Aduriz, cinque reti al Genk e record stracciati per l’idolo di Bilbao

Pubblicato il autore: Valerio Nisi

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Non si può davvero sapere cosa significhi essere tifosi di qualsiasi squadra se non si entra nell’unica ottica possibile. Ci si innamora di un colore, di una passione, di un’idea. Il calcio è uno di quegli sport che quotidianamente racconta storie d’amore, di stemmi cuciti guarda caso all’altezza del cuore delle maglie di giocatori e tifosi. È uno sport che regala idoli, esempi da seguire (a ragione o no non è compito mio stabilirlo), regala racconti. Ancora una volta è stato il fascino del San Mamés a regalare una storia. Ieri sera, come tante volte gli è capitato di fare, il numero 20 dell’Athletic Bilbao, Aritz Aduriz, ha fatto esplodere di gioia i suoi tifosi. Non una, non due, non tre volte. El Zorro, questo il soprannome dell’attaccante basco, ha segnato ben 5 reti nella gara interna contro il Genk, incontro della fase a gironi di Europa League. Fra i Leones ha segnato praticamente solo lui, in una gara finita 5-3.

Aduriz si è preso la briga di fare bingo in una sola serata. Non solo la soddisfazione personale della prima cinquina in una partita, il 35enne di San Sebastian ha anche battuto il record di segnature in una sola gara di Europa League che fino al 94esimo di ieri era detenuto da Radamel Falcao e Edinson Cavani, entrambi a quota 4. Era da 49 anni inoltre che un giocatore dell’Athletic non segnava tanti gol in una gara ufficiale. Aduriz ha raggiunto anche Fabrizio Ravanelli, che nella vecchia edizione dell’Europa League (Coppa Uefa), aveva segnato 5 reti contro il CSKA Sofia, nel lontano 1994. Per finire di dare i numeri aggiungiamo che Aduriz, con i 5 gol rifilati alla squadra belga, ha raggiunto al quarto posto dei marcatori più prolifici della competizione Fernando Llorente, anche lui ex Bilbao. 17 reti per entrambi, ma la sensazione è che El Zorro non voglia e non sappia fermarsi. In più è la prima volta che un calciatore segna tre rigori nella stessa gara di Europa League.

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Aritz Aduriz è uno di quegli attaccanti che vorresti sempre avere nella tua squadra. E questo a prescindere dal senso del gol, che è la caratteristica principale di uno dei pochi veri numeri 9 rimasti, in un’epoca di falsi nueve. Aduriz è uno che ha segnato da lontano, da centrocampo, di tacco, di destro, di sinistro, di testa (mamma mia quanti ne fa di testa). Aduriz è uno di quelli che non si ferma mai, un ragazzino di 35 anni che ha girato un po’ per tornare per ben tre volte a casa, al San Mamés. 316 presenze e 113 reti per uno degli idoli baschi.

Aduriz è uno di quei giocatori per cui vorresti fare il tifo, sempre. La sua storia si arricchisce di fascino se si pensa al luogo in cui è nata, se si pensa alle scelte politiche e societarie dell’Athletic de Bilbao. Una società che tessera solo giocatori baschi o provenienti dal settore giovanile di una delle squadre con sede nei paesi baschi. E questo avviene con il consenso popolare. L’identità sociale e politica di una terra riflessa nei valori espressi in campo dei suoi giocatori. L’idea dell’Athletic è sempre stata vincente, spese minime, saldo sempre in attivo, settore giovanile fiorente e l’unica squadra spagnola, con Barcellona e Real Madrid, a non essere mai retrocessa in Segunda Division.

Aduriz è il risultato di un progetto. Aduriz è la punta di diamante di una squadra. Aduriz è ognuno dei gagliardetti sul cuore delle magliette dei tifosi del San Mamés. Aduriz è un popolo, è una terra, è Bilbao. Essere tifosi da quelle parti ha un sapore diverso, un significato diverso. Bilbao è uno di quei posti in cui si impara ad essere tifosi, perché ci si è innamorati di un’idea. Aduriz è una parte di quell’idea. Ieri sera, gridare Aritz Aduriz per cinque volte, deve essere stato magnifico…

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