolo, Federico, si sta ritagliando dello spazio a Bologna e non solo. Con la maglia dell’Under-21 ha collezionato già 2 reti in sole 2 presenze. E sempre dal capoluogo romagnolo, un altro giocatore, da qui a qualche anno, ha le potenzialità per arrivare in Nazionale. Simone Verdi, anch’egli scuola Milan, sotto la gestione di Roberto Donadoni, sta regalando non poche gioie ai tifosi felsinei. Basti pensare allo spettacolare goal contro la Sampdoria. Proprio come Federico Di Francesco, anche lui predilige giocare largo sull’esterno.

BELOTTI E BERARDI CON L’UNDER-21

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