Roma, l’addio di Sabatini: “Totti merita il Nobel ma la sua presenza comprime il gruppo”

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui

as roma sabatini rescissione 2016Commosso saluto di Walter Sabatini alla “sua” Roma. Dopo l’ufficializzazione di ieri della rescissione del contratto tra l’ex Direttore Sportivo e la società giallorossa oggi Sabatini  è stato protagonista della conferenza stampa d’addio nel corso della quale ha toccato diversi, importanti, punti della sua avventura alla Roma, durata cinque anni. Se Totti merita il Nobel per quello che riesce ancora a fare in campo il più grande rammarico dell’esperienza romana di Sabatini  è quello di non essere riuscito a vincere lo Scudetto.

“Il mio ruolo di direttore sportivo per la Roma, lungo cinque anni, è stato un ruolo totale, la vita, la mia vita. Ho vissuto per la Roma e sono geloso di questo sentimento che. Non sarò più presente fisicamente ma resterò vicino alla Roma con il cuore e la passione. Continuerò a gioire per le sue vittorie ed a soffrire per le sconfitte. Lascio dopo cinque anni e senza aver vinto lo scudetto. E questa è la mia frustrazione, serena e terribile, una tristezza cupa e irreversibile perché ero e resto convinto che in questi cinque anni abbiamo costruito squadre per arrivare in alto, molto in alto. E non ci siamo arrivati. Perché? Non importa il perché, magari lo scudetto arriva quest’anno, la squadra è eccellente, l’allenatore eccezionale e io confido in un campionato sbalorditivo. Io credo di aver portato la Roma al tavolo dei grandi, ho fatto un mercato rissaiolo, ma ci sono sempre stato, non io, c’è stata la Roma”.
Infine Sabatini ha speso parole di grande stima nei confronti di Totti, un campione che però proprio a causa del suo carisma ha “limitato” la crescita del gruppo giallorosso.

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“Francesco Totti è una questione sociologica: tutti vogliamo Totti. Io gli darei il Nobel per la fisica, un Nobel per quello che ha regalato a tutto il calcio italiano e non solo, giocate che nessuno sarà più capace di riprodurre. Un Nobel per la fisica perché le sue traiettorie rimettono in discussione Copernico, Keplero… Però Totti porta una luce abbagliante che oscura tutto un gruppo di lavoro, e questa sua luce comprime la crescita di un gruppo, del gruppo.Tutti faticano a staccarsi da lui”.

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