Del Piero: “Il gol con il River Plate mi cambiò la vita”

Pubblicato il autore: Giovanni Matteo Tuzzi

Del Piero gol River Plate
Minuto ottantuno. La partita sembra stregata per la Juve, quando arriva quello che non ti aspetti. O forse è proprio il contrario. Sì, arriva esattamente quello che ti aspetti. Perché un gol di Del Piero, in quella finale, non puoi non aspettartelo. E, probabilmente non molto puntuale, ma arriva ed è veramente meraviglioso. Oggi di quel gol Alex dice “mi cambiò la vita”, “mi fece provare la sensazione di poter abbattere tutti i limiti”. Un gol che non vale solamente una Coppa Intercontinentale e la Juve in cima al mondo, ma anche un legame nuovo e importante con il Giappone e la sua gente, che poi diventerà ancora più forte con il passare del tempo.

20 ANNI DALLA FINALE JUVE-RIVER PLATE DI INTERCONTINENTALE

Sono passati vent’anni da quando Alessandro Del Piero ha realizzato quel meraviglioso gol, ma di fronte a certe prodezze anche il tempo sembra non passare mai. E allora chi ha vissuto quei momenti riprova quella pelle d’oca che solo un gol di Del Piero poteva trasmettere. E allora ritorni bambino e ti ritrovi ad esultare esattamente come quel giorno lì. In quel momento Del Piero era, senza troppi giri di parole, il giocatore più forte al mondo. E decidere quella partita, dopo una finale di Champions in cui non lasciò il segno, fu il suo modo di lasciare un segno del suo talento a livello mondiale. Era ancora Coppa Intercontinentale e non Mondiale per Club. Non sembra, ma anche le definizioni contano e ti legano in modo quasi romantico a qualcosa. Definirla Coppa Intercontinentale riesce ancora a donare un significato romantico a quel premio, mentre Mondiale per club sa troppo di nuovo, di quelle cose di cui ci si stufa in poco tempo e troppo legate al dio denaro.

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Del Piero gol River Plate

DEL PIERO ALZA AL CIELO LA COPPA E SEGNA UNO DEI GOL PIÙ BELLI DELLA SUA VITA

E allora alzare al cielo quella Coppa è stato un momento magico per Del Piero e per la sua carriera. Il gol contro il River Alex lo ricorda come uno dei più belli che abbia mai fatto. Vuoi per l’importanza, vuoi per l’atmosfera, vuoi per il momento. In quell’esultanza Del Piero si sentiva re, in quell’urlo liberatorio non c’era solo la gioia per la Coppa che era ormai vicinissima, in quel momento c’era la sensazione di poter volare sul campo. E non è un caso se poi la Coppa Intercontinentale, dopo essere passata tra le mani di tutti i giocatori, baciata e sollevata più volte al cielo, finì il suo percorso naturale, tornando tra le braccia di chi la sentiva più sua. Anche Del Piero tornò un po’ bambino in quel momento, volendo a tutti i costi dormire con la sua amata Coppa appena vinta, come quasi a proteggerla da tutti coloro che avrebbero potuto portarla via. Come un bambino che stringe a sé il suo peluche preferito, per paura che la mattina dopo non ci sia più a fargli compagnia. Solo che Del Piero non stava sognando, era tutto vero. Ed è stato uno dei sogni più belli della sua vita e, con ogni probabilità, di tanti tifosi della Juventus che si erano innamorati della maglia bianconera solo perché c’era quel ragazzino di San Vendemiano.

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