Il sindacato dei giornalisti sportivi torna a tossire

Pubblicato il autore: Sergio Campofiorito

Ussi Ussi, sento odor di giornalucci…

I fratelli Baresi prima di un derby. Visi simili, maglie diverse. E se avessero giocato domenica sera?

I fratelli Baresi prima di un derby. Visi simili, maglie diverse. E se avessero giocato domenica sera?

Il “delby” della Madonnina è stato un trionfo di grandi numeri: stadio gremito (77mila presenze), 650 milioni di spettatori nel mondo, 50 fotografi e 250 giornalisti accreditati. Seguendo l’ordine di prestigio della testata, tra gli altri c’erano 37 colleghi di Cioè, 23 di Cotto e Mangiato, 4 della Gazzetta dello Sport (compresi 2 visagisti), 1 del Corriere dello Sport, la vicesegretaria, imbucata, di Tuttosport, mentre Fabrizio Rondolino si aggirava per la curva interista a regalare panini con la salamella, ripetendo lo slogan “Tengo famiglia, votate Sì”. Alla fine in pochi si sono accorti dello spettacolo in campo: quando Adriano Galliani, al 92′, ha creduto di aver visto Paletta segnare il terzo gol ha esultato come un geometra a cui viene concessa la laurea in ingegneria. Un classico scambio di persona sul quale erano cascati persino il sempre desto Matteo Salvini (“Tutti uguali questi Niang e Kondogbia”) e l’acutissimo Beppe Marotta (“Ho visto tutto io”), ma giustificabile: i nuovi proprietari cinesi hanno già portato le loro antiche, nobili tradizioni e si sono copiati vicendevolmente le maglie. A gridare di felicità è stata soprattutto l’U.R.L.O. (Unione Regionale Lombarda Ottici) che già da lunedì ha registrato tra i propri iscritti un aumento del fatturato del 37%, un boom superiore addirittura a quando il cervello di Nicole Minetti sedette sullo scranno regionale (scatenando una virulenta epidemia di miopia, stranamente concentrata tra i seminaristi adolescenti con peli sulle mani). Mentre in Paesi normali il quarto potere si dedicava ad argomenti ben più acconci al pubblico interesse (in Inghilterra si sono sprecati fiumi d’inchiostro, e si è bevuto anche quelli, su Wine Rooney, pizzicato fuori da un locale col tasso di sangue nell’alcol equiparabile ad una botte di zibibbo e in Spagna continuano i rumors sulla presunta eterosessualità di Ronaldo), in Italia scoppiano un paio di casi legati alla carta stampata. La Gazzetta dello Sport frigna che non gli siano stati concessi ulteriori due accrediti stampa (oltre ai due già programmati con una sorta di abbonamento stagionale concesso alle grandi testate) per seguire la finalissima di Champions League Juventus – Pescara (3 – 0). “Un attacco al diritto di cronaca e alla libertà d’espressione”, ha tuonato l’Ussi, il sindacato dei giornalisti sportivi, sempre pronto a soccorrere i più forti, e poco importa se ogni volta che Maurizio Pistocchi (un attacco alla libertà d’espressione) appare in tv in qualche redazione del mondo muore uno stagista. Addirittura nulla gli importa se più accrediti possono sfoggiare i “giornaloni”, meno (o nessuno) ne saranno concessi ai “piccoli” giornalisti (un attacco al diritto di cronaca). E’ fisica elementare, se un quotidiano ne porta quattro, compreso gobbi e truccatori, Novella 2000 dovrà ascoltarsi la partita su radio Kiss Kiss. Si notano certe lacune nell’ignoranza dell’Ussi (qui l’articolo del collega Francesco Ippolito) quando però il pidocchio tossisce (“Fatto inaccettabile e di gravità assoluta”) al riguardo dell’ultimo Benevento – Brescia (4 – 0). Il Giornale di Brescia desiderava intervistare qualche giocatore campano, la richiesta è stata inoltrata alla società di marketing che cura gli interessi della squadra la quale ha proposto al quotidiano un tariffario da pre legge Merlin, con tanto di sconto ammucchiata: 150 euro per intervistare un calciatore, 350 per il ménage à trois “con pagamento a emissione fattura”.
Il quotidiano bresciano, appurata tra i beneventani la contemporanea assenza di Van Basten (infortunato), Platini (latitante) e Cantona (squalificato), ha preferito declinare, nonostante la golosa promozione che comprendeva una padella antiaderente.
E’ la stampa, bruttezza.

  •   
  •  
  •  
  •  
Leggi anche:  Terremoto Turchia, mondo del calcio sotto shock: diversi calciatori dispersi sotto le macerie