Casting Inter: Pioli diventa il futuro ex allenatore

Pubblicato il autore: Sergio Campofiorito Segui
"Stop al televoto!"

“Stop al televoto!”

Dunque, alla fine, dopo Marcelino Garcìa Toral, Gianfranco Zola, José Mourinho, Fabio Capello, Stefano Vecchi, Conchita Wurst, l’Ottusangolo del Grande Fratello 1 ed un paio di smandrappate scampate all’Isola dei Famosi, Stefano Pioli è stata la primissima scelta per la panchina dell’Inter. Il tecnico emiliano, ex Lazio, sostituisce l’olandese ritornante, Frank De Boer, divenendo così il quarto allenatore nerazzuro della stagione in appena quattro mesi (preceduto da Roberto Mancini, De Boer e Vecchi): la media resta intatta, non era facile. Nel confessionale di Appiano si è consumato un classico casting, composto dal direttore sportivo Piero Ausilio, dall’interventista Massimo Moratti, dagli scendiletto di Jindong Zhang (forti della recente esperienza in Pechino Express), dall’inutile Michael Bolingbroke, dal letterato Mauro Icardi, Adriano e Ronaldo, e da Mara Maionchi, mentre sullo scranno più alto sedeva il giudice Erick che impugnava il suo iconico simbolo, il possente martello di Thohir. Dopo una preselezione da cui sono stati scremati alcuni nomi francamente non all’altezza (Capello) si è entrati nel vivo della competizione dove il vincitore sarebbe diventato niente popò di meno che il tecnico dell’Inter con un contratto valevole fino a dicembre 2016, con opzione per gennaio 2017.

Leggi anche:  Malinovskyi, cosa sta succedendo al trequartista ucraino?

C’è un inglese, un cinese e un indonesiano che vogliono farci tornare ad essere la barzelletta d’Italia”, recitava uno striscione durante l’ultimo Inter – Crotone (3 – 0) con insospettabile tempismo. Nella tre giorni prima della fumata bianca, tra la giuria si è consumata una furente lotta intestina con ogni “membro” che spingeva per l’uno o per l’altro candidato valutandone attentamente i pro e i control; i partecipanti, a loro volta, avevano a disposizione cinque minuti per convincere i giurati. Ad iniziare è stato Marcelino con una convincente prova di dialettica applicata al buon senso: “Anch’io, come De Boer, non ho mai allenato una squadra di prima fascia, non ho mai vinto un cazzo e sono stato pure esonerato”, scatenando così l’entusiasmo di Moratti (“E’ il mio uomo”) e dei Jindong che rintronati da una campana in testa si sono troppo soffermarti sulla parola “vinto” non capendo il resto. Zola, in tacco 15, è subito scivolato sulle prove di canto e ballo ma si è distinto in quelle di mago, sparendo dentro un cappello appena dopo che qualcuno aveva avanzato il suo nome. Su canto e ballo, invece, ha tiranneggiato Conchita Wurstel che ha avuto l’ammirato appoggio (in senso figurativo) di Adriano e Ronaldo che in coro hanno anche loro commentato E’ il mio uomo”, tuttavia un rutto di Mara Maionchi (“Non è abbastanza signora per un ruolo così delicato”) ha spento ogni speranza della Wurst e, soprattutto, di Adriano e Ronaldo. Le due smandrappate si sono portate sfiga da sole, pensando di vincere l’elezione col loro pezzo forte, hanno finito per far vincere quell’altro: “Se voterete per noi, noi vi faremo una certa cosetta a tutti e siamo brave, lo facciamo lentamente, adoriamo il contatto visivo e soprattutto ingoiamo!“. Per me è un si!!!ha immediatamente decretato Icardi con una standing ovulation, commosso fino alle lacrime, ricevendo una sculacciata dalla sua delicatissima consorte appostata sotto alla scrivania. Ovviamente, ormai la vittoria arrideva a Stefano Pioli, grazie soprattutto al televoto dei tifosi che spingevano per l’unica opzione assennata.
Il possente martello di Thohir ha dunque sentenziato la fine delle ostilità, almeno fino al mese prossimo.

  •   
  •  
  •  
  •