Italia a due facce: è 4-0 sul Liechtenstein, ma si poteva fare di più

Pubblicato il autore: antonio lucia Segui

Italia a due facce in Liechtenstein: quattro reti nel primo tempo, a secco nella seconda frazione

Italia a due facce

ITALIA A DUE FACCE IN LIECHTENSTEIN: IL RISULTATO FINALE

Era obbligatorio vincere, e vittoria è stata. Serviva vincere con un cospicuo numero di reti e ne sono arrivate quattro: non malissimo, ma, visto il modo in cui si era indirizzata la partita, ci si poteva augurare un risultato più rotondo.
Basta dare un’occhiata ai risultati dei due tempi per capire l’andamento della gara.
Parziale Primo Tempo: Liechtenstein-Italia 0-4
Parziale Secondo Tempo: Liechtenstein-Italia 0-0.
Appare evidentissima la differenza tra la prima e la seconda frazione: difficile capire cosa sia andato storto nell’intervallo, e perché non si sia concretizzata quella che sembrava poter essere una fragorosa goleada.

ITALIA A DUE FACCE IN LIECHTENSTEIN: IL PRIMO TEMPO

L’Italia è arrivata a Vaduz non tanto con l’obiettivo della vittoria (non vincere avrebbe scatenato un autentico putiferio), quanto con uno stimolante metro di paragone: l’8-0 che la Spagna, la grande rivale per l’ambito primo posto nel girone, ha rifilato al Liechtenstein il 5 Settembre, nella prima giornata delle qualificazioni ai Mondiali 2018. Visto che la differenza reti potrebbe alla fine fare la differenza tra noi e gli spagnoli, Giampiero Ventura ha deciso di osare fin dall’inizio: 4-4-2 piuttosto offensivo con Candreva Bonaventura sugli esterni e al centro la nuova coppia del gol Belotti-Immobile. La parola d’ordine del commissario tecnico, ripetuta tante volte anche nel corso del match, è stata “pressing”, al fine di svelare tutte le carenze tecniche dei padroni di casa. Altra indicazione fondamentale: spinta sulle fasce, con esterni alti a tagliare verso il centro del campo e terzini puntuali nelle sovrapposizioni.
Ne viene fuori un primo tempo quasi impeccabile degli azzurri. Premesso doverosamente che il Liechtenstein è formazione di livello molto basso, i Ventura boys giocano bene, con la giusta grinta e determinazione, e mettendo in pratica le idee inculcate loro dal mister: il pressing c’è, sulle fasce si spinge tanto (ottima la prova di Zappacosta sulla destra), e i goal arrivano con estrema puntualità. Ad aprire le marcature ci pensa “Gallo” Belotti, che, sugli sviluppi di un corner, si fa trovare pronto sulla torre di Romagnoli, e insacca da due passi, da bomber di razza.
Passano due minuti e va a segno anche Immobile, che sfrutta un’ottima sponda aerea dell’attaccante granata e non sbaglia dinanzi all’estremo difensore locale.
Per il tris c’è da attendere una ventina di minuti: percussione sulla sinistra di De Sciglio che trova Candreva in area pronto a depositare la palla in rete. Ma non è ancora finita: agli sgoccioli della prima frazione, Bonaventura pennella per Belotti, che sigla la doppietta personale.
Si va all’intervallo con grande ottimismo: siamo perfettamente in linea con quanto fatto dalla Spagna, e si può sognare una vittoria roboante.

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ITALIA A DUE FACCE IN LIECHTENSTEIN: IL SECONDO TEMPO

E invece no. Inspiegabilmente, proprio quando la partita sembra essersi messa in discesa e per l’Italia c’è solo da continuare sulla stessa strada ben tracciata nella prima parte di gara, gli azzurri si spengono, sembrando quasi paghi del risultato. La manovra è più lenta e prevedibile, c’è poco movimento senza palla, c’è imprecisione nelle fasi cruciali delle azioni: il risultato è che il Liechtenstein prende le misure e riesce a concludere il secondo tempo a rete inviolata. Per noi, preso atto dei 3 punti e della buona prestazione, resta l’amarezza di quello che poteva essere e non è stato. Quello che Ventura sta cercando di plasmare è un gruppo giovane e ha bisogno di crescere e di fare esperienza: la partita di stasera, a suo modo, ha dato un insegnamento. Anche quando si è nettamente superiori all’avversario i goal non piovono dal cielo, e non arrivano, se non si cercano con determinazione e cattiveria: mai staccare la spina.

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