Baggio: la storia di un mito che ha sempre indossato la maglia numero 10 parte 1

Pubblicato il autore: matteo platania Segui

La storia calcistica di Roberto Baggio è senza dubbio una storia che merita di essere raccontata.
Numero 10 fin dalle sue prime partite; inizia a giocare a 15 anni in prima squadra nel 1982, indossando la maglia del Vicenza.
Con il Vicenza gioca dal 1982 al 1985 segnando 13 gol in 36 presenze.
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All’ età di 18 anni, viene chiamato dalla Fiorentina e accetta il trasferimento. La carriera di Roby, nomignolo che gli è stato attribuito, è segnata non solo dal numero 10 cucito sulla maglietta, ma anche da molti infortuni. Il primo infortunio avviene nel 1985 proprio con la maglia del Vicenza in una delle ultime prima di indossare la maglia viola, in un match contro il Rimini di Arrigo Sacchi. Si lesiona il legamento crociato anteriore e il menisco dopo che il ginocchio aveva ruotato in maniera innaturale.
Riesce a cavarsela con la bellezza di 221 punti di sutura, alcuni giocatori avrebbero smesso, ma lui è un predestinato, è nato numero 10 e quindi non può smettere.
Il club viola, dopo avergli affidato la maglia con il numero 11, non ci impiega tanto a dargli quella con il numero 10.
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Inizia un altro capitolo della storia di Baggio; inizia una vera e propria storia d’ amore che durerà 5 stagioni dal 1985 al 1990.
Con la sua nuova squadra riesce a segnare 39 gol in 94 presenze, ma cosa più importante porta la squadra in salvo dalla serie B.
Nonostante il suo infortunio, vuole dimostrare alla città il suo valore e per questo tutti i tifosi viola gli saranno per sempre riconoscenti. Coppa Italia 1986-1987 Baggio ha l’ occasione di mettersi in evidenza. La Fiorentina accoglie in casa l’ Empoli.
Roberto segna una doppietta: il primo gol in mezza rovesciata, per il secondo usa la specialità della casa; il calcio di punizione.
Ma l’ infortunio è dietro  l’ angolo e questa volta colpisce il ginocchio.
Il 18 maggio 1990 è una data che ricorda tanto lui quanto i tifosi della Fiorentina: andrà a giocare alla Juve e Firenze si ribella.
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Baggio rivede i suoi ex tifosi e la sua ex squadra esattamente il 7 maggio 1991. Ancora legato da ricordi ed emozioni decide di non battere un calcio di rigore.
Inizia a straripare il talento di Roby a tal punto da venir convocato in Nazionale.
Inizia la sua avventura azzurra con la maglia numero 15 e i suoi numeri sono eccezionali. Una partita dove emergono a pieno le doti tra le quali i veloci e continui cambi di direzione, il dribbling nello stretto e la sua velocità, è quella di Italia – Cecoslovacchia. In quella partita, a 10 minuti dalla fine, dopo aver scambiato il pallone con Giannini, riesce a superare tutti i difensori e mettere il pallone alle spalle del portiere avversario; gol fantascientifico.
Come la maggior parte dei calciatori anche Baggio ha un mito, un giocatore dal quale imita il dribblig e le giocate, il suo nome è Arthur Antunes Coimbra, noto come Zico.
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Baggio è anche l’ uomo della salvezza. Ricordiamo un match giocato contro la Nigeria. Gli azzurri erano sotto per 1-0 e, in seguito all’ espulsione di Zola, anche con un uomo in meno. Roberto rispose alle difficoltà dei propri, riuscendo a segnare la rete del pareggio nei minuti finali del secondo tempo. In quella sfida indossava la maglia con il numero 10.
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