Italia – Germania, la prima volta della VAR

Pubblicato il autore: Nello Simonetti

Italia-Germania
Qualcuno obietterà che la prima volta della VAR (acronimo dell’espressione inglese Video assistant refreers) sia stata a Bari e non ieri sera a Milano, ma il battesimo vero e proprio della nuova tecnologia che, gradualmente, porterà all’introduzione, tanto invocata, della moviola in campo, è avvenuto ieri sera, durante l’amichevole tra Italia e Germania allo stadio Meazza. Corre il minuto 62, Kimmich dalla destra crossa al centro per Volland, bravo a bruciare i difensori azzurri e l’incerto Donnarumma e a depositare in rete il gol del vantaggio tedesco. Sembra tutto buono, ma l’arbitro annulla perchè, come dimostrerà soltanto il replay, un ginocchio del marcatore era un palmo più in là sia della linea difensiva italiana, sia di quella del pallone. Occhio di lince? No, prima volta della VAR. Sono bastati cinque secondi agli arbitri che assistevano dal pulmino in un garage dello stadio per segnalare al direttore di gara l’irregolarità, consentendogli così di annullare il gol. Una svolta storica per il calcio mondiale. La prima volta della VAR apre infatti nuovi scenari le cui conseguenze potrebbero essere fondamentali per il futuro di questo sport spesso al centro di infinite polemiche a causa degli errori arbitrali. Lo stesso responsabile degli arbitri della Fifa Massimo Busacca, che ha assistito a Italia-Germania, ha confermato che l’annullamento è da attribuire alla prima volta della VAR: “Non ho deciso io, ma i due assistenti alla Var – ha affermato ai microfoni di RaiSport -. In 5 secondi sono riusciti a valutare che il ginocchio di Volland era avanti. Quindi la decisione di annullare quella rete era giusta. Anche da queste immagini riusciamo a commentare quello che il Var ha visto in sei secondi”. Un’autentica svolta dunque, la prima volta della VAR spiana la strada alla definitiva introduzione della moviola in campo, anche se, da questo punto di vista, il presidente della FIFA, Gianni Infantino, interpellato sull’argomento, preferisce frenare i facili entusiasmi per la buona riuscita della prima prova: “Siamo ai test – ha spiegato al termine del match – deve ancora succedere molto, ma ci sono stati alcuni episodi, due o tre episodi, in cui la prova-video ha aiutato l’arbitro. Probabilmente ha visto comunque, ma lo ha aiutato. Mondiali 2018? Lo spero. Ci lavoriamo. Il mondiale è la competizione più importante che c’è” e si lavora “aiutare un po’ gli arbitri a non commettere almeno grandi errori“. Ed in effetti, la storia dei campionati del mondo è piena di sviste, anche clamorose, che, in qualche modo hanno orientato certi risultati. Chissà come sarebbero finite oggi, con le attuali tecnologie, certe edizioni, ma ormai è inutile anche chiederselo. La cosa più importante è ora tentare di limitare al minimo l’errore umano ed in tal senso, la prima volta della VAR rappresenta l’ideale punto di svolta verso questa direzione. Le sensazioni positive di Busacca lasciano intendere che l’esperimento non è più da considerarsi tale, ma dovrà rappresentare il punto da cui partire per consentire alla televisione di evitare errori clamorosi all’arbitro. La svolta è partita da Milano, la prima volta della VAR è il primo passo verso il futuro…

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