Romeo Anconetani, il simbolo di un calcio romantico che non tornerà più

Pubblicato il autore: Francesco Mafera Segui

Nel giorno di quello che sarebbe stato il novantaquattresimo compleanno di Romeo Anconetani, a quasi 17 anni dalla sua scomparsa, Pisa ricorda il suo “presidentissimo” che continua a vivere nella mente e nel cuore dei tifosi nerazzurri

Romeo-Anconetani
Romeo Anconetani fu prima di tutto un grandissimo e sopraffino intenditore di calcio che, anche al netto di un cospicuo patrimonio economico, riuscì nell’impresa di realizzare un autentico miracolo sportivo: quello di portare il Pisa Sporting Club dalla Serie C alla Serie A, conquistando 2 Mitropa Cup, sfiorando l’Europa e facendo tremare le grandi del nostro campionato.

GLI INIZI

Romeo Anconetani era di origini triestine, si diplomò all’Istituto Artistico della sua città natale e in seguito si trasferì per lavoro a Firenze. Si innamorò della Toscana tanto da volersi stabilire li per il resto della vita. La sue prime esperienze nel mondo del calcio risalgono agli anni 60 quando fu dirigente di Empoli e Prato, dopo aver intrapreso per un decennio anche la carriera di giornalista. Proprio lui che con la categoria non è mai andato d’amore e d’accordo.
Rimaste celebri negli anni molte sue sfuriate contro gli intervistatori di turno nei pre e post gara: Romeo era un uomo irascibile, istintivo, ma vero, proprio come il popolo pisano, la “sua” gente, che qualche anno più tardi lo avrebbe accolto e infine “adottato” con immenso amore per formare quel legame che la sua leggenda immortale rende ancora oggi indissolubile.
Anconetani fu un dirigente brillante come pochi e molto lungimirante. Fu il primo ad esempio ad introdurre novità sostanziali all’interno del panorama calcistico nazionale, alcune delle quali destinate a rivoluzionare per sempre il mondo del calcio fino a renderlo così come lo conosciamo oggi: introdusse il sistema di prevendita dei biglietti e negli anni 60, meritandosi l’appellativo di mister 5%, divenne ricco consigliando talenti agli altri direttori sportivi ed incassando questa percentuale sui trasferimenti. Ma nel calcio Anconetani vedeva anche una ragione di tipo sociale e non solo un’opportunità di profitto per il proprio interesse: aveva un altissima considerazione del mondo della tifoseria organizzata, in cui si nella sua genuinità si identificava fino a diventare anch’egli tifoso, spesso ancora più scalmanato, sentimentale e attivamente partecipe degli stessi ultras. Lo si vedeva apparire sovente tra i gradoni della Curva Nord pisana e organizzava treni speciali per le trasferte dei tifosi andando personalmente ad accoglierli nelle stazioni di arrivo. Inoltre, essendo quasi ossessionato dalla scaramanzia, confidava in un rito diventato per lui come qualcosa di sacro: lo spargimento del sale in campo ogni domenica prima delle sfide di cartello o comunque importanti in chiave salvezza.

GLI ANNI D’ORO DEL PISA SPORTING CLUB

Nel 1978, Romeo Anconetani acquista a nome del fratello Adolfo il Pisa Sporting Club in Serie C per una cifra intorno ai 300 milioni di lire. In quegli anni Romeo fu costretto ad utilizzare un prestanome perchè radiato dal calcio per un presunto quanto poi infondato tentativo di corruzione ai tempi del Prato. La vittoria dell’Italia ai mondiali del 1982 gli valse poi il condono della pena.
Fu l’inizio della favola Pisa targata Romeo Anconetani: dalla fine degli anni 70 fino al 1994 il Pisa, infatti, disputa ben 6 campionati di massima serie. Le grandi sfide a Juventus. Milan e Inter, Napoli e Roma in una Arena Garibaldi stracolma di entusiasmo resteranno per sempre nella storia della città della Torre pendente.
Anconetani, a differenza degli altri suoi colleghi presidenti, non poteva contare su nessuna attività imprenditoriale alle spalle. Il calcio era il suo unico mestiere, le intuizioni geniali il suo unico motivo di guadagno. Fu uno dei più capaci “talent scout” degli anni 80 e si inventò campioni come Dunga e Simeone e creando plusvalenze milionarie come quelle di Bergreen alla Roma e Kieft al Torino. Era un combattente indomito e coraggioso, un personaggio anche abbastanza scomodo, che non accettava i soprusi dei poteri forti sulle piccole squadre. Era, in un certo senso, il porta bandiera delle piccole realtà provinciali. Lottava negli affari sul filo dei centesimi, sfidava senza alcun timore i potenti della Serie A. Un presidente a 360 gradi che assimilava alla figura del patron anche quella di dirigente molto competente e ambizioso. Mise tutte le sue capacità a servizio del Pisa, una creatura da proteggere a tutti i costi. Indimenticabili alcuni suoi interventi ai microfoni delle tv nazionali, come quando con tono abbastanza polemico e di aperta denuncia verso il sistema calcistico si “scagliò” verso Silvio Berlusconi, allora neo presidente del Milan: “Noi siamo piccoli. Abbiamo bisogno di guadagnare delle simpatie. Berlusconi è un personaggio a levatura europea e forse anche mondiale. Al calcio può dedicare solo una fetta del suo tempo. Io, invece, dedico al calcio tutta la mia vita. Ed è per questo che mi sento per lo meno pari a lui nell’ambiente del calcio..

ROMEO ANCONETANI IL “MANGIALLENATORI”

Romeo Anconetani godeva anche della fama di mangiallenatori, appellativo che gli fu affibbiato dopo innumerevoli cambi di guida tecnica. In 16 anni sulla panchina del Pisa vi furono ben 22 avvicendamenti. Spesso Romeo esonerava i tecnici per motivi futili per poi però pentirsene e richiamarli al loro posto. Uno Zamparini dei tempi che furono verrebbe da dire scherzosamente. Anconetani lanciò le carriere di molti allenatori allora sconosciuti come Agroppi, Materazzi Guerini e Lucescu.

IL MALEDETTO SPAREGGIO DI SALERNO E IL TRACOLLO

Nel 1994 però l’epopea del magico Pisa di Anconetani, dopo 16 anni di soddisfazioni indimenticabili si interrompe bruscamente. L’incantesimo svanisce nel peggiore dei modi per colpa di quel maledetto spareggio di Salerno per la permanenza in Serie B del Pisa contro l’Acireale. I calci di rigore condannano i nerazzurri alla retrocessione e successivamente al fallimento.

Ma Pisa non dimentica: la Pisa calcistica non può dimenticare colui che più di chiunque altro ha costruito la sua storia recente. il popolo nerazzurro è e rimarrà per sempre immensamente riconoscente alla figura intramontabile del suo ineguagliabile Presidentissimo. Il mito di Romeo Anconetani ancora oggi rivive e riecheggia  in quell’Arena Garibaldi storica e pervicace ai segni del tempo, indistruttibile nell’immaginario collettivo dei tifosi nerazzurri che sognano di poter rivivere o vivere per la prima volta gli splendori, le emozioni e il blasone di un tempo che solo il grande Romeo ha saputo regalargli.

 

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