Ronaldo a tutto tondo: “Capello poco sveglio. La moglie di Figo…”

Pubblicato il autore: giammarco bellotti Segui

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Luiz Nazario Da Lima, detto più semplicemente Ronaldo è una personaggio fantastico, mai banale. Sicuramente non è stato baciato dalla fortuna nella sua carriera da giocatore, ma è comunque una miniera di aneddoti, e quando viene intervistato regala sempre delle perle. Questa volta lo ha fatto sulle frequenze di Radio Onda Cero, un emittente brasiliana, in compagnia del connazionale Roberto Carlos. Tutti e due, ex calciatori dell’Inter e compagni di Nazionale verdeoro hanno passato molto tempo come compagni di squadra e hanno vissuto vari momenti di esaltazione e tristezza. Ecco gli argomenti trattati dal Fenomeno durante l’intervista per l’emittente radiofonica brasiliana.

Difficile non partire dai pesantissimi infortuni che ne hanno pregiudicato parte della carriera, ma che per fortuna non hanno impedito al suo genio di esprimersi sul campo da gioco. Ancora indelebili le immagini di Ronaldo che scende dall’aereo cluadicante dopo la finale dei Mondiali contro la Francia oppure l’infortunio contro la Lazio con la maglia dell’Inter. “Nei primi 10 anni di carriera mi sono allenato molto male, nel senso che hanno sbagliato metodo di allenamento con me. Molte volte dovevo correre come Roberto Carlos e Cafu e non potevo. Ho avuto tanti infortuni per colpa degli allenamenti collettivi. I miei sono stati stop pesantissimi: con il primo sono stato fermo un anno e quattro mesi, con il secondo un anno e due mesi. Ma sono stati due infortuni durissimi, non c’erano precedenti di giocatori di calcio con una lesione di quel tipo. Non si sapeva come curarli, non si conosceva la tecnica di fisioterapia. Ma io volevo tornare, il calcio era la mia vita. Non volevo lasciare il calcio per una lesione, ho sempre cercato di superarla”.

In carriera Ronaldo ha avuto tantissimi allenatori, e tutti sono concordi nel dire che il giocatore era un fenomeno, anche se poco professionale fuori dal campo. I ritardi e le serate non si contano sulle dita di cento mani. Ecco gli aneddoti ai tempi del Real Madrid, quando in società c’erano due tecnici italiani: Arrigo Sacchi e Fabio Capello. “Sono arrivato in ritardo due volte nella stessa settimana al Real Madrid. La prima volta, Sacchi mi ha fatto una ramanzina di ben 15 minuti e mi ha multato. La seconda volta, prima ancora che cominciasse a parlare, gli dissi: o la ramanzina o la multa. Capello? Non era molto sveglio, non lo scelgo tra i miei migliori allenatori”.

Grande calciatore in campo, ma pessimo professionista fuori. Al fenomeno brasiliano gli si perdonava tutto, ma furono inutili i tentativi di redenzione del presidente del Real Madrid. “Florentino mi disse di stare più a casa e di non uscire così tanto. Prese ad esempio Figo, ma io gli risposi che con la moglie che aveva Figo pure io sarei rimasto molto più tempo a casa”.

Chiosa finale inevitabile per Roberto Carlos, che ha vestito i panni di medico e salvato la vita all’amico brasiliano la sera prima della finale dei Mondiali di Francia ’98. “Roberto Carlos mi ha salvato – ammette Ronnie -. Era mezzanotte passata, eravamo in stanza e mi sono sdraiato per prendere sonno. Ad un certo punto ho avuto delle convulsioni violente e ho perso conoscenza per una trentina di secondi. Tremavo. E lui, all’inizio, pensava stessi scherzando”.

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