Closing Milan, “bomba” di Berlusconi: “Se salta mi riprendo la società”

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado
Closing Milan, clamorose dichiarazioni di Berlusconi

Closing Milan, clamorose dichiarazioni di Berlusconi

 

Una clamorosa dichiarazione di Silvio Berlusconi rischia di rendere ancora più “tesi” e carichi di aspettative i giorni che separano il Milan dal tanto atteso 13 dicembre, giorno in cui dovrebbe ( a questo punto il condizionale è d’obbligo…) avvenire il closing Milan, il passaggio di proprietà del club rossonero dalla Finivest alla cordata di imprenditori cinesi.  Dopo l’indiscrezione di questa mattina legata al possibile “sostegno” di Silvio Berlusconi nei confronti degli investitori cinesi con il possibile inserimento di imprenditori vicini al Cavaliere ( Renzo Rosso di Diesel  n.d.a. ) a supportare l’impegno economico della cordata ( che deve versare ancora 420 milioni per chiudere il closing) con l’attuale presidente che quindi, in questo scenario, potrebbe continuare ad avere un certo ruolo adesso arriva un’altra clamorosa notizia. Closing Milan, le novità – Berlusconi, nel corso della registrazione della puntata di Matrix, in onda questa sera su Canale 5, ha parlato anche del Milan e della situazione societaria del club lasciando aperta una clamorosa porta.

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Closing Milan, le dichiarazioni di Berlusconi:  “Ci sarà il closing il 13 dicembre – ha detto Berlusconi – Se non ci sarà dovrò riprendermi il Milan con molto piacere e cambierò strategia. Sara’ un Milan tutto italiano e molto giovane”

Poi Berlusconi ha continuato : ” Non sono pentito: vedere era la decisione necessaria e l’ho fatto con grande dolore ma l’ho presa perché il calcio è cambiato. Sono entrati i soldi facili degli arabi e non c’è più possibilità per una famiglia di competere. Il calcio è diventato il gioco del monopoli. Il Milan ha bisogno di tornare ad essere a livello mondiale – spiega Berlusconi -, occorrono capitali importanti. Io ho cercato persone italiane e non sono riuscito a mettere insieme una cordata, ho provato a fare come il Real Madrid o il Barcellona con un azionariato diffuso ma nulla, alla fine ho dovuto accettare un’unica offerta”.

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