Espulso da Israele perchè tifoso del Celtic

Pubblicato il autore: Daniele Caroleo Segui

tifoso del Celtic
Che la tifoseria del Celtic, sopratutto dopo quanto accaduto in occasione dei preliminari di Champions League, che hanno visto la squadra scozzese impegnata contro la compagine dell’Hapoel Be’er Sheva, non fosse particolarmente simpatica alle autorità israeliane è un fatto ormai assodato. Ma che questa antipatia, di fatto, diventasse anche un motivo di espulsione nei confronti delle persone che simpatizzano o tifano per la squadra di Glasgow, risulta alquanto paradossale e sostanzialmente assurdo.

La notizia è stata riportata nei giorni scorsi dal “The Scottish Sun” e racconta la vicenda di Eoin Wilson, giornalista scozzese e attivista pro-Palestina, che, tramite il proprio account twitter, ha denunciato di essere stato bandito dallo stato di Israele perchè è stato identificato come un tifoso del Celtic.

Il provvedimento delle autorità preposte dello stato di Israele è stato notificato con una missiva indirizzata allo stesso giornalista nella quale si parla di “ragioni di sicurezza e di ordine pubblico“. Con la stessa lettera, inoltre, veniva comunicata l’espulsione immediata dal paese e il divieto di ingresso nello stesso territorio per i prossimi dieci anni.

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Eoin Wilson ha inoltre raccontato di essere stato precedentemente interrogato da alcuni funzionari del ministero dell’interno di Israele e da alcuni militari dell’esercito israeliano. Nel corso di questo interrogatorio i suoi interlocutori pare siano stati particolarmente interessati ad alcuni suoi articoli pubblicati da Electronic Intifada, un progetto editoriale online che da ampio spazio e risalto alle notizie riguardanti il conflitto in medio oriente e all’annosa questione palestinese. In questi articoli il giornalista Eoin Wilson ha avuto modo di trattare l’argomento relativo all’occupazione israeliana dei territori palestinesi, raccontando molto spesso quanto accadeva dopo averlo visto con i suoi occhi, essendo presente direttamente sul posto. E tutto questo, ovviamente, non è stato particolarmente gradito dalle autorità israeliane.

Fino a qui tutto più o meno normale (si fa per dire). Ma le domande fatidiche che sono state poste successivamente, nel corso di questo interrogatori,o sono, per altro, risultate davvero inusuali e, per certi versi, inverosimili. I funzionari israeliani, infatti, hanno chiesto, ad Eoin Wilson, circa le sue simpatie, tra l’altro conclamate, nei confronti della squadra calcistica del Celtic di Glasgow. Ed il fatto di essere un tifoso del Celtic è stato rimarcato più volte nel corso dell’interrogatorio, quasi fosse una colpa o un ulteriore motivo per considerare Wilson un pericolo per la “sicurezza e l’ordine pubblico” dello stato di Israele.

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“Sono stato sorpreso quando mi hanno chiesto se fossi un tifoso del Celtic. Da adesso tifare Celtic è sinonimo di solidarietà alla lotta palestinese?” ha inteso sottolineare Eoin Wilson una volta ricevuta la lettera di espulsione.

Dopo quanto successo il giornalista ha subito ricevuto la solidarietà da parte di numerosi altri colleghi e amici sparsi in tutto il mondo. Come ad esempio il giornalista del “The Independent” e del “Jacobin Magazine”, Liam O’Hare, che ha avuto modo di scrivere: “E’ degno di nota che, per il controllo delle frontiere di Israele, venga anche usato, come uno dei motivi per respingere o espellere delle persone, anche il tifo per una squadra di calcio. Israele pretende di essere considerato un paese normale quando si riserva il diritto di bandirti dal suo territorio in base alla tua nazionalità, visioni politiche e da oggi anche per la squadre del cuore. “.

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