Chapecoense, una favola interrotta sul più bello

Pubblicato il autore: Morgana Corti

Incidente aereo ChapecoensePoteva sembrare una favola, poteva essere la Cenerentola Sudamerica ed invece un destino crudele ha interrotto questo sogno, ha rotto tutta la magia e i sogni che avevano quelle 72 persone.

La storia di questa squadra assomigliava molto a quella del Leicester, che lo scorso anno guidata da Claudio Ranieri ha battuto e superato tutte le “big” inglesi ed è riuscita a conquistare per la prima volta la Premier League.

Chi era questo club a cui è stato infranto un sogno? La Chapecoense è stata fondata nel 1973, a Chapecò, città che si trova nel sud del brasile a 150 km dal confine con l’Argentina. Dopo anni travagliati, di fatiche e di stenti per riuscire a sopravvivere. Fino al 2014 non aveva un campo d’allenamento, né i mezzi per le trasferte dei giocatori e dirigenti. Nel 2009 disputava il campionato di serie D, aveva ottenuto ben 5 promozioni ed arrivando fino alla massima serie brasiliana nel 2014; nel 2015 la prima partecipazione ad una competizione internazionale ed ora per concludere questo cammino era arrivata la tanto attesa finale della Coppa Sudamericana.

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La gara che avrebbero dovuto disputare oggi contro l’Atletico Nacional, era arrivata dopo un bellissimo cammino: agli ottavi erano riusciti ad eliminare l’Indipendiente, la squadra di Gabi Milito,ai quarti di finale avevano fatto fuori lo Junior Colombiano riuscendo a ribaltare il risultato dell’andata, ed in Semifinale erano arrivati due pareggi contro il San Lorenzo, e proprio grazie ad un salvataggio del portiere Danilo avevano conquistato la storica finale.

La squadra non aveva “star”, bensì la loro forza era proprio l’insieme, il collettivo. I giocatori più famosi erano Bruno Rangel, miglior marcatore della squadra che era appena ritornato da un’esperienza in Qatar, il mediano Gil ed il centrocampista Santana che aveva giocato nell’Atletico Madrid.

LA GIORNATA DI IERI:

Non si sa ancora per quale motivo l’aereo sia caduto, si sa solamente che avevano segnalato problemi all’impianto elettrico e alle ore 22:00 di lunedì era arrivato un messaggio di emergenza, dove i piloti comunicavano l’atterraggio di emergenza. Le squadre di soccorso si sono mosse velocemente, anche se a causa della scarsa visibilità alcuni elicotteri sono dovuti rientrare alla base; il luogo dello schianto è avvenuto sulle montagne a pochi chilometri da Medellín, molto probabilmente secondo le prime ipotesi dopo il ritrovamento dell’aereo, l’incidente è avvenuto per mancanza di carburante e anche la traiettoria finale,segnata dai radar è stata circolare e l’aereo andava a bassa velocità.

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Nel tardo pomeriggio di ieri, martedì 29 novembre, sono state ritrovate intatte le due scatole nere che permetteranno di definire con certezza le dinamiche della tragedia; sia ieri che oggi sono in corsi il recupero dei corpi dei dispersi.

Appena appresa la notizia, moltissimi tifosi si sono riuniti davanti allo stadio della propria squadra, l’Arena Conda di Chapecò, hanno acceso candele e hanno portate fiori ed oggetti, creando quindi un memoriale per i loro idoli. Numerose sono state anche le squadre e i calciatori che hanno espresso le proprie condaglianze alla società e ai familiari; ci sono state già diverse iniziative nonostante siano passate solo poche ore dal disastro aereo: l’Atletico Nacional ha chiesto alla CONMEBOL di assegnare il titolo della Copa Sudamericana alla Chapecoense, per rendere onore alla loro storia e al loro percorso; le società che militano nella serie A brasiliana hanno espressamente richiesto che la Chapecoense per i prossimi tre anni, qualunque posizione raggiunga non venga retrocessa e sono disposti a dare in prestito gratutito dei giocatori, il PSG ha già donato 40 milioni alla società e così faranno anche Barcellona e Real Madrid con gli incassi delle partite del fine settimana.
Il Torino ieri sera ha giocato con il lutto al braccio, un piccolo segno per dimostrare vicinanza al club, anche per il passato molto simile che ha vissuto la società.

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Sarà difficile ricominciare, sarà difficile per tutte quelle famiglie spezzate, per quei sogni infranti, per i “fortunati” che a causa di infortuni sono rimasti a casa, per chi non è potuto salire sull’aereo per aver dimenticato il passaporto, per chi era sull’aereo ed è sopravvissuto a tutti i suoi compagni e colleghi.
Tutti costoro vivranno interminabili notti insonni: con gli occhi stanchi ma aperti, proveranno a dimenticare ma sarà difficile.

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