Emanuelson Roma: “Giocava da cani. Pessima scelta essere andato li”

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado
Emanuelson Roma, le dure parole dell'ex giallorosso

Emanuelson Roma, le dure parole dell’ex giallorosso

Le dichiarazioni di Urby Emanuelson sono destinate a far discutere. L’ex giocatore di Milan, Roma, Atalanta e Verona è stato protagonista di un attacco durissimo nei confronti del calcio italiano ed ha parlato in termini negativi delle sue esperienze con i club di Serie A. Lo ha fatto in una intervista rilasciata a Voetbal International. Emanuelson Roma, il duro affondo contro Garcia – L’olandese ne ha avute per tutti a cominciare dalla Roma, squadra in cui ha militato nel 2014 con sole due presenze all’attivo.

“Roma è stata una pessima scelta, nella settimana in cui fui preso arrivarono in 6. Non si trattava più di competizione, ma di sopravvivenza. Mi ritrovavo in tribuna, vedevo la squadra giocare da cani, ma non cambiava niente. Garcia mi diceva di avere pazienza. Poi, al momento dei cambi, sceglieva sempre qualcun altro. Spiegazioni zero, consigli su cosa migliorare, meno di zero.Pur di andarmene mi sarebbe andata bene qualsiasi meta”

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Anche le altre esperienze italiane non hanno soddisfatto il giocatore olandese

” Al Milan ero un ragazzino in mezzo a tanti campioni come Pirlo, Ibra, Nesta, Thiago Silva, Seedorf, Van Bommel”.
All’Atalanta iniziai bene, poi Colantuono fu esonerato e Reja mi disse che non aveva bisogno di me. A Verona non andò meglio, anche lì ci fu un cambio di tecnico, e l’aggravante di una stagione disgraziata per tutti. A fine torneo il mister mi riportò alle origini, trequartista o ala, ma erano mosse della disperazione in un team condannato alla B”.

L’ex giocatore dell’Ajax ha criticato anche il sistema calcio in Italia nel suo complesso, ritenendolo un ambiente “ipocrita”.

“Il calcio in Italia è un’ambiente ipocrita, è difficile avere amicizie e incontrare gente di cui ti puoi fidare. Per non parlare delle etichette: de Boer era inadatto al calcio italiano già dopo poche ore dal suo arrivo… A tutti i giovani dò lo stesso consiglio: non andate a giocare in Italia. Parlo dell’Italia calcistica, non del Paese. Lì il calcio è politica, non sempre giocano i migliori, contano altri fattori. Ad esempio essere nel giro giusto, in termini di amicizie e conoscenze”.

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