Juventus Dybala ai baby cronisti: “Per il calcio ho pianto soltanto una volta…”

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado
Juventus Dybala, alcuni segreti dell'attaccante svelati a giovani cronisti

Juventus Dybala, alcuni segreti dell’attaccante svelati a giovani cronisti

Lontano dai campi da gioco a causa dell’infortunio patito nel match contro il Milan l’attaccante della Juventus Dybala si è intrattenuto a Vinovo per una conferenza stampa molto particolare. Il giovane è stato protagonista infatti del primo “Junior Reporter”, l’iniziativa che ha dato la possibilità a diversi ragazzi di trasformarsi in giornalisti e di intervistare uno dei loro campioni preferiti. Ad “interrogare” l’argentino sono stati infatti diversi giovani che si sono trasformati per l’occasione in curiosi e bravi cronisti. Numerose sono state le domande poste dai baby giornalisti all’attaccante della Juventus che ha svelato particolari molto interessanti della propria infanzia e del proprio presente alla Juventus. I giovani cronisti hanno voluto conoscere quanti più dettagli possibili della vita sportiva del giocatore che rappresenta oggi un esempio da seguire per molti ragazzi che sognano di diventare calciatori. Di seguito alcune delle domande più interessanti rivolte dai giovani cronisti a Dybala

Quando perdi una partita, poi negli spogliatoi ti metti a piangere?
“Una sola volta mi è successo, in Argentina, dopo aver perso una finale. Avevo 17 anni, però poi non mi è mai capitato. In quel momento era tanta la voglia di vincere e dopo aver perso sono entrato nello spogliatoio e ho cominciato a piangere. Poi per fortuna le altre finali che ho giocato qua le ho vinte, quindi non ho dovuto più piangere”.

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Qual è stato il tuo primo gol da bambino? Cosa hai provato?
“E’ difficile… non è facile da ricordare, però una delle cose che mi ricordo è che davanti a casa mia, con i miei fratelli, abbiamo disegnato una porta sul muro di casa; mamma e papà quando hanno visto che abbiamo graffiato tutta la casa ci volevano ammazzare. Lì ho cominciato a fare tanti gol con i miei fratelli, avevo circa 2-3 anni”.

Se tornassi indietro, cosa faresti di diverso per diventare ancora più forte?
“Una cosa che mi piacerebbe fare è migliorare con il destro, perchè non sono tanto capace come con il sinistro. E anche un po’ la forza fisica in palestra, che ho cominciato a fare qua alla Juve. In Argentina e quando sono arrivato a Palermo la facevo poco”.

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Quando entri in campo ti senti agitato? Cosa fai per non pensarci?
“Non è facile perchè da quando usciamo dall’albergo e saliamo sul pullman fino allo stadio, ci sarà mezz’ora e comincio già a immaginarmi la partita, quindi comincia da lì non solo da quando entro in campo. Poi per fortuna faccio quello che mi piace, quindi una volta che entro in campo sono con la testa tranquilla perchè so che devo entrare e dare il meglio di me come ho preparato durante la settimana”.

Qual è il giocatore più burlone della Juve?
“Ce ne sono tanti, Dani Alves è uno, Gonzalo Higuain, Asamoah, è un bel gruppo. Per fortuna siamo tutti allegri, ci divertiamo dentro lo spogliatoio e questo fa un grande gruppo. Questo si vede in campo. I nomi che mi chiedi sono quelli, Dani Alves, Higuain, Evra, Gigi, Bonucci, Chiellini un po’ meno, però tutti sono divertenti”.

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Cosa provi, così giovane, ad essere un idolo e un esempio per tanti bambini?
“Mi fa piacere perchè è bello sentire da ragazzi così giovani come voi queste parole, io cerco sempre di dare il meglio di me, dentro il campo come fuori, perchè oltre un campo di calcio c’è una vita. Ho imparato da grandi giocatori, vedevo tanti grandi giocatori quando ero piccolo come voi, avevo il sogno di essere come loro e per fortuna ci sono riuscito. Ora cerco io di dare il buon esempio per i ragazzi che stanno crescendo”.

C’è un compagno di squadra con cui ti trovi meglio? Quale idolo hai tra i giocatori del passato della Juventus?
“In questo momento sono molto vicino a Gonzalo Higuain, siamo argentini, viviamo vicini e condividiamo tanto tempo insieme. Il fatto di andare in Nazionale ci ha fatto avere un’amicizia più grande e il rapporto che abbiamo in campo è quello che abbiamo anche fuori. Un idolo che guardavo della Juve… ne avevo due… uno era Del Piero e l’altro Pirlo”.

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