Il calcio è davvero come ci viene raccontato? Ecco due esempi

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa Segui
parla Prandelli
Questo articolo prende lo spunto da due fatti trasmessi in Tv nell’ultima settimana e, in particolare, una intervista trasmessa dalla emittente satellitare Sky a Cesare Prandelli, neo allenatore del Valencia e dalla telecronaca della partita di Champions League Manchester City-Barcellona trasmessa ieri sera in chiaro sulle reti Mediaset.

Più nello specifico, Prandelli riferiva che ogni qualvolta il suo nome veniva accostato a grandi club gli veniva rinfacciato e messo in risalto l’esonero subito a Lecce e l’altro – più recente- ad opera del Galatasaray.
L’allenatore italiano, noto nel mondo del calcio per la sua onestà e signorilità mai discusse da alcuno, ci teneva a precisare che nessuno della carta stampata o Tv gli avesse mai chiesto del perché e come quei due esoneri sono avvenuti, perché lui avrebbe risposto candidamente la sua verità, ovvero che a Lecce, con una squadra tutto sommato accettabile e in buona posizione di classifica oltre le aspettative della società, aveva chiesto ai suoi dirigenti un attaccante nel mercato di gennaio e che, invece, al posto del tanto agognato bomber gli era stato acquistato…un terzino sinistro!

In Turchia, invece, il suo esonero era avvenuto quando – nonostante tutte le promesse in pompa magna fatte dopo il mondiale, e nessuna delle quali mantenute – la sua squadra era comunque prima in classifica.
Il tecnico di Orzinuovi allora ha pronunciato la frase : “il calcio è come lo racconti….”

IMG_0146

Ieri sera, il buon Pierluigi Pardo, nel commentare la partita Manchester City-Barcellona, “giustificava” il degno spettacolo di calcio che stava andando in scena e che in Italia nemmeno lontanamente si vede sui nostri campi di calcio, tralasciando il fatto che le squadre tatticamente lasciavano molto a desiderare.

Neanche Arrigo Sacchi, presente negli studi, ha potuto far meno di evidenziare come le due squadre non fossero propriamente sprovvedute dal punto di vista tattico ma cercassero solamente di fare quello che è in realtà lo scopo del gioco del calcio, ovvero segnare un gol in più degli avversari e cercare in tal maniera di vincere la partita.

Il nostro telecronista, grande esperto e conoscitore di calcio le cui qualità professionali non sono ovviamente in discussione, evidentemente dimenticava che lo squilibrio tattico del City non era determinato dalla scarsa qualità dei difensori bensì dal fatto che il Barcellona schierava in attacco non propriamente degli sprovveduti bensì Messi, Suarez e Neymar e che dall’altra parte lo squilibrio tattico del Barcellona non era determinato dalla pochezza difensiva degli spagnoli ma dal fatto che il City poteva schierare Aguero, De Bruyne e Silva..

Tralasciamo tutti gli altri campioni presenti in gara.

E allora: dobbiamo essere scontenti nell’aver visto le deficienze tattiche di Barcellona e City e tenerci lo spettacolo proposto da Juventus e Napoli sabato sera?

E’ preferibile stare sulla corda mezz’ora in attesa che ci facciano vedere il “magnifico gioiello” di Hamsik contro il Besiktas (un tiro a giro basso dalla zona centrale al limite dell’aria senza alcun difensore a ostacolarne la traiettoria) oppure vedere gli spettacoli di calcio proposti in altre nazioni?

Avrà mica ragione Cesare Prandelli a dire che il calcio è come lo si racconta?

  •   
  •  
  •  
  •