Intervista a Flavio Roma: Ibra il più forte. Allegri era bravissimo a gestire lo spogliatoio

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui

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Flavio Roma
, ex portiere che ha vestito la maglia rossonera, ha parlato a Gianlucadimarzio.com dei suoi anni al Milan. Una vita da terzo portiere, alle spalle di grandi numeri uno come Dida e Abbiati. Flavio Roma scelse di salutare il Principato di Monaco per vivere da vincente gli ultimi anni della sua carriera. E dalla sua intervista emerge che ne è valsa la pena! Ne ha per tutti, per Ibra, Boateng, Cassano, Nesta e persino Pato e Massimiliano Allegri, definito un grande allenatore specie nel mantenere unito e forte il gruppo. L’ultimo scudetto del resto lo ha vinto anche lui, seppur da comparsa, ma ciò non toglie che un giocatore della sua esperienza possa dire la sua su quel Milan, ma anche su quel che è diventato oggi.

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Sullo spogliatoio:  “Che squadra! E che spogliatoio: si passava dai più folli come Robinho e Cassano ai più stravaganti come Ronaldinho e Boateng. Cassano non stava mai zitto – ride – scherzava sempre ma quando perdeva le partitine in allenamento… Gli scattava il barese! Non capivamo niente, se non che si stava lamentando. Ronaldinho e Robinho invece erano i classici brasiliani amanti degli scherzi e della musica, prendevano in giro chiunque! Sempre col sorriso. C’era anche Boateng, tutto musica e balli. Mentre Beckham era uno di noi ma soprattutto un professionista esemplare”.

Sul più forte: “Ma sul più forte di tutti nessun dubbio: “Ibra!”. “Insieme a Nesta e Ronaldinho il più forte con cui abbia giocato”. Spavaldo ed arrogante? Macchè, “positivo e motivatore”.

Ibra era spavaldo ed arrogante?: Macchè, “positivo e motivatore. Anche se quella volta contro Onyewu…”.

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Impossibile non ricordare l’episodio in cui a Milanello si sfiorò davvero la fine del mondo: “Fummo sconvolti, facevano paura! ‘Ibra è appena arrivato e si presenta così…’, pensammo. Meno male che finì tutto subito. Pensate che ci volle tutto il gruppo per dividerli, col rischio di farci male a nostra volta perché erano due colossi!”.

Su Pato: “Il talento inesploso di Pato penso sia uno dei rimpianti più grandi del Milan: aveva un potenziale enorme che non veniva mai fuori. Sembrava dovesse sbocciare da un momento all’altro ma poi puntualmente non accadeva. Gli infortuni sicuramente lo penalizzarono tantissimo”.

Su Massimiliano Allegri: “Era un maestro nel far gruppo, amava lo scherzo e la battuta. Sa gestire il gruppo come pochi nei momenti particolari. Non sembra, ma prima delle partite è molto teso e parla di continuo per stemperare questa tensione che lo colpisce. In allenamento poi faceva le partitine ed i tiri con noi calciatori, si trasformava in giocatore in tutto e per tutto! E si prendeva pure gli insulti come ognuno di noi, logicamente (ride)”.

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Sul Milan attuale: “È certamente in fase di costruzione. E i risultati in campo per fortuna stanno facilitando tutto il resto. La vecchia squadra fu ‘demolita’, (in due anni sono andati via tutti i senatori a parte Abbiati) è logico ci siano difficoltà ma c’è un gruppo di giovani che con un pizzico di maturità in più possono davvero dire la loro”.

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