Antonio Conte premiato miglior allenatore del mese di ottobre in Premier League

Pubblicato il autore: Valerio Nisi

antonio conte
Ma che davvero pensavate che fosse un brocco? Non vi era bastato assistere alle meraviglie  negli anni juventini (e parlo solo della fase da allenatore)? Non avete visto cosa ha combinato con la nazionale italiana sia durante le qualificazioni che agli Europei in Francia? Credevate davvero che Antonio Conte fosse diventato all’improvviso uno sprovveduto della panchina?

Non è buono per il calcio britannico, troppa tattica, non c’è gioco. Quante ne hanno scritte gli inglesi…e i classici bookmakers lo davano già esonerato dopo due sconfitte. Ok, clamorose si, contro due rivali storiche come Liverpool e Arsenal, va bene. Ma siamo seri. Antonio Conte in realtà è molto più di un allenatore.

Conte è uno di quelli che se potesse l’erba del campo, del pitch come direbbero gli inglesi, se la mangerebbe. Uno di quegli allenatori che pretende dai suoi uomini un’applicazione tattica e un’abnegazione incredibile. Proprio ciò che invece da sempre manca al calcio inglese. Antonio Conte non poteva che essere l’uomo giusto. Aveva bisogno di un po’ di tempo, tutto qui.

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Si è fatto trovare pronto, da subito. È arrivato in Inghilterra, si è seduto sulla panchina del Chelsea parlando già un ottimo inglese. È uno a cui non piace farsi prendere di sprovvista. Un buon inizio, poi due scappellotti dietro la nuca da chi quel calcio britannico fatto di tanta corsa e qualità lo gioca da anni, Liverpool e Arsenal.

E poi? Attorno al tecnico pugliese sembrava essersi creato il vuoto, le scommesse lo davano già fired. E invece… e invece è semplicemente successo ciò a cui noi italiani eravamo già abituati, bisognava solo esportare il “Contismo” oltre Manica.

E così, 5 vittorie consecutive, tutte ottenute in modo netto e dal punto di vista del gioco che dal risultato. E non solo. Le 4 vittorie conquistate nel mese di ottobre hanno fatto si che Antonio Conte abbia appena ritirato il premio come “Miglior allenatore del mese”, una cosa tanto cara a questi inglesi impazienti.

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Il motivo non sta solo nelle 4 vittorie. Sta negli 11 gol segnati e nella casella 0 di quelli incassati. Sta nel fatto che il suo Chelsea è tornato davvero a fare paura, è tornato ad essere una squadra che gioca a pallone. Conte ha rimesso a nuovo la difesa, passando dalla linea a 4 a quella a 3. Ma non con lo schieramento che lo ha visto protagonista con la Juve e con la nazionale italiana, il 3-5-2. Questa volta il tecnico italiano ha preferito conservare l’imprevedibilità dei suoi esterni alti, e diamine se ne ha, optando per un 3-4-3. Dire che è una squadra offensiva è davvero dire poco.

Ma non solo attacco. 0, ripeto, 0 reti subite nelle quattro partite contro Hull City, Southampton, Leicester e Manchester United, dimostrano come Conte abbia trovato l’equilibrio tanto caro a noi italiani, ma così poco agli inglesi. Questi inglesi che non sanno aspettare, che sono diventati a loro volta un po’ italiani nel modo in cui si approcciano al calcio. Risultati che hanno portato i Blues a 1 punto dalla vetta, detenuta dal Liverpool.

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Un’altra, piccola soddisfazione per Antonio Conte, che ha già dichiarato di voler condividere questo premio con i suoi ragazzi e il suo staff, la trova nel fatto che tra i 5 campionati più importanti d’Europa la sua squadra sia stata l’unica a non subire neanche una rete nel mese d’ottobre.

Alla faccia del brocco. England, keep calm and trust in Conte!

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